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LEDA ERENTE – inediti

Proponiamo all’attenzione del lettore di LPELS la poesia di Leda Erente (autrice della recente raccolta “Madreselva”, edita nel 2022 da Nulladie ed.), pubblicando alcuni testi inediti coi quali è stata finalista al Premio Poesia di Strada-Licenze Poetiche- Citta di Macerata 2022.    

1

La fiducia nell’attesa è un’impronta

lasciata nel manto cavo di una conchiglia squamosa,

su un fondale di roccia.

Dai margini dentati tesse seta marina,

spalancata come una porta,

aspetta il ritorno della metà del guscio a cui riunirsi sul dorso

e poi aprirsi col desiderio di mordere il mare

in un ultimo boccone ancora. Continua a leggere

SILHOUETTE

1.
Esistono anche larghi cappelli con le falde:
riparano, rischiarano incarnati chiari
che raggiungono la spiaggia, calda
ma non del tutto, nell’antico dei mari, procedono
sulla frangia di spuma a piedi nudi;
talora una si volta, lancia un segno, e in quell’ultimo o primo
tra i saluti è il regno dello smarrito, del nascosto
della dimenticanza, nell’accenno di danza
del camminare, sul mare.
Saluta, quel volto chiaro, da una lontananza
che, pure, all’occhio, è l’immaginare dell’infinito,
guizzo dell’estro e attesa all’armonia,
e osa sfidare, silhouette, ove sia sia …

2.
Da quella schiera felice talora nell’aria, a nuoto
una si congeda, e per poco giunge, accosta, dice e non dice,
perché parlare è troppo, o gioco vuoto,
e sorride, e una mano sulla spalla
poggia , sosta a dire ch’è sicuro
il giorno, in questa camminata
a valle delle colline, sul mare passato e futuro.
Ritorna poi alla frotta di compagne
che la spiaggia traversano nella luce,
ritorna poi alla vita che s’accompagna
e a ogni curva del mondo che ama, che ricuce.
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L’uomo che conosco


(creazione di Daniela Smiroldo)

L’uomo che conosco guarda il mare
Da una piazza spezzata, pensilina, ferro,
Lo intravede tra i platani del primo tratto
Del viale, il mare è dentro il porto, chiuso,
Da un remoto settembre azzarda conoscenza
Dell’anima del luogo, da un vento costante
Da oltre il Faro di Raineri, vento ora spento
Come le voci, nella prossimità di una lontananza.

AMBRA STANCAMPIANO – da “Storie sussurrate dagli spiriti” (Prologo) – inedito

Ogni notte viene a trovarmi un esercito di morti. Sfilano
alle mie spalle mentre, seduta su quella seggiola da
bambini con la seduta di vimini intrecciato, inseguo a
occhi chiusi i contorni della mia attesa. Li sento
ricoprirmi d’attenzioni e di carezze viscose, che
rimangono appiccicate addosso in una melassa di
tristezza. Serro gli occhi con più forza e m’aggrappo a
un filo di concentrazione sottile, troppo sottile, una
ragnatela. Cerco di ricordare qualcosa – che cosa? –
qualcosa che sto aspettando.
Aria. Quattro lettere s’incendiano sulla patina scura delle
mie palpebre chiuse.
Aria, leggo. La mia voce solo pensata echeggia in quella
stanza, buia della mia paziente attesa. Dove mi trovo?
ARIA. Supplicano i polmoni, un fiotto incandescente
risale fino in gola, si blocca a metà tra petto e naso, ho
come un tappo.
Non mi ricordo più come si respira. Sto sognando?
Sono troppo impegnata, in questo momento, per
ricomporre la strada che dai polmoni corre alle narici e
torna indietro.
Sto sognando. Cosa potrà mai accadermi, se anche non
respiro?
ARIA! Pretende la mia gola e sbatacchia una tosse
raschiata; sbatto la fronte sulla tavacca e la tempia
s’accende di dolore, il sogno si sminuzza in bollicine. Le
palpebre scattano.
L’ennesima alba grigiastra d’autunno Continua a leggere

SAVERIO ZUMBO – testi inediti

Saverio Zumbo insegna cinema presso l’Università di Genova. È autore di saggi su cinema e
psicologia del profondo, su Kubrick, Wenders, Hitchcock, Bene, Rouch, Eisenstein, Fellini. Ha
pubblicato i volumi Al di là delle immagini. Michelangelo Antonioni (2002), Cinquecento al
cinema. Genere e autorialità nei film tratti da commedie del Rinascimento (2005), La trappola del
testo. Sul primo Kubrick (2018).
Coltiva un forte interesse per la poesia come forma di sperimentazione, ricerca, introspezione. Finora la sua produzione poetica è inedita.

