Taormina, cartolina gentile,
generosa bomboniera in aprile,
al primo caldo sanno le turiste
nordiche esilità del cuore
agli occhi di galli immaginari.
A noi, che nell’imprevista domenica
vaghiamo per il vuoto litorale,
l’ascesa alla tua luce,
all’aria tua molle e disposta,
l’anima attarda in una pace
inattesa, da secoli composta.
Ma non ci arrestiamo:
c’inerpichiamo, ingordi
d’una felicità da cuore in gola,
in su, verso Castelmola.
p.s. questi versi risalgono al 1980 e sono apparsi nella raccolta “Pause” (1992)

Questa bella cartolina è volata qui da me, al nord, sul lago…
‘Ma non ci arrestiamo:
c’inerpichiamo, ingordi
d’una felicità da cuore in gola,
in su, verso Castelmola.’
Ricordo Castelmola, la chiesetta sopracitata, l’interminabile sfilza di scalini per arrivarci dal centro di Taormina…bellissimo!!!!… un po’ meno bella la broncopolmonite presa guardando da lì il fantastico panorama lasciandoci accarezzare da una brezza a dir poco “assassina”!!! Comunque bei ricordi
andavo al mare a isolabella. bei tempi. di taormina ricordo anche ashkenazy che suonava il carnaval di schumann al teatro greco. e un enrico V in cui un mio amico dormì dall’inizio alla fine. io guardavo il palcoscenico, l’etna, l’orizzonte pieno di luci, gabriele lavia che monologava mentre il mondo era una cosa che non ci riguardava più, che non poteva raggiungerci.