[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HDyQk5wEOKU]
da qui
– Dove mi stai portando?
– Guardali, come ti trovi?
– Tu sei matto.
E’ una specie di campo con gente strana, a dire poco. Uno è un armadio con la faccia tonda, pelato.
– Si chiama Marius. Non si sa da dove venga. Potrebbe sradicare il tronco di una quercia con un abbraccio solo.
– Pensi di far ridere?
E’ vestito di una tuta blu: le braccia sono quasi orizzontali per la mole del torace.
– Vuole andare a Berlino. Dice che qui, di lavoro, neanche se ne parla.
L’omone entra ed esce dalla tenda, come avesse faccende da sbrigare.
– Questo è Pietro: ogni giorno cinque litri di vino e poi gira urlando per le strade. Si calma solo quando fuma.
Ha i denti rotti e un leggero strabismo. Gli arti sono pieni di ustioni: qualcuno l’ha bruciato? E’ esplosa la stufa che si era fatto regalare?
– Il grassoccio è Miguel, arrivato dall’America latina. Ha più malattie che capelli e una famiglia che l’aspetta dall’altra parte del mondo. E’ triste e riflessivo.
– Vuoi spiegarmi perché perdiamo tutto questo tempo?
Si sente a disagio, Arturo: ha l’impressione che qualcuno lo possa aggredire da un momento all’altro, puntandogli un coltello nella schiena.
– Lo vedi quello seduto con la testa bassa? E’ Alessandro, appena uscito dal carcere. Rapine. Se lo guardi negli occhi, ti spaventi.
Ma che vuole da me questo fantasma pallido? Perché ho deciso di seguirlo? E’ l’ora migliore per scrivere: riuscirò a combinare qualcosa, quando torno?
– Il nero è Ramsa: è nato e vissuto in Tanzania e cerca un motore per la barca da pesca: ce l’avrà davvero? Comunque è un buon pretesto per chiedere soldi a chiunque incontri sulla strada.
Dove sarà finita Gilda? Come mai non è tornata? Ester, poi! C’è sempre un ostacolo, ogni volta che cerco d’incontrarla. E’ come quando inseguo una trama e le idee s’infilano in un vicolo cieco; non riesci a decollare e t’inventi qualcosa per uscire dal labirinto che t’ingoia.
– Quello dalla pelle scura è Stefano, il più matto di tutti. Domani parte per Milano, perché almeno in quattro gli farebbero la pelle volentieri.
Tra Gilda e Ester non saprei decidermi. Mi sento attratto da entrambe. Una, però, ha troppi pretendenti, l’altra è fuori di testa.
– Che ne dici di dormire qui?
Non potrebbe essere un’idea? Un uomo diviso tra due amori: drammi, ostacoli, avventure, finché le perde entrambe e decide di diventare scrittore per conquistarle almeno sulla pagina.
– Hai capito la domanda? Che ne dici di dormire qui?

Abbattere il muro è un’impresa ardua. Al di là c’è tutto un mondo, che gira a modo suo, con le sue regole, le sue ore, il suo calendario. Se provi ad oltrepassare il muro ti accorgi di quanto amore c’è e di quanto amore manca. Se riesci a oltrepassare quel muro trovi la felicità e ti accorgi che quel muro è soltanto cartapesta, si accartoccia facilmente.
Arturo è come noi volubile e fragile, forse perché scambiamo la natura del vero amore con un sentimento fluttuante e ambigue emozioni. Ora si trova davanti gli ultimi e gli viene chiesto di traslare ad una nuova forma d’amore perché quando si ama veramente non ci si lascia mai prendere da sentimenti contrastanti, l’amore vero non conosce confini, limiti e avversità.
… e decide di diventare scrittore per conquistarle almeno sulla pagina
perché in fondo la vita è un romanzo…
‘Si sente a disagio Arturo’
Forse Arturo si sente a disagio -come una parte della nostra società- anche per un altro motivo: la realtà di Miguel, Ramsa, Pietro, Marius mette in difficoltà, risveglia sentimenti ambivalenti di pietà, di rabbia, di disagio interiore. E forse anche un certo senso di colpa, più o meno riconosciuto. Il ”campo con gente strana” ci mette di fronte al nostro egoismo, alla nostra povertà umana, ai nostri rifiuti ad solidarietà vera, che va al di là delle parole, delle apparenze.
http://www.youtube.com/watch?v=D3HwnYbU_1A&feature=related
Avete ragione, condivido.
