Posto un poeta marchigiano un po’ dimenticato. Ebbe ottimi riconoscimenti in vita (Franco Brevini e Cesare Segre ne sono testimonianza), dagli anni ’80 in poi ma dopo la sua morte cadde in oblio e molte sue opere sono introvabili. Tiene viva la sua memoria il Centro Studi Franco Scataglini (www.scataglini.it) da cui sono tratte le poesie. Con Scataglini inizio la pubblicazione sul blog di una serie di poeti della “Linea marchigiana” a me cara. Fino ad oggi il testo di riferimento è La poesia delle Marche. Il Novecento, a cura di Guidi Garufi, Il Lavoro Editoriale, 1998.
(Appenini)
– dei monti Appenini
le porte in oprisse,
pareva, ai matini
(sui calcani fisse),
ma invano
e l’azzuro
gelava la forma
dei siti, al sussuro
del niente c’artorna
Su la neve
. . . neve – cornioli alti.
De gravi rami in schianto
luntani soprasalti.
Sara’ cosi’, amor mio,
muri’ de compimento,
spezati, fianco a fianco,
drento le giache a vento?
da Rimario agontano, 1968-1986, a cura di Franco Brevini, Scheiwiller, 1987.
La Rosa
(vv. 741-822)
Nel memorando brolo
tuto era sono e svolo.
Lai d’amore, cortesi
sonetti e sirventesi
d’ucelleti nel folto.
Me smemorai a l’ascolto
che drento m’adolcia
de tanta melodia.
Piacere, incondiviso
da me, ‘ndov’era asiso?
(Nel scrigno verdegiante
de quel poeta’ beante).
Me volsi, dietro al spero,
p’un picolo sentiero
c’al logo s’inambienta
‘ntra el finochio e la menta.
Ed eco el sire caro
dietro a un quieto riparo
in legiadro certame
coi belli del reame.
Mai vidi piu’ avenente
comunanza de gente.
Come i angioli nata
l’avresti detta, alata.
Vigeva la carola
(de cui faro’ parola)
sul momento, per danza,
in divina acordanza
con cantante provetta,
dama, Letizia detta.
Costia con voce pura
a l’estro, per misura,
legava l’artifizio
senza lascianne indizio.
Niente de Villania
avria preso badia
ne l’oservanza stretta,
in lia, de l’etichetta.
serbava nel balla’
la naturalita’
da cui grazia procede.
Batteva a tempo el piede,
flesuosetta e sicura,
secondo la figura.
Su la lieve erba fresca,
malizia fanciullesca,
ora unita ora sdoppia,
de le donzelle in coppia!
Menestrelli e giullari
dai rimati breviari
traeva a soni e canti
le virele’ tocanti
che da’ esultanza e pena
come se fa in Lorena.
Bravi intratenitori,
i tamburellatori,
tratanto, l’istrumento,
per aria, in un momento,
butta e riprende a volo,
destri, su un dito solo.
Coinvolto nel balla’
era, con nobilta’,
Piacere da fanciulle
trillanti come biulle
a una recente luna.
Al de la’ de la cruna
passate quelle e queste.
La semplicetta veste
una mite eleganza
recava a la sembianza.
Su armoniose cadenze
fioriva le movenze
de le fanciulle bine.
Procurava assai fine
a me astante diletto
l’aire del balletto.
L’una l’altra appressava,
danzante, che danzava,
finche’ drento a l’allacio
del figurale abracio,
le tropo acoste boche
parea essese toche
da La rosa, prefazione di Cesare Segre, Einaudi, 1992.
Franco Scataglini nasce ad Ancona nel 1930, frequenta la scuola di avviamento professionale e viene assunto alle Poste italiane dove lavora fino al 1976. Durante la seconda guerra mondiale viene sfollato a Chiaravalle e nella biblioteca del paese inizia il suo amore per la poesia. Finita la guerra, le prime passioni politiche lo portano assieme ad altri giovani intellettuali, tra cui Italo Calvino, in Unione Sovietica, ma ritorna con una forte delusione del sistema. All’età di vent’anni pubblica Echi, una raccolta di versi in italiano. Si rende conto che la sua conoscenza della lingua era superficiale, quindi inizia gli studi in modo autonomo e quando legge Pier Paolo Pasolini riconosce nell’amore verso la lingua volgare, una nuova ispirazione artistica. Così, nel 1973, arriva la sua prima raccolta di poesie in vernacolo anconetano, E per un frutto piace tutto un orto e, quattro anni dopo, So’ rimaso la spina; anche grazie ai consigli del critico ed editore anconetano Carlo Antognini. In questo periodo, Scataglini inizia a cimentarsi anche come pittore. Nel 1982 esce Carta laiena, grazie al quale vince il premio Carducci. Più tardi conclude la traduzione del poema medievale Le roman de la rose, che lo porta ad affermarsi fra i poeti italiani. L’ultima sua opera, El sol, pubblicata postuma, è un poema autobiografico.
