INEDITI di Enrico Giannetto

Nessuna descrizione disponibile.

30 febbraio:
da molte lune ormai
incessantemente sanguinano statue nascoste
sul sipario inavvertito della mente,

ed io vivo soltanto di miracoli
tra farfalle di pietra e sillabe di luce;

il soffio d’uno sguardo
sul vetro meraviglioso del nulla,
il mare delle cose che sognano senza esistenza
formano coralli di nuvole che s’inanellano dentro;

e potrei camminare sull’acqua
come la resurrezione di tutte le morti,
e trascinarmi dietro per sempre
le innumerevoli stelle,

come una tempesta di labbra che sfiorano
il silenzio divino di questo giorno mai nato

***

alla sola luce della luna
una finestra metafisica
vola sospesa nella notte,
i vetri improvvisano cieli
su un valzer magia delle nubi;

croci o spade brillano
su obliate statue
che sorgono
da imperscrutabili soffi,
si fendono su città spente,
nate cieche
da un sogno passeggero;

le mani attraversano
le inferriate delle menti
e su una scia
di sangue impallidito,
viale straniato dell’immenso,
afferrano
l’imponderabile dell’aria;

dove dèi innumerevoli
corrono in silenzio
ad animare gli interstizi delle ombre
in una travolgente estasi
di pulsanti pietre
che accarezzano
e svegliano le stelle

o un abbagliante corpo
in cui sfuma
ogni colore

 

***

 

Entropia

Per un coltello nel cuore amorfo del buio
è vero soltanto un tempo nuovo
che annulli il delitto

Intanto, se nell’oblio d’una lacrima s’incastra
l’inutile catastrofe di una sfera spezzata,
al volo in-verso d’un desiderio di cielo
volve l’onirismo lunare degli uccelli
solo sul tappeto irreversibile
di qualche parola

E l’entropia metafisica d’una eternità
si maschera nelle palpebre sbarrate d’un istante
mentre un punto d’universo
si dilata nella creazione

Muore sempre un sogno indefinito
tra i limiti d’una vita incalcolabile,
ma è impossibile l’arresto dell’amore

 

***

 

nella discreta, automatica,
riproduzione degli istanti,
sulla strada ipnotica di specchi
dove macchine trasudano preghiere,
preludio spasmodico alla notte
l’onda irrazionale schianta contro il cielo
la vita anarmonica
di un canto terrestre;

stupori dal plenilunio immortale
di una creazione che procede dal lontano;
fossili, frammenti del futuro,
luci dell’universo intero convergono
sull’immensa arena trionfale;

e nella camera oscura della mente
in cui si studia una solitudine,
ingigantendosi, si sviluppano le assenze
nella grafia arcana dell’amore;

trasparenze di pietra
attraversano angoli di carne,
respiri trasportano mondi,
angeli dipanano connessioni infinite,
invisibili sorrisi tracciano
la geometria dell’eternità:
particelle di sogni propagano atmosfere,
nell’arco indedicibile della natura
l’abbraccio impossibile di stelle,
tu o un bacio, incontenibilmente veri;

la nota inconsulta
di un cuore che ne nasconde un altro
nell’aurora oltrefisica di un volto

*

NOTIZIA

Enrico Giannetto (6 Novembre1958) si è laureato e ha conseguito il ph. d. in Fisica Teorica. È attualmente professore ordinario di Storia delle Scienze, e direttore del Dipartimentodi Lettere, Filosofia, Comunicazionepresso l’Università di Bergamo, dove insegna Storia del Pensiero Scientifico, Fisicae Filosofia Contemporanea. È autore di alcuni volumi:Saggi di storie del pensiero scientifico, Il Vangelo di Giuda – traduzione dal copto e commento, Un fisico delle origini: Heidegger, la scienza e la Natura, Sguardi sulla storia del pensiero contemporaneo: filosofia e scienze per cambiare il mondo. Ha pubblicato saggi sulla poesia di John Donne, Henry More, Thomas Stearns Eliot, Wallace Stevens e RabindranathTagore; e alcune poesie su Angolature, Lunario Nuovo e Frontiere, e alcuni interventi di poetica su Anterem.

Un pensiero su “INEDITI di Enrico Giannetto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *