
Saverio Zumbo insegna cinema presso l’Università di Genova. È autore di saggi su cinema e
psicologia del profondo, su Kubrick, Wenders, Hitchcock, Bene, Rouch, Eisenstein, Fellini. Ha
pubblicato i volumi Al di là delle immagini. Michelangelo Antonioni (2002), Cinquecento al
cinema. Genere e autorialità nei film tratti da commedie del Rinascimento (2005), La trappola del
testo. Sul primo Kubrick (2018).
Coltiva un forte interesse per la poesia come forma di sperimentazione, ricerca, introspezione. Finora la sua produzione poetica è inedita.
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nel compiersi del giadato
nel muoversi dell’immoto
nel fluire postumo
del tempo – grumo luminoso
dolorosogioioso di senso
maggio 2005
*
preghiera del limite
Dio mio – permettimi di abbandonare
l’equanimità che ti si addice
ed all’altezza della quale
non hai voluto crearmi
e che Dio ti benedica – mio Dio
13 febbraio 2009
*
alla S. V.
povera signoria – intrappolata nei sala –
melechi di Burocrazia – dispensata a ogni tapino che sia
pregato presentarsi – o cortesemente
invitato – e che passando per piazza
della Signoria – accidentalmente potrebbe
domandarsi – la mia?
(14 febbraio 2015)
*
oh istanza non incarnata
benché mi paia quasi
impossibile la riuscita
non sta a me – mettermi
nei Tuoi panni – ma a Te
nelle mie carni
19 febbraio 2015
*
mi piace l’idea di festeggiare gli equinozi
i solstizi – questo rivolgersi al sole per rinnovarci
al contatto con la natura che – inesistenti – i più dotti
han deciso non esistere – badate però – che l’anelito
cosmico è a misura delle nostre
vite in sedicesimo – ma il nostro
sistema solare è solo
uno degli infiniti dell’ineffabile
impensabile universo – solo sperduto
tra soli e soli – e noi soli con lui
e con noi stessi – solo ciascuno – ciascuno
sole a se stesso – perciò – nel brivido stellare
non cedete a vertigini algebriche – mantenete
il senso della misura nell’onorare
queste ataviche vecchie nostre
feste paesane
23 febbraio 2015
*
io – quando sarò morto – non sopravvivrò
nei vostri ricordi – scordatevelo
ci starete forse tutti quanti voi
tutti interi – forse – ci entrerete
nei vostri ricordi – io sarò io
(8 marzo 2017)
*
Bologna
fu la più famosa – la più cruenta – tra le stragi sbocciate
da un amor di patria eterno
celeste – cristallino
noi – comuni mortali – non eravamo che accidente
chincaglieria – mandarci in frantumi
no – non fu un problema
(10 dicembre 2020)
