Mi piace della mia città
l’uccello
che tace
e vola via
senza cerimonie.
O cammina per la via
con le sue piccole ali
di mosca
e trascina la pancia
agile
come uno zoppo
sul filo che sfiora il nulla.
Mi piace della mia città
l’uccello
che tace
e vola via
senza cerimonie.
O cammina per la via
con le sue piccole ali
di mosca
e trascina la pancia
agile
come uno zoppo
sul filo che sfiora il nulla.
Amore pan-metropolitano 🙂
un bel simbolo, Emanuele. di quella discrezione che oggi sembra essere piuttosto rara.
ciao
fabrizio
è bello pensare che, nella tua città, è una creatura vivente e silenziosa, volatile e umile, a catturare la tua sensibilità.
un colore: grigio pallido
un sapore: latte tiepido e una punta di menta
un gesto: sedersi su uno scalino la domenica mattina
uno sguardo: fili della luce al crepuscolo
un odore: d’asfalto lavato
nei giorni mortali di noi mortali capita venga in soccorso l’osservazione (placeba) delle minute vite, dei microscopici contorni, degli infinitesimali punti che tengono insieme l’enorme che brulica
una cura apparentemente definitiva, come un rifugio dell’infantile.
misura e registro tristi e narranti.
a rileggersi
paola