Dio non si occupa solo delle grandi cose, ma anche delle minime. Dimentichiamo spesso di ringraziarlo per il tempo, per una coincidenza inaspettata, per un senso di pace che ci invade all’improvviso. Ospite dolce dell’anima, ci visita.
Amare Dio è il passaporto per la terra promessa. Passare all’altra riva vuol dire aprire il cuore al Cuore del Signore. Se si crea il collegamento, il programma, finalmente, parte.
A don Mario piaceva tanto un canto: Prendimi per mano. Oggi lo chiedo a lui: prendimi per mano, portami in quel punto dove cielo e terra non sono più distanti, il punto di sutura fra la nostra solitudine e la gioia.
Pregando e amando, possiamo salvare molte anime. Nella vita, nel mondo, nella storia, tutto è connesso. Sapremo essere tra coloro che consentono l’unione, piuttosto che avversarla? Ogni destino è appeso a questo filo.
Fermarsi con Gesù, stare con Lui, concedersi momenti in cui non esiste più nulla al di là di questo incontro. La vita comincia da qui: prima, è illusione.
Preferiamo molte cose a Gesù. Chissà perché scadiamo così facilmente nella mediocrità. Eppure siamo fatti per l’amore: c’è un grido, in noi, che lo ricorda, e che fa male se resta inascoltato.
Se davvero credessimo che ogni cosa fatta agli altri la facciamo a Gesù, la vita cambierebbe. Perché è così difficile pensarlo? Per la diversità, i difetti, le ferite? Dio è sempre più di tutto questo, niente può separarci dall’unità con Lui, dal Suo amore sorpreso e sorprendente.
Gesù non ci abbandona: è bello sapere che al di là del vetro c’è il cielo che ci avvolge e ci regala la nostra identità. Non pensiamoci mai fuori dell’abbraccio: l’oppio dei popoli è far credere che esista una cosa chiamata solitudine.
Gesù soffre con noi: in ogni esperienza impegnativa si consuma anche Lui, che vive per il tu, che trasforma ogni io in qualcosa di diverso e di più vero.
Temiamo di perdere Gesù, ma come la cometa lascia la sua traccia, così il Cristo ha la Sua scia che illumina la nostra esperienza quotidiana. Basta guardare dalla parte giusta, come sempre.
Gesù vuole abitare nel cuore del cuore, in modo semplice, come una faccenda quotidiana. Quando è così, la storia diventa Storia, e il mondo è il Regno.
Vivere totalmente nell’amore, dare senza mai stancarsi, perché qualcosa sboccia ogni momento, la bellezza della Presenza, il profumo della vita, la gioia dell’abitare con Dio.
Pensiamo di essere soli, di offrire eroicamente la vita, camminando nel deserto, ma siamo sempre in due: l’Altro lavora per noi, lavora più di noi.
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