34. Patacche

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da qui

Quale dossier?, chiede Maria.
Il conte Scheltri Dell’Armadio si aggiusta gli occhialetti tondi e riempie i polmoni d’aria il più possibile.
Lei saprà certamente che la scrittura creativa è diventato un business redditizio. Uno si sveglia la mattina e decide di diventare insegnante di scrittura, butta giù un manuale in pochi giorni e lo rivende ai polli in cerca di becchime. Potrei farle un elenco di libri scritti con i piedi, zeppi di errori sintattici e banalità, privi di una pur inconsistente luce intellettuale e lanciati, nonostante tutto, come l’ultima perla di saggezza del creative writing nazionale. Vogliamo smascherare la truffa che dilaga, a causa di un’editoria selvaggia che spinge a pubblicare parti di menti ignoranti come pietre miliari della storia letteraria: un meccanismo perverso che si nutre del tam tam dei social network e di ogni forma di autopromozione. Diamo vita a un nucleo antisofisticazione per salvaguardare la scrittura dalle termiti che ne minano la credibilità, giorno dopo giorno; recensiamo le patacche e le esponiamo al pubblico ludibrio, ricostruiamo i miseri curricula dei maestri improvvisati per denunciarne l’inadeguatezza insuperabile.
Maria si sente tirare per la giacca: è il conducente del calesse che la invita a seguirla con un cenno della testa. Cosa vuole mostrarle? In fondo alla sala c’è una serie di fotografie:
Sono alcuni esemplari di insegnanti di scrittura: può leggere le didascalie.
La donna decifra le lettere minuscole poste sotto ogni ritratto: maestro di tre anni, maestro di due anni, maestro di sei mesi, maestro di giornata. Il conte Scheltri ride fragorosamente:
Sembra uno scherzo, e invece è tutto vero: vogliamo mettere fine a questo scempio. Il nostro castello sarà la sede centrale di un movimento che sbaraglierà tutti gli impostori.
A cominciare da chi? azzarda Maria.
– Il conte fa un nome sottovoce. Nello stesso istante si sente il nitrito di un cavallo.

8 pensieri su “34. Patacche

  1. f&r

    a volte ho come l’impressione che la gente preferisca essere imbrogliata con false promesse piuttosto che guardare in faccia la realtà e si affidi ai maestri di giornata con l’unico intento di cullare le proprie illusioni, sebbene consapevoli dell’inutilità della propria spesa.

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. Titti

    Egregio dottor Schelti Dell’Armadio,
    dato per assodato che esiste un business redditizio (che spella polli in cerca di becchime) e che stiamo qui per smascherare la truffa che dilaga, non vedo l’ora che questo nucleo antisofisticazione su LPELS cominci a pubblicare i curricula degli improbabili maestri e le recensioni sui loro libri-patacche da evitare accuratamente.
    Così il blog sarebbe utilissimo a noi poveri mortali lettori colpevoli solo di essere avidi di imparare! 😉
    I miei ossequi,
    Titti-il canarino parlante
    Hiiiiiiiiii !
    🙂

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  3. alfonso

    Il conte fa un nome sottovoce (sarà di un cavalire?). Nello stesso istante si sente il nitrito di un cavallo (infastidito da uno stalliere?).
    La Cavallina, non storna il sospetto dal nostro DVX

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  4. Anonimo

    Alfonso, come al solito sei il piu’ arguto fra di noi e colpisci sempre nel segno facendo centro! Hai già letto il romanzo? 🙂 O ne sei l’editor dietro le quinte?;-) In ogni caso siamo felici di proseguire nella lettura di gruppo a puntate! Buona giornata a tutti,
    A.A.

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  5. alfonso

    che bello seguire questa specie di Beautiful
    di cui in qualche modo si partecipa alla scrittura.
    Grazie a Fabrizio che, da sacerdote, non prende la scena,
    ma fa partecipare, animandolo, all’evento.
    Insieme si costruisce il romanzo, insieme la vita,
    insieme la storia. e dirigiamo tutto dove vogliamo noi,
    avendo il più possibile in mente, non soltanto
    gli eventi del mondo, ma soprattutto la nostra meta finale.
    e mi piace essere con voi, e mi piace “scrivere” con voi
    questa nostra BIO-GRAFIA. un caro abbraccio

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