Tempo di Crisi.
La “CRISISTICA” (crasi: crisi + casistica) deprime – ad ampio raggio. A più livelli: etico, sociale, politico, personale, …
Tra quelle proposte, è possibile eleggere LA Cura? Si ascolta e si rilegge: Franco Battiato
(1) Ti proteggerò dalle paure, delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Un accenno (“da oggi”) che può alludere ad una separazione, alla fine di una storia, o forse alla fine del noviziato e l’inizio del percorso nel mondo dell’essere amato.
(2) Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
La protezione offerta si estende ai nemici esterni, e questa sembra una promessa comune, ma anche a quelli interni (vedi alla strofa 6)
(3) Supererò le correnti gravitazionali,
La forza di gravità che schiaccia al suolo l’uomo e lo ostacola nella ricerca dell’assoluto è un tema ricorrente di Battiato (vedi il brano Gli Uccelli nell’album La voce del Padrone)
(4) lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
“Amare è solo ed effettivamente prendersi cura di un altro essere, sollevandolo da tutto, stargli accanto, ma senza evitargli le indispensabili tappe nel dolore, senza il quale è impossibile risvegliarsi” (Rif. M.Macale – Franco Battiato, dalle origini a “Gommalacca” – ed. Bastogi).
(5) Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Un breve intermezzo che introduce per un attimo il brano nella dimensione del sogno.
(6) Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Quindi chi sta cantando è un saggio, un uomo che è arrivato a comprendere o ad intuire l’assoluto, ma che pur tuttavia è sotto l’influenza dell’ essere speciale ed è pronto a donargli il distillato della sua saggezza: conosco le leggi del mondo e te ne farò dono; quindi ogni persona può essere unica e speciale per chiunque altro, se interviene l’amore terreno la bonaccia … non calmerà i nostri sensi, anche se la sua natura è completamente terrena e fallace.
Una strofa che contiene uno dei versi d’amore più belli di Battiato, impossibile da commentare: Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto, ancora il mantra come metafora di perfezione.
(7) Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
Non solo la forza di gravità schiaccia l’uomo alla sua condizione terrena, ma anche le infinite e insondabili dimensioni spaziali e temporali che pongono confini alla nostra esperienza terrena, che ci lasciano quegli stati d’animo inspiegabili che, a volte, chiamiamo “malinconie”.
(8) io sì, che avrò cura di te.
In questo ultimo verso si può leggere ancora il tema dell’abbandono e del rimpianto (“io sì..”).
[tratto da: Alberto Truffi in Musica &Memoria]
*
Una delle più intense canzoni d’Amore non si limita a trattare del rapporto tra due persone e lo stesso autore, in un’intervista (www.giudittadembech.it/IntervistaBattiato.htm), dichiara: ” [La cura] è una canzone che ha un quid insondabile di ispirazione. […] C’è una grande differenza tra il comporre canzoni come mestiere ed avere ispirazione. “La cura” è una di quelle che è arrivata come da una cellula superiore… È arrivata come una piccola luce a toccarmi, e mi è bastata per scrivere questo pezzo. E’ stata vera ispirazione. Poi col mestiere aggiusti, crei, scrivi testi, questo ed altre cose. Il testo poi lo abbiamo scritto a quattro mani con Sgalambro, però la cellula è stata di ordine, di amore veramente universale”.
*
Amore veramente universale: dato, come la Luce – che tutto abbraccia.
E l’Amore “di coppia” è veramente un “pensare in due” o fobia della solitudine mascherata? Esistono unioni vere e profonde, ma resistono anche le menzogne che molti (si) raccontano, per un disperato bisogno. Quindi: perché ridurre a 2 la cifra dell’Amore? 1 è singolo o è tutto?
L’augurio è uscire dalla cella del privato, dal metro quadro di pensiero: cellule sane per rinnovare i tessuti di un Organismo in crisi.
Chiara Daino

Interessante questa analisi! Canzone che amo e sento molto di uno dei cantautori che ho molto apprezzato. Preferisco le vecchie canzoni a dire il vero. Questa è un capolavoro!!!
Un caro saluto
questa canzone spara al cuore pallottole carezzevoli.
Quasi per sbaglio mi soffermo su questa pagina.
Non leggo solamente canto parole scritte da una mano consapevole che riesce a farti sentire vivo.
Una canzone che si può solo amare, si credo alle leggi della natura e alla capacità di adoperarle.
Credo all’unicità dell’essere come fattore determinante nel sentire.
Sentire anche quell’attimo infinito che a pelle ti porti appresso.
Grazie di questa pagina necessitava oggi per un buon proseguo.
Paola Castagna
l’amore spacca il cuore
spara spara spara amore 🙂
La musica non è nulla se il pubblico è sordo.
[Walter Lippermann]
Grazie a tutti: mirate dritto – al cuore!
Omaggi a Samuele e a spaccacuore, note che marchiano (in nota al mio “marchio”).
Chiara
che cosa – CHI – è l’uno? la risposta a questa domanda ha molto a che fare con quell’ossimoro permanente che è la poesia (nata dall’uno ma non appartenente all’uno, fatta per tutti ma non imposta a tutti, e solo ESPOSTA; non convenzionale ma nata in seno ad una comunità, etc.). di amore non si può fare altro che VIVERE, credo, da anni… non viverLO, ma viverNE, come di tutto ciò – poco – che tiene in vita il corpo. E così si mira dritto. grazie, sempre
massimo
“la cura” per me è stata una pietra miliare.
grazie, Chiara.
oggi mi sembra la giornata dedicata ai sogni. tra un po’ ci sveglieremo? riavremo quell’altra coscienza?
Mi ci voleva. La cura. Ora vado a risentirla. O a rileggerla.
Grazie a Chiara.
Benvenuti i sogni…sempre!
A me piace soprattutto il primo Battiato (quello di Aries per intenderci, che lui stesso ha dimenticato ai suoi concerti), ma “La Cura” è discorso a parte: lascia senza parole. Per questo, ancora di più grazie a Chiara.
Credo che basti un solo suono a tendere corda e labbra: in un sorriso.
E Credo al Sogno, rotonda realtà da costruire – per combattere l’incubo del quotidiano.
Siano REALI (sovrani e involino) tutti i vostri bi-Sogni.
Per Marcos, una dedica:
« C’era chi era incapace a sognare
e chi sognava già
Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m’alzerò
C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò» [Negrita]
A presto,
Chiara
per me?? grazie!
De nada,
Hombre
Avanti così, mi associo al coro e condivido.