Per una e l’ultima volta scrivo qualcosa su questo romanzo.
la cosa più dolce che colgo oggi e la tristezza del buon Arturo, sono matta dò un po’ ragione ad un uomo, io gli
darei un piccolissimo consiglio: fai lo scrittore e se ce la fai dormi lì.
Così quando tocchi il cuscino la sera chiuderai gli occhi,come i bimbi, ti risveglierai rinfrancato da un “buon sonno”
e la tua mattina sarà piena di luce.
Ernestina.
Atto di umiltà: detto da una persona che a causa di una malattia fastidiosa e insidiosa come solo sa essere la tiroidite, di dormire non se ne parla se si attiva!
COME DORME UN GATTO
Come dorme bene un gatto
Dorme con zampe e di peso,
Dorme con unghie crudeli,
Dorme con sangue sanguinario,
Dorme con tutti gli anelli
Che come circoli incendiati
Costruirono la geologia
D’una coda color di sabbia.
Vorrei dormire come un gatto
Con tutti i peli del tempo,
Con la lingua di pietra focaia,
Con il sesso secco del fuoco
E, non parlando con nessuno,
Stendermi sopra tutto il mondo,
Sopra le tegole e la terra,
Intensamente consacrato
A cacciare i topi in sogno.
Ho veduto come vibrava
Il gatto nel sonno: correva
La notte in lui come acqua oscura,
E a volte pareva cadere
O magari precipitare
Nei desolati ghiacciai,
Forse crebbe tanto nel sonno
Come un antenato di tigre
E avrebbe saltato nel buio
Tetti, nuvole e vulcani.
Dormi, dormi, gatto notturno
Con i tuoi riti di vescovo,
E i tuoi baffi di pietra:
Ordina tutti i nostri sogni,
Guida le tenebre nostre
Addormentate prodezze
Con il tuo cuore sanguinario
E il lungo collo della tua coda.
P.Neruda
“Che ne dice di dormire qui?”
E’ importante dove si dorme, dove gli occhi si chiudono al termine di un giorno, le ultime cose che guardano e dove si riaprono all’inizio del nuovo giorno…
Tu splendi sopra tutti gli spendori del mio pensiero, tu m’illumini di una luce che è quasi per me insostenibile.
E credere in te soltanto, giurare in te soltanto, riporre in te soltanto la mia fede, la mia forza, il mio orgoglio, tutto il mio mondo, tutto quel che sogno, e tutto quel che spero…
Avere un pensiero unico, assiduo, di tutte le ore, di tutti gli attimi;… non concepire altra felicità che quella, sovrumana, irraggiata dalla sola tua presenza su l’esser mio;… vivere tutto il giorno nell’aspettazione inquieta, furiosa, terribile, del momento in cui ti rivedrò.
Io rinunzierei a tutte le promesse della vita per vivere in una piccola parte del vostro cuore.
Io sono nel vostro sangue e nella vostra anima; io mi sento in ogni palpito delle vostre arterie; io non vi tocco eppure mi mescolo con voi come se vi tenessi di continuo tra le mie braccia, su la mia bocca, sul mio cuore. Io vi amo e voi mi amate; e questo dura da secoli, durerà nei secoli, per sempre. Accanto a voi, vivendo di voi, ho il sentimento dell’infinito, il sentimento dell’eterno. Io vi amo e voi mi amate.
Non ricordo più nulla. Vi amo. Amo voi sola. Penso per voi sola. Vivo per voi sola. Non so più nulla; non ricordo più nulla; non desidero più nulla, oltre il vostro amore.
Tu esalti la mia forza e la mia speranza, ogni giorno. Il mio sangue aumenta, quando ti sono vicino, e tu taci. Allora nascono in me le cose che col tempo ti meraviglieranno. Tu mi sei necessaria.
Quando parliamo insieme, talvolta io sento che la sua voce è l’eco dell’anima mia.
Ci sono certi sguardi di donna che l’uomo amante non scambierebbe con l’intero possesso del corpo di lei. Chi non ha veduto accendersi in un occhio limpido il fulgore della prima tenerezza, non sa la più alte delle felicità umane…
Tu non sai che io ti amo! Avere un pensiero amico, assiduo, di tutte le ore, di tutti gli attimi, sentirti quando io dormo, sentirti sul mio cuore.
