93. Ancora nuvole

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da qui

Siedono in silenzio, uno di fronte all’altro. Shime’on guarda i lastroni in pietra del muro, che a un tratto s’interrompono scoprendo il cielo azzurro; Eleazar conta le foglie della grande quercia che esplode come una nuvola aromatica.
Dimmi sinceramente cosa pensi.
Quello che pensi tu.
L’orto degli ulivi è un giardino delle favole, sommerso di colori che fanno venire le vertigini.
E’ folle venire quinel regno di Yehochoua.
Dobbiamo chiarire, Gad, non sei convinto?
Le colonne della sinagoga sono pedine di una scacchiera gigantesca.
E’ come se tutto si orientasse verso un punto: ricordi cosa ha detto l’altro giorno?
Ha detto tante cose.
Le radici degli alberi formano facce umane, perplesse, spaventate.
Non capisco perché ti sei infuriata: era ora di agire; e tu sei in altre faccende affaccendata.
So distinguere i sentimenti dal lavoro. Non sono mai stata così lucida.
Chissà perché il muro si spezza proprio lì?
Parlava di una borsa, di un muretto: è come se leggesse nel futuro.
Ho un amico che indovina tutto: prega, e le cose che accadranno gli scorrono davanti.
I rami sono braccia che cercano un contatto, inutilmente.
L’amore ti ha sconvolto: il tempo stringe, ci vogliono azioni decisive.
 E’ stato sempre chiesto il mio parere.
E perché la colonna si è spaccata proprio a quell’altezza?
Yehochoua non è soltanto un indovino: sembra vedere nel cuore della storia.
Vuoi dire che la sente dal di dentro?
Solo le foglie sono libere di muoversi, toccarsi.
Sei cotta, Avigail, non ci fidiamo più.
Pensate di poter decidere da soli?
E che rapporto c’è tra l’erosione delle pietre e il succedersi dei fatti?
Conosce un segreto che ci sfugge.
Sarà il futuro a sfuggirci, se restiamo all’oscuro ancora un poco.
E il cielo sullo sfondo è coinvolto o indifferente?
Resta con noi, ma le redini saranno in mano nostra.
Lo ripeto, siete dei bastardi.
E il verde della quercia ha qualcosa a che fare con l’azzurro?
Dovremmo interrogarlo, prima che sia tardi.
Ho timore, Eleazar, sono sincero.
C’è una cupola che appare all’orizzonte, nascosta tra le foglie, i rami, il cielo.
Siete degli illusi.
Dalla pistola di Avigail esplode una nuvola di fuoco: per un istante, del giardino, non rimane nulla, solo l’urlo soffocato di Gad, che cade sulla faccia spaventata delle radici contorte di un ulivo.

20 pensieri su “93. Ancora nuvole

  1. Raf

    Non so se il verde della quercia abbia a che fare con l’azzurro.
    Una cosa è certa che nel significato dei colori il verde vuol dire :crescita,maturazione,cambiamento dei rapporti interpersonali con gli altri.
    I compagni di Avigail hanno notato un cambiamento, ella non è la stessa,e per questo motivo non si fidano più di lei.

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  2. M&C

    Avigail é tornata fredda e spietata come prima.
    L’amore non l’ha cambiata perché é un amore interessato, non é gratuito e puro, é un amore che vuole possedere e limitare, non é il vero Amore.
    Solo quell’Amore puó fare nuove tutte le cose ed anche le persone.

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  3. Ema

    “Dalla pistola di Avigail esplode una nuvola di fuoco:”

    No, non sei cambiata affatto Avigail, se hai ancora bisogno di impugnare la pistola…

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  4. f@r

    Ho un amico che indovina tutto: prega, e le cose che accadranno gli scorrono davanti.

    Il futuro non esiste, siamo noi a crearlo con pensieri, parole, fatti, e cose tralasciate, (altrimenti dovremmo pensare che non esiste libero arbitrio, che è già tutto scritto, ma se è tutto scritto e deciso allora è inutile prendersi troppa pena per ciò che sarà)…
    forse, però, qualcuno è capace cogliere i possibili non ancora attuati attraverso un cuore in grado di vedere ciò che è invisibile agli occhi… oppure, nella preghiera si mettono in movimento energie che fanno accadere persino ciò che sembrava impossibile potesse avvenire.

