
Un amico giornalista
L’impressione che ormai ho maturato nell’ambito giornalistico (e non solo) – di fronte a una statistica impressionante di casi a cui ho assistito e che mi sono testimoniati – è che si stia procedendo a far fuori proprio un tipo umano. Un tipo d’uomo cioè che ha delle idee, che risponde a un codice interiore, a principi non negoziabili, per il quale l’onore, la dignità, la parola data, la lealtà non sono parole ma valori irrinunciabili.
Peraltro la cosa realmente impressionante è che ormai questo processo avviene in automatico, come se questo tipo d’uomo fosse una provocazione vivente, costituisse un intralcio al dispiegarsi della funzionalità pura. Diventano valori la capacità di non pensare, di mentire, di tradire, di essere ricattabile e di saper ricattare, di non avere idee che non siano il frutto della media ponderata di quelle dominanti (il politicamente corretto, un laicismo mainstream, un cristianesimo annacquato in un generico filantropismo umanitario che deve evitare o sfumare questioni scomode come l’aborto, la persecuzione dei cristiani nel mondo, la minaccia che cova nel relativismo e nel multiculturalismo, un cristianesimo senza Gesù Cristo, ridotto a moralismo e buonismo sarebbe perfetto, per dire). E va detto anche che per gli elementi che malgrado tutto resistono, a prezzo di enormi sacrifici, vengono ormai a mancare le sponde culturali e politiche e anche la Chiesa, il suo vertice, offre spesso più motivi di spaesamento e disorientamento che di saldo ancoraggio

L’ha ripubblicato su iwantyouhappye ha commentato:
. . . Diventano valori la capacità di non pensare, di mentire, di tradire…