Rimani! Riposati accanto a me. Non andare. Io ti veglierò. Io ti proteggerò. Ti pentirai di tutto fuorchè di essere venuta a me, liberamente, fieramente. Ti amo. Non ho nessun pensiero tuo, non ho nel sangue nessun desiderio che non sia per te. Lo sai. Non vedo nella mia vita altra compagna, non vedo altra gioia. Rimani. Riposati. Non temere di nulla. Dormi stanotte sul mio cuore.
Da Il Fuoco di G. D’Annunzio
“Un uomo diviso tra due amori:drammi,ostacoli,avventure”-siamo fatti per prendere decisioni tutti giorni,in ogni momento dalla giornata cominciando dalla mattina a decidere se alzarsi dal letto o no,e poi per tutto giorno-piu piccoli o piu dramatici problemi. Pero` meglio che siamo noi a decidere dalla nostra vita.E poi…non ci sono i problemi che noi si puo risolvere!
“Tu sei matto”. “Si, può essere”. L’importante è crederci. Quando ci confondiamo nella polvere del mondo, tra le viuzze strane, in quei vicoli, tra le gente sghemba con l’occhio diverso dal nostro, solo allora possiamo dire di vivere, che cioè stiamo vivendo realmente, al di fuori degli schemi classici. Ecco, il campo è la vita. La gente strana non per forza sono quelli considerati diseredati ed emarginati in base alle regole della nostra società; si anche loro, ovvio; ma soprattutto è “l’altro”, sempre “l’altro”. Non potremmo vivere senza “l’altro”. Quelli entrano ed escono dalla tenda, del resto hanno da fare le cose della vita. Magari li guardiamo incuriositi, dimenticando che quella ginnastica la facciamo anche noi.
E poi dimmi: quando sei fuori dal tuo habitat hai paura che qualcuno possa aggredirti? E’ così? Allora devi imparare a nuotare in acque diverse dalle solite: se hai le pinne della vita, te la caverai, tranquillo. Ma non temere: la paura che provi è il segno che stai avendo una reazione e che stai ragionando.
Ecco, come dire: il fantasma pallido è il nostro intuito, è l’amore universale che ci viene incontro, è l’amore dell’altro che preme clandestino. Ma non si presenta sotto una forma accattivante, proprio perché dobbiamo superare la sua scorza e guardare oltre le apparenze per permettergli di aiutarci. E’ come un test, un esame. Quando abbiamo la fortuna di imbatterci in un fantasma pallido è perché deve sicuramente indicarci qualcosa, con un segno, con una parola, e liberare la nostra mente per aiutarci. A volte, però, non riusciamo a comprendere cosa ci stia realmente accadendo e sciupiamo quella possibilità.
Si, la trama s’ingarbuglia e t’incagli: succede ad uno scrittore, ma può succedere ad uno qualunque di noi. La trama è quella del nostro romanzo, cioè della nostra vita. Sta a noi seguire il fantasma pallido e dargli fiducia; sta a noi non aver paura di prendere coltellate ed ascoltare con calma guardando il gesto; sta a noi imparare la lezione e raddrizzare la barca che si è incagliata. Sta sempre a noi. E a chi altrimenti? Del resto il romanzo è il nostro!
Ecco, dunque. Imparare a percorrere strade diverse dalle solite, ci arricchisce, è il sale della vita. Il non temere la coltellata è segno di maturità e che ci siamo lasciati andare: se la temiamo, arriverà. Se poi amiamo, esponiamoci. Infine seguire il fantasma pallido che ci si presenta è il modo per uscire da uno schema incagliato, da un corto circuito. Certo, ammesso che noi si sia in grado di capire cosa quel fantasma abbia da dirci.
Marco
Tra Gilda e Ester non saprei decidermi. Mi sento attratto da entrambe.
Che problema!!!
http://www.youtube.com/watch?v=ewmlA8r7QaA
Il video di presentazione di POWAQQATSI della trilogia Qatsi (la pronuncia potrebbe far sorridere… :-)) ).