***

nel compiersi del giadato
nel muoversi dell’immoto
nel fluire postumo
del tempo – grumo luminoso
dolorosogioioso di senso

maggio 2005

*

preghiera del limite

Dio mio – permettimi di abbandonare
l’equanimità che ti si addice
ed all’altezza della quale
non hai voluto crearmi
e che Dio ti benedica – mio Dio

13 febbraio 2009

*

alla S. V.

povera signoria – intrappolata nei sala –
melechi di Burocrazia – dispensata a ogni tapino che sia
pregato presentarsi – o cortesemente
invitato – e che passando per piazza
della Signoria – accidentalmente potrebbe
domandarsi – la mia?

(14 febbraio 2015) Continua a leggere

Su CUORE ALLEGRO, di VIOLA LO MORO (di Enrico De Lea)

La raccolta Cuore allegro, uscita di recente per i tipi di Giulio Perrone editore,, rappresenta l’esordio poetico di Viola Lo Moro, giovane autrice romana (laureata in letteratura moderna e contemporanea e specializzata in letterature comparate). assai presente ed attiva nella programmazione culturale (come socia della libreria delle donne di Roma, Tuba, e come ideatrice/organizzatrice del festival delle scrittrici “InQuiete”), e collaboratrice di riviste letterarie e femministe (Leggendaria, DWF, Letterate Magazine, Femministerie).

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Su “Correggere le diottrie” di Giusi Drago (di Viola Amarelli)

In “Correggere le diottrie” (Oèdipus 2019, vincitore del Premio Bologna in Lettere 2020, per le opere edite)  Giusi Drago indaga sulla triade perfezione-errore-senso di colpa,  con un clinamen dialettico che approfondisce il contesto di paura e incertezza che ne deriva. Non a caso il titolo del libro si riferisce alla pressoché impossibile visione del terzo occhio (è noto che esso non può ferirsi e non/ patisce miopia, non ha bisogno /di correggere le diottrie) laddove  nell’ “appendice terapeutica  DI VERTEBRE E PAROLE” l’allegorema corpo-testo -vita, esemplarmente coniugato, pone in rilievo la responsabilità di chi agisce (la schiena abbraccia le forme delle tue colpe /di scelte e posture errate, inutile scorrerle tutte).  

Si tratta di un agire scandito da imperativi quasi kantiani sin dal testo di apertura della prima parte (intitolata, appunto, “dell’agire”) , imperativi che però si scontrano con la rete di interdipendenze  che sostanzia lo svolgersi del mondo (che il mondo agisca in aderenza/al dato, invece tutto sporge avanza),  e che ogni volta sommerge lo sforzo di “Sentire, vedere”, “Nominare” cui pure l’autrice fa, o sembra fare, affidamento. Continua a leggere

INEDITI di Enrico Giannetto

Nessuna descrizione disponibile.

30 febbraio:
da molte lune ormai
incessantemente sanguinano statue nascoste
sul sipario inavvertito della mente,

ed io vivo soltanto di miracoli
tra farfalle di pietra e sillabe di luce;

il soffio d’uno sguardo
sul vetro meraviglioso del nulla,
il mare delle cose che sognano senza esistenza
formano coralli di nuvole che s’inanellano dentro;

e potrei camminare sull’acqua
come la resurrezione di tutte le morti,
e trascinarmi dietro per sempre
le innumerevoli stelle,

come una tempesta di labbra che sfiorano
il silenzio divino di questo giorno mai nato

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GIACOMO CERRAI – Bootleg, Soggetto due, Dettagli (versi inediti)

Bootleg

take 1

buona la prima:
in sottofondo cani asini bambini ringhi
polvere revèrteris carri cingolati
c’è un frantume vicino e presente
e se ti aggrappi a qualcosa di inafferrabile latente alieno
a una promessa di resurrezione
la traccia rimane rumore di fondale
come uno sbatter d’ali angelico che fugge
ed è solo un’ipotesi una immaginazione
un pugnale di mosche e dita e
due scapole che affiorano dalla terra

ripulisci dal noise la traccia
netta il nastro inanella la pista che ripassi
ogni immagine è riscatto dell’istante
perciò falsa pagabile a vista !falsa!
ed è maceria il suono maceria
del grigio dell’impossibilità che il suono
dell’accaduto della morte abbia un colore
(ed è sabbia quella
sabbia che agli albori segnava che il giorno
televisivo era finito e che la terra restituiva le spoglie
al sogno per quanto popolato di mostri)

atto di fede: (e tu ci credi)? e tu vedi?
registri annoti per dopo per allappare
con la dovuta calma in posizione
scorri torni indietro scorri ti fai una birra
nella solitudine poltrona il nastro
(è incorruttibile non c’è usura non sperare
che si consumi e con esso la tragedia)
se non ora dopo il fermo no stop
inutile che si è già conclusa l’ordalia
la frattura del nastro e l’atto fa fede del vero
che nel mondo realmente rovesciato è un momento del falso

take 2 (sluagh-ghairm) (1)

la ripetizione porta alla perfezione del potere
il movimento automatico lo scatto è il riflesso
come un consenso sterile: impartito l’ordine
il cittadino esegue come intraducibile la luce
che proviene dall’alto – accoda il desiderio a sé
muta la conseguenza dei bisogni in-duce
– lo strascico ramazza i fondi di magazzino un’eco-
nomia sussiste nel packaging adeguato
nell’esposizione al giusto livello – è appena l’abc del dominio
del palmo vuoto della misera offerta in mercede funzionerà
finché la mandibola non articola un grido di guerra
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I SICILIANI ricreati da Ambra Stancampiano

I pesci spada parlano in greco antico. Lo credevano i nonni dei nostri nonni e, parlando a loro volta in greco antico o nelle varianti del greko calabrese, attiravano con formule ben precise i pesci spada alla portata dei loro luntri o delle torrette di guardia che si usavano ancora prima“, (Nota a COLAPESCE)
e, ancora,
La prima volta che mi sono seduto qui è stato per un atto di ribellione. Volevo voltare le spalle alla mia casa e, soprattutto, a mia madre, che m’impediva, con le sue lagne e i suoi malesseri immaginari, di lasciarla per vedere il mondo.
In preda all’ira sbattei l’uscio del nostro povero bugigattolo e mi fermai sull’unico scalino tra la porta e la strada, a respirare piene boccate d’aria di mare e libertà.
Subito fui investito da uno sgomento che non avevo calcolato: il mondo, che mi sembrava allora tanto accattivante, era davvero enorme. Da dove dovevo cominciare? Destra? Sinistra? Oppure dritto davanti a me, verso la spiaggia?
Sentii il bisogno di fermarmi per prendere una decisione così importante, perciò mi misi a sedere sul bisòlo con un sospiro, fissando la strada.
“, tale l’incipit di una prosa (Sul bisòlo), che, spezza in quattro sezioni, trasversalmente informa un intero libro,  con una chiusa di tale tenore “Dal mio angolino, sempre immobile, ho osservato il mondo muovermisi intorno, e ho scoperto un segreto che ha riempito la mia intera vita: il mondo puoi anche vederlo passare mentre tu resti fermo in un punto, come l’ago di un compasso“. .
I due estratti-ex ergo precedenti sono solo due passi esemplari della scrittura visionaria e realistica di Ambra Stancampiano, giovane narratrice messinese, Continua a leggere

DEMI MONDE, di SILVIA RIGHI


DEMI-MONDE è la nuova raccolta poetica, assai interessante ed originale, di Silvia Righi, uscita da qualche mese (con l’attenta e coinvolgente prefazione di Tommaso Di Dio), per i tipi della NEM editrice di VARESE , storica editrice, filiazione e continuazione dell’esperienza della Nuova Editrice Magenta, grazie al poeta/editore Dino Azzalin (una casa editrice  locale di quelle che contribuiscono a una letteratura di qualità e prestigio, con un catalogo ricchissimo di nomi e autorevolezza, da Morselli, Raboni, Zanzotto, Sanesi ai più giovani Pugno, Mozzi, Scotto, Di Maro, Adernò).

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TONINO CAFEO – Inediti

Leggendo

Le parole restano per anni
nascoste, avviluppate
nella carta ingiallita
e poi vivono per noi, a lenire gli affanni
dopo ogni risalita

Le parole hanno odore
di carta inumidita
e viva, sanno di ciò che muore
dicono
che in silenzio avanza
e morde il disamore.
(20 novembre 07)

Sole obliquo

E venne il tempo della luce radente
che filtra dai vetri opachi
e batte i muri ciechi
Mentre il fumo avvolge terrazze secche e appanna sguardi
E teste vuote di pensiero assente
Mentre gocce umide di sale volano dal mare lucente
e vorticano atomi in volo
E al suolo resti
meditando il niente.
(Messina, zona falcata, giugno 2017)

