Parabole


Ci giochiamo innumerevoli carte, nella vita: l’intelligenza, la sensibilità, la competenza, i talenti che abbiamo in dote dalla nascita e quelli che via via siamo andati accumulando.
A questo proposito, la parabola omonima non lascia spazio a equivoci: moltiplicare i talenti è il criterio ordinario della vita, rigoroso e logico, come un seme che diventa pianta.
Il Signore mi ha dato due doni, essenzialmente: la predicazione e la scrittura. Li impiego come posso, mettendoli al servizio, marcendo nella terra, perché qualcuno ne ricavi un frutto, scoprendo o affinando le proprie, personali propensioni.
Gesù, il Figlio di Dio, ha talento da vendere: sapienza, carismi di evangelizzazione e guarigione, infallibilità e autorevolezza nella guida dell’anima.
Ma il capitale più ingente è la vita che ha dato, la sua morte. Possiamo offrire anche noi la nostra morte, come seme squarciato pronto a esplodere nel miracolo del dono.

3 pensieri su “Parabole

  1. ema

    “In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”
    Gv 12

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  2. robysda

    Chi voglia udire la voce sincera della coscienza, bisogna che sappia fare silenzio intorno a sé e dentro di sé.
    A. Graf

    La coscienza, un’altra carta da giocare.

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  3. pio papi

    I talenti sono le Sue “grazie”, non tanto le nostre capacità che in ogni caso sempre Lui ci ha donato…la tua vocazione è essere pastore…i doni che hai, sono al servizio di questa chiamata…

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