Ho atteso di vederti nell’aurora
ma ti ho perduta perché tu non eri
un’ombra ma la stessa luce.
E non un segno a dire i tuoi contorni
di sapienza impossibile, inumana
che irretisce la trama dei ritorni.
E ti conduce via la brezza lieve
e io pesante al suolo come un sogno
dalle ali tarpate che si affanna
nel desiderio del momento breve.
Pesa sull’occhio che l’amore chiude
il solitario fuoco della tua condanna
e di un raggio di sole non ci illude,
delle attese sconfitte mia signora.

La tua poesia m’incanta,
sempre,
per la sua musicalità,
per la sua vitalità.
Hai ragione Carla. Molto vibrante ma allo stesso tempo dolce e musicale nel suo tocco, secondo me, lievemente crepuscolare!Complimenti.
Un caro saluto
Mi associo.