Propongo un’azione di bonifica per certe parole, frasi fatte, locuzioni che girano per l’aere (in TV, per strada, negli uffici) e che producono inquinamento mentale. Espressioni vuote come: “In qualche modo”, ” … e quant’altro”, “tra virgolette”, “intrigante”, “piuttosto che”, “assolutamente sì, assolutamente no”, che hanno soppiantato i vecchi “cioè”, “un attimino”, “allucinante”. Ma la cosa più irritante è l’implacabile (automatica) risposta all’augurale (sempre automatico) “In bocca al lupo!” – “Crepi!” Poi ci lamentiamo che il povero lupo è in via di estinzione.

Ai miei tempi si andava avanti con i cioè, nella misura in cui, nell’ottica di, il 90% del gergo politichese sessantottino. Anche allora il povero lupo era martoriato!
Ciao
Marco
Anch’io uso l'”in bocca al lupo”. Perchè ho sentito dire che l'”auguri” a molti dà fastidio. Gianca, qui da noi a Milano si dice anche “in culo alla balena”. Che ne dici?
Franz
P.s: il “quant’altro” è orribile, è vero. E aggiungo il “tra virgolette” muto, cioè facendo il gesto delle virgolette con le mani; terribile.
a Franz: e il terribile a chiudere la frase (che anche io uso spesso)?: terribile.
aggiungerei “tagliare la testa al toro”; povero toro! già è massacrato in una lotta impari; e anche “prendere il toro per le corna”, che io cambio in “prendere il torero per il culo”.
salverei il piuttosto che, piuttosto che i cioé ricordati da
Marco, che un tempo avevano finito proprio per creare il club dei cioeisti,
buona serata
marino
emanuele, hai ragione, è terribile: anzi, è teribbbile:-)
Okay, vi passo tutto tranne “mi consenta”
Ah, avevo dimenticato il gergo politico-legnoso dell’ “aprire un tavolo”, quando la diplomazia fa rima con la falegnameria.
Ciao
🙂
Io non sopporto quelli che dicono “esilarante” o “strepitoso”.Caro Franz, ho sentito dire anche “Fra le palle del canguro…sperando che non salti!”.Comunque, Tramutoli sei sempre Strepitoso!
Camilla: assolutamente sì! (scherzo; l’assolutamente sì, mi pare già citato, è teribbbile).
ne approfitto per salutare antonella, fabry, marotta, baldrus, kraushaar, valter, saya, tram e tutti quelli che mi conoscono meglio:-)
ps: ed è teribbbile anche il troncamento delle località: vado a santa, tutti al forte? andiamo alle maldi? ecc.
E’ “assolutamente terribile” notare come io usi tutte queste frasi fatte allocuzioni, interacalari incriminate e oltre: per certi versi, d’altra parte, ciononostante, giustappunto, anzichè, quanto meno, tutt’al più, d’altronde, oltremodo, a tal proposito, in tema, sul punto, senza dubbio, altrimenti detto, per conto mio quant’altro, anzi ci sguazzi dentro alla grande.
Le trovo adattissime per legare il dicorso e dare ad esso una certa piana continuità, come se così facendo potesse procedere senza strappi, con una sua certa grazia interna data dal filo ad onde che lo lega.
A tal proposito (ops devo incrementare la lista) ricordo che uno scrittore scriveva spesso “in realtà” e poi faceva sempre seguire questa espressione da un’altra tra parentesi (che orribile espressione!).
Per questa strada anche il semplice “infatti” può diventare antipatico, irritante e lo tanto di più quanto più antipatico e irritante è chi lo usa.
Per conto mio (aspetta un po’ che vado a incrementare la lista lassù) non sopporto l’attimino e il cioè a raffica, tutt’ora non sopporto la moda con cui si elidono gran parte delle vocali dalle parole d’uso più comune “nn” per “non”, “xchè” in luogo di “perchè” e simili.
Quando leggo cose così già ai miei occhi ahimè (ahimè lo devo aggingere alla lista?)l’interlocutore ha già perso 100 punti netti non appena apre bocca… o meglio non appena scrive due parole.
sì, ci vuole una bonifica, Giancarlo. fare un link a lato sulle frasi da evitare?
‘notte
fabrizio
finalmente torno – ma il famoso in culo alla balena che cita Franz nella traduzione inglese IN CUUL AT THE BALEN! (citato in quell’opera necessaria che ha segnato un’intera stagione della mia vita, che è Nutella Nutellae di Cassini) non lo usa nessuno?
A me piacciono i luoghi comuni storpiati in un misto di lingue e assurdità.
Confesso di dire moltissimo “allucinante”.
“Intrigante” è assolutamente insopportabile, quasi peggio di “vado a fare un goccio” (e poi magari è una seduta di dieci minuti, alla faccia del goccio… se era un rubinetto a scroscio, dico io, che succedeva?)che per fortuna quasi nessuno dice più.
Mi associo ad Alivento nella totale non sopportazione della vocale elisa e aggiungo la K di kontrokultura.
Tra gli auguri da evitare come i bubboni “Buona pesca” ad un pescatore.
Un mio ex ama pescare. Gli augurai buona pesca perfettamente consapevole di quello che dicevo, dopo che mi aveva costretto a stare tutta una mattina su una coperta vecchia del canile (…), in mezzo ai pruni a Piombino, mentre lui prendeva orate e anguille ed io studiavo il canzoniere di Pasolini per un esame di tradizioni popolari.
