Desktop lounge

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di Franz Krauspenhaar

Muoio (?)
con la tastiera in una mano
e il rosario nell’altra
//
digito la parola FINE
ma è tutto un falso
una cosa virtuale
//
vivo e vegetativo
arrancano le dita
mie subacquee
al dolore della vita
//
mi spengo nel nulla
delle parole piene
dove uomini come me
si sintonizzano
col silenzio

//
meno dolore e più
lontani abbracci
faccio il segno
di Microsoft
prima d’andare a letto
//
e dopo
0,50 mg di Kriterium
chiudendo gli occhi stanchi
mi sorprendo
a guardare il pulsante di START
l’icona primigenia
il fatale bottone
del desktop subcosciente
//
nel sogno
rivivo le interlinee
rileggo ciò che ho scritto
e letto
nel silenzio assiderato
delle fibre ottiche
///
nel sogno una scritta mi appare
SPERA NEL PRESENTE, NON NEL FUTURO
///
domani non ricorderò più nulla
nel delirio del buonsenso scriverò la parte
più accettabile e meno vera dei miei sogni
///

(Da: Champagne – 2006)

10 pensieri su “Desktop lounge

  1. emanuelekraushaar

    …ogni tanto mi sorprendono nel sonno/sogno lo schermo del computer, le interlinee, il cursore e tutti i piccoli nani eroi del nostro quotidiano.

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  2. Carla

    a me solitamente succede nella veglia, di rivivere quei versi:
    “rivivo le interlinee
    rileggo ciò che ho scritto
    e letto
    nel silenzio assiderato
    delle fibre ottiche”
    e non lo trovo positivo perchè mi fa capire quanto si possa rimanere dipendenti da uno schermo!

    Franz, le tue poesie sono sempre così vere!
    a presto
    carla

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  3. vbinaghi

    Non sono un lettore abituale di poesia, ma la trovo emozionante, come una sonda nel rito sciamanico della scrittura. La tastiera, il file aperto e chiuso, con cui proviamo a sopravvivere a noi stessi.
    Dipendenza, dice Carla: ma anche provare a emanciparsi dalla tirannia dei giorni, e dal passato ancestrale della carne.

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  4. Marco Saya

    Ciao Franz,

    “faccio il segno di Microsoft” dice tutto! la tecnologia sempre più ci fagocita, quel monitor sono i nostri occhi e , davvero, non riusciamo più pensare al nostro futuro “umano”.

    Un caro saluto
    Marco

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  5. Franz

    Sono in piena “cotta”, Gian Ruggero; magari più avanti rinsavisco. Si fa per dire…:-) Ciao, buona giornata.

    Grazie ad Antonella, che ha detto quello che volevo esprimere: le contraddizioni dell’uomo-scrittore contempaneo, creatura neanderthaliana e allo stesso tempo webaddicted, incollata alla sedia, con le unghie che digitano, a volte, rabbia, disincanto, dolore; nel silenzio assiderato. Cuori che battono silenziosi ma che spaccano il petto che li ospita.

    Grazie anche a Marco, mi sono appena fatto il segno di Microsoft… con feeling:-)

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