Saluti, Malcom

Molti gruppi di rottura, che hanno contribuito a rinnovare gli stili musicali, anche attraverso uno smantellamento di ciò che li precedeva, non sarebbero mai emersi dai loro sotterranei senza l’intervento di manager astuti, scafati, e, spesso, senza scrupoli. Malcom McLaren fu uno di questi. Già manager del gruppo proto-punk New York Dolls, lanciò i Sex Pistols, uno tsunami musicale che ha cambiato non solo la musica mondiale, ma anche la moda, i modi di essere di milioni di giovani. Come spesso accade con gli eventi epocali, tutto iniziò per gioco, o per caso. Con la compagna stilista Vivienne Westwood aprì un negozio di abbigliamento a Londra, che ogni tanto era frequentato da musicisti pazzoidi, svalvolati, aggressivi e incazzati. Malcom li studiava, e intanto progettava. Si potrebbe, pensava, si dovrebbe costituire un gruppo che oltraggi i benpensanti, senza filtri né censure, e farci su un po’ di sterline. Musica veloce, violenta, semplice, musica d’impatto. Nacquero così i Sex, quattro sgarruppati che non sapevano neanche suonare, li fece esibire fuorilegge su un barcone sul Tamigi, Vivienne li vestì e nulla fu più come prima.

Dopo varie vicissitudini, e una carriera di solista e produttore (si è occupato con ottimi risultati di musica etnica, e una sua canzone, About her, fa parte della colonna sonora di Kill Bill 2), Malcom si è spento ieri, in Svizzera, all’età di 64 anni, per cancro.

[nella foto: Malcon McLaren coi Sex Pistols nel 1976)

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