Giancarlo Tramutoli fu, è e sarà un grande, come noto, però non c’è niente di male a dire, per esempio, ‘come butta a Santa’? E’ confortante appigliarsi, di quando in quando e perciò non come regola, a luoghi comuni, fraserelle fatte; adoperare, in sostanza,la troppo vituperata lingua di plastica. Il signorino snob delle patrie lettere lo fa e anzi lo deve fare, in funzione beninteso metacritica.
Il signorino snob? Il Franco (Maria Ricci) Valeri della letteratura italiana?
Sarai mica tu, Johannes? No, eh?
Intrigante l’intervento di Francesca, dimenticavo di dire…
🙂
Io non sopporto “fare sistema”… o, meglio, “bisogna fare sistema”… ma di che?!
@Francesca: Bravo il tuo ex, sono anch’io pescatore e… tra il beccare orate e anguille e il leggere il canzoniere di Pasolini, beh, la prima è molto più orgasmatica della seconda… anche perché non tutti i giorni si becca pesce, invece tutti i giorni Pasolini è lì, e lo si può leggere… e non ti azzardare a augurarmi “buona pesca” perché potrei anche uccidere.
E’ vero. Le frasi fatte a volte sono utili socialmente per svicolare. Per es. con estranei in ascensore. Infatti, dico io : la vita è fatta a scale, c’è chi scende e c’è chi cade.
A tavola l’occasione fa l’uomo lardo.
Va rilevato che in genere danno fastidio i modi di dire e gli intercalari delle altre tribù, mentre a quelli della propria si è affezionati e nemmeno li si nota come particolarità linguistiche.
A me, ad esempio, che appartengo alla tribù degli stramorti, piacciono molto le espressioni vecchiotte e vecchissime, che finiscono oltretutto per sembrare nuove di zecca.
E compagnia cantando, in buona sostanza, propendo a credere che devo rispondere alla domanda: “tutt’a posto?” “E niente in ordine”.
E’ un’idea che condivido, non tanto per il riferimento, nello specifico, al lupo, che, per Fortuna, sembra godere di una maggiore probabilità di sopravvivenza, quanto per l’instaurarsi di una cultura di rispetto dei viventi e dei loro equilibri che sembra oramai perso. Tant’é vero che oramai da tempo anch’io, al classico “In bocca al lupo!” (un classico, specie prima di un esame!), rispondo con un “Lasciamo stare i lupi, che rischiano pure l’estinzione!!!” o similaria.
la verita è che le parole come gli abiti si usurano. se poi vuoi esser alla moda è ancora peggio. ricordo appena ieri come suonasse strepitoso dire appunto strepitoso. meglio allora uno stile classico, assolutamente, intramontabile come un abito tagliato a savile row, tra virgolette, indossato con qualche tocco di eccentricità e quant’altro. tipo a chi ci dice oggi in bocca al lupo rispondere crepa – magari la a non fatela sentire.
Confesso che Qualcuno a me Mooolto vicino mi sfotte perchè da un po’ mi scappa spesso “è ‘na roba…”. Chi è senza tic scagli… il primo scoglio nel mare delle banalità.
🙂
Sì, neppure i grandi ne sono immuni.
Ricordo il fastidio che mi dava, in D’Arrigo, con tutta la sua inventività limguistica, la ripetizione insistita di “contempo”.
Ogni tanto è bene scrollare l’albero delle parole, per farne cadere quelle secche.
Anche a me scappano certe espressioni…Aiutooo!:-) Io non sono pescatore nè cacciatore (se non metaforicamente parlando) e il mio sport preferito era/è una bella partita di pallone. Mi divertivo come un matto!Scariche di adrenalina a go go!Bel post
Un caro saluto
Sul far crepare il povero lupo concordo. Meglio incularsi la balena, che si gode in due. Io all’università dicevo “auguri”, tutti s’incazzavano, poi, però, quando spiegavo che i miei auguri portavano fortuna (ed era vero) li accettavano volentieri (se al posto di “volentieri” avessi scritto “di buon grado”?)
Su tutto il resto non so. Amo locuzioni tipo “e compagnia cantante”, per dire, e pure l’abusatissimo “fatto e finito”. Certe volte mettere il pilota automatico alla lingua ci permette di viaggiare riposati e goderci il apnorama. Non fa male, se non se ne abusa. Certi fondamentalismi mi spaventano. Un po’ come quei serissimi docenti di scrittura creativa che insistono: “togliere, togliere. Troppi aggettivi, troppi avverbi”. E santamadonna! A furia di togliere cosa rimane? E perché, allora, non “troppe congiunzioni, troppe virgole, troppe parole, troppo TUTTO!”
Il problema non sta nel singolo avverbio e/o aggettivo e/o, persino, locuzione usurata. Ma nel modo di creare la corolla linguistica, la magia della frase. Pasquale Panella ha scritto versi incredibili con parole quali “attimino”.
(Maldi, Santa e Courma, però, è proprio teribbile!!!)
Tramutolone, comunque, ciononostante, giustappunto, quanto meno, tutt’al più, d’altronde, è nel mio olimpo personale. E guai a chi me lo tocca.
Nelle carceri gli attimini diventano secondini.
A mio modesto parere e con cortese urgenza e maleducata calma.
Sentite: e che ne dite di “per non saper nè leggere nè scrivere?”. Io lo dico spesso. Rivolgendomi a scrittori, oltretutto.:-)
Uè, ràga, com’è che butta, da voi? Una bella polirematica fatta è come una cravatta di Hermès: non passa mai di moda.
per fabry al 13
facciamo una commissione per la bonifica?
Potrei farne parte a titolo d’esperta in campionario di frasi da linkare; parlo e scrivo che dovrei avere sempre il bonificatore a fianco.
godo :o)