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  5. M&C

    C’é solo un tipo di amore capace di far sparire le nuvole dal nostro cielo e di far splendere sempre il sole e l’azzurro.
    Lo stesso che “sembra vedere nel cuore della storia” e fa orientare tutto verso uno stesso punto.

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  6. Ema

    LE NUVOLE

    Vanno
    vengono
    ogni tanto si fermano
    e quando si fermano
    sono nere come il corvo
    sembra che ti guardano con malocchio

    Certe volte sono bianche
    e corrono
    e prendono la forma dell’airone
    o della pecora
    o di qualche altra bestia
    ma questo lo vedono meglio i bambini
    che giocano a corrergli dietro per tanti metri

    Certe volte ti avvisano con rumore
    prima di arrivare
    e la terra si trema
    e gli animali si stanno zitti
    certe volte ti avvisano con rumore

    Vanno
    vengono
    ritornano
    e magari si fermano tanti giorni
    che non vedi più il sole e le stelle
    e ti sembra di non conoscere più
    il posto dove stai

    Vanno
    vengono
    per una vera
    mille sono finte
    e si mettono li tra noi e il cielo
    per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

    F.De Andrè

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  7. M&C

    Nuvole… Sono l’intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono, fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra cose che non sono niente più il niente di me stesso.
    (F. Pessoa)

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  8. alfonso

    una nuvola di fuoco
    un grido che rimane dentro
    è munch coi suoi amici
    indifferenti sul ponte
    di fronte al cielo infocato
    da un’esplosione atomica
    o da un’aurora boreale

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  9. RossellaT

    – So distinguere i sentimenti dal lavoro.
    Non sono mai stata cosi’ lucida.

    Mi dispiace Avigail non e’ cosi’ che funziona, chi ama agisce col cuore e non con la fredda razionalita’. Chi sceglie la via dell’Amore non vive la propria vita a compartimenti stagni, non si fa le regole a modo suo, quel sentimento pervade ogni istante e ogni situazione della propria esistenza.

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  10. silvia

    I rami sono braccia che cercano un contatto, inutilmente.
    Solo le foglie sono libere di muoversi, toccarsi.

    Chi non ha fatto esperienza della solitudine, del fallimento, del dolore che non fa più sperare. Chi non ha cercato quel contatto, quelle braccia forti in grado di sostenere, quella presenza in grado di colmare ogni vuoto. Non sempre riusciamo a trovare ciò che vorremmo, a volte la strada è difficile, forse essenzialmente perchè per incontrare gli altri si deve prima cercare dentro se stessi, conoscersi, e trovare qual è il luogo di Dio in noi. Sembra un paradosso ma proprio quando vivi la disperazione che non sai raccontare, quando vorresti che ogni sussulto del cuore e dell’anima passasse attraverso gli occhi, cominci a sentire che c’è qualcosa di più. E’ proprio in quel momento, nell’attimo in cui ti stai arrendendo e vorresti solo scomparire, capisci che ogni piccolo gesto, un semplice sorriso o una carezza, una parola gentile, un momento di sintonia e comprensione sono doni da dare e ricevere.
    Le carezze di Dio sono un po’ come quelle foglie, bloccate a dei rami che le trattengono, e quelli siamo noi con tutta la nostra umana fragilità, ma libere comunque di muoversi, toccarsi, sfiorarsi appena. Sono quei gesti spontanei apparentemente piccoli, ma immensamente importanti perché vengono dal cuore, che possono donare nuovo coraggio e speranza.

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  11. Roby (S.d A)

    Quando un’intelligenza diabolica sfocia nella violenza, entra in un vortice nel quale compiere atti crudeli e privi di scrupoli diventa la normalità; affermare il proprio potere è la regola, qualsiasi sia il prezzo da pagare; la risalita verso nuovi mondi è pressoché impossibile. Ma niente è improbabile agli occhi dell’amore, imperterrito nel cercare a tutti i costi uno spiraglio di luce anche nel cuore del più abile criminale

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