Non sarà tempesta neanche stavolta
Anche se i gabbiani volano bassi
A stormi a pelo d’acqua lucente
Ma stanca e stravolta
L’umido copre la vista
E la lista delle cose da fare si allunga
Con la pena quotidiana del vederti fatta di nebbia
Ci incontriamo ogni giorno a un incrocio ricco di volti e di suoni
La tua voce si perde ma gli occhi perforano il grigio
Ti aspetto domani, alla solita ora, forse col sole.
(23 aprile 2019)

La strada per Palermo

La strada per Palermo è una linea retta con il blu sullo sfondo e macchie bianche e macchie verdi e campi
quadrati di ortaggi e case a scacchiera vuote e senza gente, finite le ferie marine.
La strada per Palermo Continua a leggere

ALESSANDRA CORBETTA – tre inediti

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ANNI DOPO

Ridere sarebbe come stare a galla
e un silenzio inseparabile, vietare
di scambiarsi le posate nei giorni di festa.
Sul fondo del bicchiere ritrovare
ciò che prescrive il bugiardino,
non con minore sorpresa. Ridere
al treno che parte con lo zaino in spalla
sottrarsi alla trama del pieno/vuoto:
di solito è 16 o 4 o viola il gioco.

Qualche caramella restata nella tasca
segna l’ora, riporta fino a casa.

BACÀ

Un libro giallo in mano per schivare lo sguardo
di chi ha provato a incrociarti
tra treno e banchina perché leggere – pensi –
è fare stare tutto in una riga, evitare
gli strappi di chi piange. Dritto e distratto
neghi la paura di un saluto perché – vuoi convincermi –
scrivere è la briciola del non aver vissuto.

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Appartamento con paesaggio interno (inediti della peste)


Nella foto: il centro abitato di Casalvecchio Siculo (ME), nella Valle dell’Agrò.

__________

Continua a disporre la notte
Di corpi inenarrati, tronchi,
Con la fine, nel sonno, d’una peste,
Pioggia che cala festante alle finestre.
(21 marzo 2020)

Si pensano si covano dipingono i quadri
Troppo estesi della lancinazione,
Corpi immortali di memoria muoiono nei ladri
Massacri del mondo, fuor di ragione.
(21 marzo 2020)

Mi son detto che in fondo vivo dentro
Un appartamento con paesaggio interno,
Mi ci affaccio, con mio padre al centro
Le case le chiese lo Stretto. Ci assaggio l’eterno.
(22 marzo 2020)

Tra freddo e caldo, giorno e notte
All’intrasalto ci accade tutto, Continua a leggere

SERGIO ROTINO – Tre testi


SERGIO ROTINO – ritratto fotografico di Alessandra Botticella (Milano)

Pubblichiamo (in formato fotografico per rispettarne la versificazione) tre testi poetici inediti di Sergio Rotino.
Queste poesie sono state premiate a dicembre 2019 alla XXII edizione del Premio Poesia di Strada – Licenze Poetiche – Città di Pollenza (MC).

***
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lettera

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Vorrei scrivere una lettera a mio padre
dal nucleo non oscuro dell’insonnia,
non troppo oscuro, mi correggo, ché s’affaccia
la memoria delle nostre albe alla volta di Briga,
a malapena pensata intravista respirata
lungo il sentiero che scende alla Badìa.
Una lettera che non spedisco se non a ignota,
amata, amara destinazione, oppure solamente
a una presenza che i luoghi, ovunque, pronunciano.
Una lettera che diviene il telegramma del suo motto
improvviso di saggezza e rabbia, di ironia
e amorosa, severa benevolenza verso le sorti
di ciascuno e tutti. O la cartolina non spedita
della luce che al mattino promette quiete
e a sera abbraccia e scalza. Una lettera
pensata al nord, in una piazza.

(misure, attestazioni)

Dover annullare le misure
tutte del tempo, minuti secondi
mesi secoli anni ore settimane,
null’altro rimane
che il nudo tempo primordiale
eterno, senza ritorno,
pesante e insistente macigno
presente, il buio
e il chiarore, il giorno col sole
e la notte, con la luna
o nessuna luce, solo
l’alba del giorno che viene, la sera
la notte e il giorno
seguente.
(15 novembre 2019)

Camminando tra i volti dei tanti,
mio padre, Lillo, il giovane
Massimiliano, nonni, zii,
ciascun compaesano che sorride
o che motteggia, mi rassicura
nel senso del coraggio. Così
la voce corposa e corale
dei morti, una voce
tutta soleggiata, non la immagino,
la certifico, il paesaggio
me la attesta, giuro,
da Ciappazzi alla Montagna, al mare,
alle Calabrie del Continente oscuro.
(24 novembre 2019)

anacoreta (inedite)