Franco Scataglini muore improvvisamente la notte del 28 agosto 1994 nella sua casa di Numana, dove riposa nel piccolo cimitero del paese.
Bibliografia poetica
E per un frutto piace tutto un orto, Ancona, L’Astrogallo, 1973.
So’ rimaso la spina, Ancona, L’Astrogallo, 1977..
Carta laniena, Ancona, Residenza, 1982.
Rimario agontano, 1968-1986, a cura di Franco Brevini, Milano, Scheiwiller, 1987.
La rosa, prefazione di Cesare Segre, Torino, Einaudi, 1992.
El sol, Milano, Mondadori, 1995.
Echi, Brescia, L’Obliquo, 1997.

Grazie a Luca. E’ un dono prezioso per tutti, questo, ma mi concedo il lusso di considerarlo un dono personale (che mi fa venire anche una certa nostalgia di casa mia, e dei libri di Scataglini che ho lasciato ad Ancona…). Cari saluti, Cris
Mi fa piacere tu abbia apprezzato. Consideralo pure un dono a te e alla tua terra meravigliosa. Come ho avuto modo spesso di dire mi piaciono molto le Marche. Anche per Scataglini siamo in attesa, se non proprio di un’opera omnia, almeno di una vasta antologia o ristampe. Grazie a te per l’attenzione!
Un caro saluto
poeta non troppo considerato per quello che la sua poesia merita. chissà poco letto (come tanti altri).
grazie per ricordarlo
Ciao Luca,
grazie per questa proposta. leggerò con calma. “Su armoniose cadenze fioriva le movenze de le fanciulle bine.” Mi ha ricordato il Penna, possibile? Ciao Marco
@Grazie a te Marco per la lettura! Possibile Penna che so essere molto caro anche ad altri poeti marchigiani.
@Grazie anche ad Alessandro!
Grazie Luca, mi hai solo anticipato: Scataglini è uno dei grandi dimenticati a cui volevo dedicare una “Scrittura”: grande poeta e grande innovatore sul/nel linguaggio.
fm
Francesco concordo con te su Scataglini grande innovatore sul/nel linguaggio. La sua versione de “La roman de la rose” ne è un mirabile esempio. Ben venga una tua scrittura sul Nostro. La mia (ri)proprosizione di Scataglini era sui suoi testi; ottima sarebbe un’analisi critica!
un caro saluto
Franco è uomo di provincia come il sottoscritto… ha fatto molto, ma se ne sa poco, o, almeno, forse ne sanno solo coloro che ne/lo devono sapere 😉 Tre anni fa abbiamo parlato di Parise a Fano in una sorta di convegno a tre voci (lui, Giosetta Fioroni ed io). Il suo intervento è stato magistrale. E’ intellettuale a tutto tondo, s’intende anche di arti visive, teatro, cinema e musica. E’ umanista-rinascimentale in ciò, e anche sotto tale aspetto in parte ci assomigliamo. Questo non significa essere ‘tuttologici’, ma ‘totali’, che è ben diverso… o, almeno, tentiamo di esserlo: totali 🙂
Scusa Gian Ruggero come tre anni fa? E’ morto nel 1994!Non è che intendi il quasi omonimo Franscesco Scarabicchi? Ho capito male io il tuo commento? Hai ragione, grande merito ai poeti della provincia (così come all’editoria e alle riviste della provincia) da dove in questi anni sono uscite le cose migliori…Grazie per essere intervenuto! Fino a lunedì non vedrò più pc quindi non potrò rispondervi. Grazie in anticipo per eventuali commenti.
Un caro saluto
Errata corrige: Mi ha telefonato ora Gian Ruggero Manzoni scusandosi del lapsus Scataglini/Scarabicchi. Ora si trova impossibilitato a replicare su pc. Molto interessante comunque la digressione su Scarabicchi, altro poeta interessante della “Linea marchigiana” che prosegue l’eredità lasciata da Scataglini.
Un caro saluto a lunedì
Prendo al volo l’occasione del lapsus di cui sopra per sottolienare quanto Francesco Scarabicchi abbia fatto negli ultimi anni (letture, pubblicazioni, incontri) per restituire all’opera di Scataglini la giusta considerazione e risonanza. La memoria è virtù di pochi.
