IO TI CHIAMAVO

PIERO BIGONGIARI, da Il silenzio del poema (Marietti, 2003)

Io ti chiamavo, come tu volessi
cercarmi in quella terra di splendore
e non trovassi che il vento e l’afrore
salmastro che opaca le tamerici.
C’era un astro, brillava nei tuoi occhi
indagatori in celesti pendici,
mentre i tuoi ginocchi sanguinavano
tra gli spini.

                          Non cercarmi più oltre,
non chiamavo che la mia dispersione,
il mio io sparito era già in te
ed era la tua stessa intrasparenza,
nella luce accecante. Il nascondiglio
bruciava ogni altra evidenza possibile.

In lui origlio quello che tu dici
della disperazione che fiorisce
e stenta nel suo stesso desiderio
mentre un nome s’avventa – il mio o il tuo? –
e l’uno verso l’altro. E’ sempre ambigua
tra sé e sé l’avvertenza in cui amore
erra nascosto nel proprio splendore,
nel timore che la sua stessa essenza
– a quale dei due amanti? – strappi il cuore.

O è mutua solo la sua tomba?
E’ vera solo la divina voce
che romba solo nel proprio silenzio?

8 pensieri su “IO TI CHIAMAVO

  1. Luca Ariano

    Doveroso omaggio ad un grande poeta dimenticato!Ottimo.Mi hai anticipato di qualche settimana. E’ in programma tra “i poeti obliati”. Bene, mi fa piacere non sia del tutto accantonato. Grandissima personalità. Il prossimo post sono sicuro ti piacerà…
    Un caro saluto

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  2. paola castagna

    E’ vera solo la divina voce
    che romba solo nel proprio silenzio?
    Domanda che diventa subito affermazione, quasi una dichiarazione d’intenti.
    …- a quale dei due amanti? – strappi il cuore.
    Riferimento ad un amore comunque strappato e sofferto.
    Dal silenzio del poema.
    Parole forti che muovono il mio essere, non cercarmi un io sparito…colgo la poetica matura,di stagione come un buon frutto, faccio mie parole altrui, ti rovescio la parte, ascolto l’uomo che tra le righe mi dona un silenzio.
    Avrò modo di riflettere per capire, quale silenzio sta corteggiando i miei uomini.
    Grazie della proposta veramente valida.

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  3. elena f.

    il nascondiglio bruciava
    ogni altra evidenza possibile

    quanto vero il nostro nascondimento di fronte ad un amore che ci si dona inerme e trasparente
    se è vero è poesia ” quella che aggiunge un filo alla tela brevissima della nostra vita” (leopardi parafrasando sterne) questo è il filo che oggi aggiungo alla mia.

    saluto tutti

    elena f

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  4. Antonio Fiori

    Bigongiari diceva della poesia che era una scienza,una conoscenza,alimentata dallo stupore. E ce lo conferma anche in questa poesia,indagatrice e interrogante, dalle rime coraggiose d’amore, cuore, splendore, afrore, timore…
    Antonio

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  5. lucaariano

    Così scriveva Umberto Saba, poeta stilisticamente molto lontano da Bigongiari ma forse, ricollegandomi a quello che scrivi tu Antonio, non poi così lontano;

    “Mi incantò la rima cuore / amore: / la più antica e difficile del mondo.”

    Un caro saluto

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  6. Antonio Fiori

    Si Luca, versi giustamente famosi. Un altro autore, a me carissimo, Giorgio Caproni, ha avuto lo stesso coraggio e la stessa spontaneità nella rima. Sappiamo che se alla fine il suo distillare lo ha condotto, nelle ultime poesie, a una rarefazione del verso e a perdere, quasi sempre, anche la rima…
    Antonio

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