Un grande regista, Godfrey Reggio, ed un insuperabile artista che il mondo ci ha regalato, Philip Glass. Normalmente in un film il compositore crea la colonna sonora “cucendola” sulle immagini, in base alla sceneggiatura. Qui è l’esatto contrario: le immagini sono cucite sulla colonna sonora. Ho i tre video della trilogia e per me sono unici nel loro genere (chi desidera può averli per vederli). Powaqqatsi significa “vita in trasformazione”. L’ho trovato adatto a questo capitolo del romanzo.
Marco
http://www.youtube.com/watch?v=sNVTmWRcUbY
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Le apparenze a volte ci ingannano e ci spaventano al tempo stesso ,perchè ci fermiamo di fronte alla superficialità delle cose ,senza renderci conto che ogni ultimo presente su questa terra ha un cuore che chiede di poter amare e di essere amato,solo che non lo sà perchè il più delle volte si sente emarginato.Ma quello che noi allontaniamo e che ci spaventa è riflesso della nostra indifferenza che si rispecchia in persone come:”Marius,Pietro, Alessandro ,Ramsa ” e tanti altri.
Che ne dici di dormire qui?
”Don Mario raccontava sempre che, se fosse riuscito a costruire il Centro per i giovani, avrebbe costruito un dormitorio per i poveri”
(Ecco l’Uomo, p.42)
http://www.youtube.com/watch?v=7lcqEPQf6Ks
Se è vero che la vita sboccia in uno sguardo,forse Arturo potrebbe incontrare negli occhi di Pietro,di Miguel.di Ramsa e di Marius,quella luce che lo porterà finalmente ad accorgersi dell’altro..a ripararsi dal proprio egoismo..ad aprire il cuore e a non temere..solo allora saprà scegliere tra Gilda o Ester..o se andarsene o dormire li’..
“Dove mi stai portando?”
http://www.youtube.com/watch?v=GkanqxP3jmg
Come mi vuoi…
cosa mi dai,
dove mi porti tu…?…
vi ringrazio!
aprire gli orizzonti, perché il romanzo scorra dove non avrebbe immaginato, come un fiume in piena.
Quale sarà la vera trama da seguire quella che parla di Gilda ed Ester o quella che descrive ed osserva i poveri più poveri…quale la vita , quale il sogno?
Solo l’amore saprà condurre la trama e distinguere il vero dal falso.
“Un uomo diviso tra due amori: drammi, ostacoli, avventure, finché le perde entrambe e decide di diventare scrittore per conquistarle almeno sulla pagina”.
La paura di scegliere, perché ogni volta che si sceglie allontaniamo da noi una possibilità di vita, e la nostalgia per ciò che non abbiamo vissuto ci apparterrà per sempre e si confonderà con i sogni.
Ma scegliendo costruiamo la nostra identità, mattone dopo mattone, e vivere ciò come una prigione oppure come una assunzione di responsabilità, entro la quale realizzare noi stessi, è la variabile che farà di ciascuno di noi una persona infelice o felice.
Ma che vuole da me questo fantasma pallido? Perché ho deciso di seguirlo…
Forse perché ti sta mostrando l’amore, Arturo
E scegliere di amare questa umanità…
e mentre il mondo va, confuso nel brusio
io nella libertà respiro un mondo mio
perché la vera libertà e il respiro di Dio
Non potrebbe essere un’idea? Un uomo diviso tra due amori: drammi, ostacoli, avventure, finché le perde entrambe e decide di diventare scrittore per conquistarle almeno sulla pagina.
– Ha capito la domanda? Che ne dice di dormire qui?
A volte l’amore ci tocca, si avvicina a noi mentre stiamo pensando ad altro..chissà se Arturo presterà attenzione alla domanda.
http://www.youtube.com/watch?v=xcYHEZcNIkE&feature=related
“..e tu dormi dormi mentre i tuoi occhi sorridono”
é COSI’, TUTTA LA NOSTRA VITA, è COSI’, E SCORRE, E NOI CON LEI,
POI: LO SPIRITO ( CHE ) SOFFIA DOVE VUOLE…
Felicità.
MARIA PIA Q
Eh no! il mio nome lo mantengo!
grazie!
la trama, come la vita, ci porta dove non immaginiamo.
“…quando davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere,
non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta .
Respira… aspetta e aspetta ancora.
Stai fermo, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
Quando poi ti parla, alzati e và dove lui ti porta. ”
(và dove ti porta il cuore)
grazie.
saper aspettare, e poi decidere.
una saggezza che non tramonta.