Saluti a tutti, Cris
Eccomi qua… grazie Luca per aver corretto, ma i due nomi mi girano in testa come due stelle rotanti fra loro. In effetti Scarabicchi e allievo di Scataglini e, come dice giustamente Cristina, ha testimoniato l’opera del maestro più volte ed egregiamente. Scataglini era anche poeta dialettale e molto ha studiato i dialetti, nonché era persona, a suo volta, particolare, quel tanto bizzarra, quel tanto ‘totale’ come sopra. L’ho incontrato solo una volta, ad Urbino. Lui leggeva e io ero fra gli organizzatori. Era stato invitato da Piersanti. Poi si è cenato assieme, ma non ho avuto modo di avvicinarlo come avrei voluto. Perdonate ancora il lapsus non del tutto, come vedete, lapsus, perché entrambi poeti anconetani ed entrambi molto bravi nonché legati.
è allievo… e vai con il rataplan!
Grazie a Gian Ruggero per il bel ricordo del suo incontro con Scataglini e a Cristina per aver messo in evidenza il lavoro di Scarabicchi!
Un caro saluto
ragazzi c’è un terribile equivoco ! scataglini non è per nulla dimenticato ma è universalmente considerato una delle più importanti voci del secondo novecento italiano. in quell’autentico fenomeno millenarista che è stato la mania dell’antologia definitiva del secondo novecento, cioè il tentativo di “continuare mengaldo” LADDOVE il maestro si fermava, non c’è un solo critico che abbia pensato di poter fare a meno di scataglini. controllate le antologie di testa di piccini di cucchi-giovanardi o di bertoni se non mi credete. l’unico che ne fa a meno è cortellessa perchè non rientra nel criterio da lui preso per il post quem. ma cortellessa adora scataglini e ne ha parlato e scritto in più di un’occasione. è verissimo invece che da anni si aspetta un biancone einaudi che raccolga gli ultimi 4 libri del poeta anconetano (ma perchè poi non un garzantone omnio?)attualmente tutti e quattro fuori catalogo. a proposito poi di mengaldo, mi risulta che il principe dei filologi abbia pubblicamente dichiarato di non aver volia di licenziare una nuova edizione della sua proverbiale carrellata sulnovecento italiano (il cui autore più giovane è franco loi !)perchè ne varrebbe la pena soltanto per includervi scataglini e cattafi. è vero il popolo dei poeti giovani lo ignorano un pò nma la sua memoria è già consegnata alle accademie e forse non è un male.
Sì Luigi è vero che dalla critica è molto stimato, vero anche che poco letto dai giovani, però le sue opere sono introvabili; in questo senso io lo considero “dimenticato”. Con la stessa ottima scrissi di Gatto (prima che uscisse l’Oscar): stimatissimo dalla critica e presente in tantissime antologie ma non esisteva un’opera omnia. Tutto qui. Grazie per essere intervenuto
Un caro saluto
Tutto vero e corretto ciò che dice Luigi, ma sul fatto che Scataglini venga letto poco solo dai giovani ho qualche perplessità. Saluti a tutti, Cris
intervenire su un argomento che mi sta a cuorissimo come scataglini? per di più in un blog che mi ha generosamente accolto come autore solo qualche settimana fa? non potevo esentarmi.
salutz
l.
Mi fa piacere Luigi che ti stia a cuore Scataglini. Come si diceva precedentemente non sono molti i giovani che amano questo grande poeta marchigiano. Tu sei un mio coetaneo o ricordo male? Grazie ancora e a presto
Un caro saluto
veramente io sono vecchio come il cucco ma grazie comunque per l’equivoco.ho avuto il privilegio di assistere ad alcune letture pubbliche di scataglini nei due anni precedenti alla sua morte essendo anch’io anconetano come babicris. era un interprete vocale eccezionale delle sue opere, un trovatore acronico, un coltissimo autodidatta, l’unico dialettale italiano che si possa tuttora leggere senza traduzione. una delle prime poesie che io abbia mai scritto, ora leggibile nel sito a lui dedicato che anche tu hai ricordato, riguarda proprio scataglini la cui scomparsa colpì violentemente me e molti altri che, ritornati nella città natale dopo anni di università altrove (chi a bologna, chi a roma chi a milano) GUARDAVAMO CON vivo INTERESSE all’opera e alla figura di scataglini come possibile esempio di residenzialità in un borgo selvaggio che non conoscevamo più e che di certo non amavamo. la sua parola e la sua esperienza ci diedero quasi l’abitabilità. la linea marchigiana ovviamente non esiste, se non in un comune sentire claustrofilico erede della costrettività della siepe leoardiana, stimolo e pungolo a guardare oltre, ma esistono ottimi poeti marchigiani per i quali ti ringrazio anticipatamente per il tuo impegno divulgativo. ti ricordo tra gli altri, se ne avessi bisogno , ferretti, matacotta, de signoribus e il rimossissimo (e vivente)luigi di ruscio .
BUON LAVORO
l.