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La regola d’oro è definita tale in quanto sintetizza la preziosa sapienza delle religioni. Basta dare uno sguardo generale alle diverse, ma simili, enunciazioni della legge:
Cristianesimo: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti” (Matteo 7,12). Ebraismo: “Ciò che per te è odioso non farlo al tuo compagno. Questa è l’intera Legge” (31° Sabbat, Talmud Babilonese); Islam: “Nessuno di voi è un credente finché non ama suo fratello come ama se stesso” (Profeta Muhammed, 13° dei 40 Hadiths Nawawi). Buddismo: “Non ferire gli altri in maniera che tu non debba ritrovarti ferito” (The Buddha, Uadanavarga 5, 18); Induismo: “Questa è la somma del dovere: non fare agli altri ciò che ti causa dolore se fatto a te” (Mahabharata, 5.15.17); Confucianesimo: “E’ il massimo dell’amabile benevolenza: non fare agli altri ciò che non vorresti che essi facessero verso di te” (Confucio, Analects 15.23); Giainismo: “Nella felicità e nella sofferenza, nella gioia e nel dolore, dovremmo avere cura di tutte le creature come abbiamo cura di noi stessi ” (Lord Mahavira, 24° Tirthankara); Sikhismo: “Come stimi te stesso, così stima gli altri” (Sri Guru Granth Sahib); Taoismo: “Rispetta la vittoria del tuo prossimo come se fosse la tua, e la sconfitta del tuo prossimo come se fosse la tua” (Lao Tzu, T’ai Shang Kan Ying P’ien 213-218); Bahài: “Benedetto è colui che ama suo fratello prima di se stesso” (Bahá’ u’ lláh, Tablets of Bahá’ u’ lláh, Bahá’í World Centre, Haifa 1978); Zoroastrianesimo: “Non fare agli altri ciò che è dannoso per te stesso” (Shayast-na-Shayast 13.29).
E’ consolante pensare che ad ogni latitudine si sia giunti alle stesse conclusioni: vuol dire che si tocca l’identità profonda dei popoli e della persona, il senso dell’altro, che ha lo stesso valore di me stesso, per cui non posso fare due pesi e due misure. E’ una visione positiva della vita, che vede in ogni uomo un essere capace di comprendere il suo simile, prestandogli la stessa attenzione che riserva a sé. Basterebbe collegare ciò che sappiamo di noi stessi – e che ogni cultura è arrivata a riconoscere – con la storia concreta che viviamo per cambiare il mondo, estirpando i tumori maligni della violenza e della guerra.

L’altro
Il tuo prossimo
è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.
Il suo volto si riflette
nelle acque tranquille,
e in quelle acque, se osservi bene,
scorgerai il tuo stesso volto.
Se tenderai l’orecchio nella notte,
è lui che sentirai parlare,
e le sue parole saranno i battiti
del tuo stesso cuore.
Non sei tu solo ad essere te stesso.
Sei presente nelle azioni degli altri uomini,
e questi, senza saperlo,
sono con te in ognuno dei tuoi giorni.
Non precipiteranno
se tu non precipiterai con loro,
e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.
K. Gibran
Esistono da 4200 al 10000 religioni nel mondo. Soltanto del religioni cristiani ci stanno circa 10000.
Ma in genere, tutte le religioni (escludendo satanismo, che in realtà non è una religione ma setta), tutti hanno lo stesso valore- amore per prossimo, trasmettere bene.
E perché allora si vede così poco questo bene e amore?
Perché la gente si è persa nella vita, ha poca fede, non crede più nel niente e nessuno tra se stesso. E soffre.
Nel 2012 59% di popolazione si definiva come religioso, 23% no, e 13% si definiva come atei.
Solo 19% di popolazione pensa che la religione è importante.
Mi sembra poco.
La mancanza di fede nel Bene, porta il male, porta le guerre.
“Quanto bene possiamo fare con il buon esempio e quanto male con l’ipocrisia.”
Papa Francesco
Studiosi hanno raccolto tante prove di benefica influenza di religione. Hanno detto che la religione aiuta nel buon stato d’anima e aiuta risolvere problemi nella società deviata.
Daniel Hall, dottore del Centro Medico in Pittsburgo ha scoperto che andare ogni settimana alla messa può allungare due o tre anni di vita.
Esperimenti fatti sul 7 mila persone anziane nel Centro Medico di Duke’a, nel 1997, hanno dimostrato che pratica religiosa fortifica sistema immunologico e abbassa la pressione del sangue.
Analisi fati dal Istituto Pew hanno dimostrato che americani quali una volta in settimana o più spesso vanno alla messa sono di più felici (43%) di quelli che in chiesa vanno una volta al mese o di meno (31%) o questi che vengono in chiesa raramente o mai (26%).
La religione combatte con male e aiuta nel buon stato d’anima.
Tante ricerche di studiosi hanno dimostrato che appartenenza alla comunità religiosa ridurre criminalità e indipendenza di droga.