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Esplodono i fuochi, Anacoreta,
Tacciono i canti della tua Novena,
Questa mappata di case si fa meta
Di fiera fine d’estate,
Ancora stagione piena.
*
Questo andare e tornare
Per terre e per mare,
Non contavamo treni navi
Strade aeroplani,
Contavamo un pezzo di paesaggio
A nostra salvezza
Uno schizzo di onda
Nella storia che affonda.
Del resto, non contavamo un cazzo.
*
Dopo il sentiero
In vista della cima,
Si arriva senza fiato
Alla curvatura del vero
Alla necessità del creato
Alla vacuità del fato
Alla nera sostanza dello scantato.
*
A poco a poco, a breve raggio non si vede
Che il giorno o il ginocchio che cede,
La luce che taglia, il colore che stinge,
La maglia che, a ogni lavaggio, restringe.
*
Siamo, stiamo a una prateria dello zero,
Alla, alle concerie dello zelo,
La solita febbre dal mare dalle colline,
Il pane caldo di troppe albe meridiane.
*
(Mandel’stam, Messina)
Il nome Ossip, inatteso, te lo riporti a spasso
alla Passeggiata a mare, alla Masotto,
a Ntinnammare col suo diaccio passo,
un’Armenia a casa, l’abisso-storia, poi, a dirotto…

 

PREMIO “POESIA DI STRADA”- LICENZE POETICHE

Pubblichiamo assai volentieri il bando del premio di poesia inedita “POESIA DI STRADA” (22^ edizione)
                                                Regolamento
Possono partecipare al Concorso autori italiani o stranieri ovunque residenti.

  • I testi devono essere in lingua italiana.
  • Ogni concorrente partecipa obbligatoriamente con 3 poesie inedite a tema libero, di propria produzione, ciascuna composta da non più di 30 versi.
  • Gli elaborati devono essere inviati in n.1 copia esclusivamente via email all’indirizzo di posta elettronica [email protected] entro le ore 23.59 del 13 ottobre 2019 (compreso).
  • I testi dovranno essere inviati tassativamente all’interno di un unico file word allegato alla email contenente anche i propri dati personali riportanti: cognome, nome, indirizzo di residenza, data e luogo di nascita, recapito telefonico e indirizzo email. I dati personali verranno trattati secondo la legge 675/96 e per il solo scopo del Concorso. Titolare del trattamento è l’Associazione Culturale Licenze Poetiche.
  • I testi che non perverranno secondo le modalità sopra indicate non saranno ammessi a partecipare.
  • La partecipazione al concorso non prevede quota d’iscrizione.
  • Gli elaborati in concorso verranno presi in esame, in forma anonima, da una giuria che sceglierà 10 autori finalisti. Una poesia per ogni finalista (su indicazione dell’autore) verrà riprodotta su tela da 10 artisti e successivamente i quadri verranno esposti nell’ambito di manifestazioni culturali a cura dell’associazione Licenze Poetiche. I vincitori saranno proclamati esclusivamente in base alla valutazione di merito relativa ai testi.
  • I dieci autori finalisti verranno proclamati e premiati durante la serata finale del premio che si terrà sabato 7 dicembre 2019 alle ore 21,15 presso il teatro Giuseppe Verdi di Pollenza (MC). Sarà cura dell’organizzazione avvisare i poeti finalisti tramite telefono o e-mail.
  • Il primo autore classificato verrà premiato con euro 300, il secondo con euro 200, il terzo con euro 100. Tutti gli autori finalisti verranno premiati con pubblicazioni di pregio. I vincitori dovranno, pena decadenza, ritirare personalmente il premio durante la premiazione. Al primo classificato verrà inoltre pubblicato gratuitamente a cura della Seri Editore, nella collana “Le piume”, un volume contenente le tre poesie inviate più suoi testi inediti fino al raggiungimento di minimo 70 pagine, massimo 100 pagine.
  • Il giudizio della giuria è insindacabile. La partecipazione al concorso prevede l’accettazione dell’intero Regolamento e concede all’Associazione Culturale Licenze Poetiche la facoltà di utilizzare i testi per un’eventuale successiva pubblicazione.
  • Una giuria popolare, parallelamente alla giuria di qualità, voterà durante la serata di premiazione un poeta tra i 10 finalisti al quale verrà attribuito il premio della giuria popolare.
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    Il Concorso è indetto dall’associazione culturale “Licenze Poetiche” via D. Rossi, 14 – 62100 Macerata

    In collaborazione con il Comune di Pollenza – piazza della Libertà, 16 – 62010 Pollenza

    In collaborazione con Seri Editore Macerata – www.serieditore.it