Lucini a don Ciotti

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di Gianmario Lucini

Caro Fabrizio,
questa l’ho scritta per Luigi, ma penso che vada bene anche per te.
Don Luigi è un uomo eccezionale, umilissimo, umanissimo – e per questo “uomo di Dio”. Ha una memoria di ferro. Ci siamo visti in febbraio a Gioiosa e abbiamo preso un caffé insieme, con altra gente: 5 minuti, non di più. Poi l’ho rivisto a Cles, due settimane or sono. Arrivo mentre sta terminando il pranzo, con altri di Libera, Pax Christi, sindaci, politici, carabinieri, pacifisti, cooperative, associazioni.

Mi sono avvicinato per salutarlo e appena mi vede, mi fa: “Toh! Eccolo qui! Ciao, hai mangiato?” e io “Sì”. “Allora prenditi un po’ di dolce”. Insomma, come se ci fossimo visti solo ieri. Ho capito che senza dubbio mi ha inquadrato e ha rammentato subito chi ero e dove ci siamo visti. Questa attenzione per le persone mi ha fortemente impressionato: è qualcosa che solo chi ama veramente la gente possiede e ne ho una grande invidia (in senso buono). Io ricordo i volti ma non i contesti, i nomi, niente.
Credo che per avere questa “cosa” bisogna essere davvero dei grandi, degli “uomini di Dio”. D’altra parte a Luigi, come a tutti i “grandi” che ammiro nella Chiesa (in particolare, nei tempi appena passati, padre Turoldo, don Milani, solo per fare due nomi, e oggi Mons. Bregantini e Alex Zanotelli) non importa né di politica né di potere, e neppure di mafia o cooperative, se non in riferimento al suo ministero pastorale: non è un “prete rosso”, come in malafede dice la destra (e parte della stessa destra politica-cattolica o clerico-fascista, per dirla alla Pasolini), ma un “uomo di Dio”, che pensa con il Vangelo in testa e basta. Questa è la sua forza.
La poesia l’ho scritta prima di Cles, ma, rileggendola, ho capito che è esattamente la poesia che avrei scritto “dopo” Cles. Anche il particolare conviviale del vino mi ha in un certo senso stupito, come se nella mia immaginazione vedessi Luigi a tavola.
Beh, non è a cuor leggero che la mando a te, a te in particolare (uscirà, credo, su Poiein, con tutte le altre).
Abbracci

A don Luigi Ciotti

Quando parli con Dio tieni il corpo raccolto

come nel più dolce dei segreti e bevi

sorseggiando adagio il vino, ascolta

senza altro ascoltare,

chiudi gli occhi, se ti va, ma non dormire

vigila come un serpente e suggi

a cuore aperto ogni sua parola – Egli

non si ripete, nulla toglie

nulla aggiunge alla giusta misura –

e se puoi sorridi, pensa a colloqui d’amore

a lettere d’amore che hai scritto e ricevuto

a giorni d’amore che mancano ancora

alla tua pienezza; empi un altro bicchiere

ma sobriamente, non più di due:

Dio ti vuole rilassato ma pronto

fluido il sangue nelle vene

che l’attimo sta nell’infinito e nell’attimo

un altro infinito può nascere.

7 pensieri su “Lucini a don Ciotti”

  1. Gaja

    Don Luigi è una persona meravigliosa… è vero. Ho avuto l’opportunità di conoscerlo ed è stata una folgorazione. Non avrei mai – e non ho, purtroppo per “Libera” – fatto una lira, cioè, un euro, con il mio libro su Emanuela Orlandi, però ho scelto di devolvere i miei “guadagni” alla sua associazione. E non dubito, Fabry, che anche tu sia come lui. Anzi, ne sono certissima, ormai. Grazie per aver postato questo pezzo e averci parlato di don Ciotti. Ti abbraccio.

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  2. Alessandro

    Grazie per la poesia e per questo post, l’ho sentito molto vero, emozionale, anch’io spero di incontrare un giorno Luigi Ciotti e parlarci. Per ora mi è solo capitato di ascoltarlo e già questo è davvero tanto
    Alessandro Seri

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  3. elena f

    che l’attimo sta nell’infinito e nell’attimo

    un altro infinito può nascere.

    questo è ciò che anima la “follia innamorata” di chi si tuffa nella vita in cerca della Vita

    grazie davvero

    elena f

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  4. Carla

    Ho assaggiato questa poesia
    a cuore aperto
    accogliendo
    la giusta misura

    infinita dolcezza
    l’ebbrezza che si espande
    esalando l’amore.

    grazie.

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  5. Giovanni Nuscis

    “Egli (…) nulla toglie
    nulla aggiunge alla giusta misura”

    E la preghiera si fa saluto, nella fede autentica, invece che postulazione; ma questo non si dovrebbe dire, come per le diete, a pancia sempre piena.

    Un caro saluto a Gianmario

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