di Gabriele Pepe
Non muoio a sangue pisto ed ossa rotte
ma a cauti vezzi e vizi di rimpallo
che gaia incuria e vaga strategia
di lampi prodigiosi disadorno
luce inferno nell’occhio mi strabordo
fomento e supponenza di eresia
dei miei santi non valgo il piedistallo
ma drago di mulino e donchisciotte
sui campi di battaglia faccio il morto
ramengo oziando in quieta frenesia
lesto sonnecchio e bradipo sfarfallo
tra simboli fuggenti e lune estorte
tra ombre e luci al chiuso riprodotte
burba tempesta in bolla di cristallo
di vento e di bufera scheggio via
che scorpione mi scodo e capricorno
mi strappo delle corna e a muso inerme
tra le corazze e gli armamenti vago
carcassa appesa al morso della fiera
eunuco consumato a fiamma casta
dal dogma mi distacco per scissione
e sguardo al cielo e membra tra le ortiche
a fior di pelle sbocciano vesciche
all’occhio s’addolora la visione
pupilla allucinata che sovrasta
sovranità dell’iride frontiera:
prisma dell’essere coscienza-imago
che tutto scinde e carne mi prosterne

…..
Da qui, messere si domina la valle..
ciò che si vede, è.
Ma se l’imago è scarna
al vostro occhio
scendiamo a rimirarla
da più in basso
e planeremo in un galoppo alato
entro il cratere
ove gorgoglia il tempo.
(da “In volo”, di Vittorio Nocenzi e Francesco di Giacomo, Banco del Mutuo Soccorso, 1972)
Piacevole conferma della tua poetica e del tuo modus poetandi Gabriele! Complimenti.
Un caro saluto
Ringrazio l’amico Nicolò che ha osato postare in questo sacro luogo, nel senso di qualità globale, corpo ed anima, dei partecipanti, queste mie piccole povere cosucce.
Ringrazio gli amici che si sono cimentati nel commento. Interessante quella di Antonio un testo tra l’altro del banco che non conoscevo. Un’ulteriore conferma di come la poesia pre-esista al suo autore? ;o))
pepe
ciao Gabriele
mi sto avvicinando alla tua poesia
e sono contenta che sei dei nostri.
ciao
Ciao Gabriele,
chissà perché ma la tua poesia mi ha ricordato questo “prototesto” del Banco (dall’LP omonimo del ’72, comincio ad essere vecchiotto,vero?). Mi fa piacere che la segnalazione ti risulti utile. Non avendolo detto prima, nella foga citazionista, lo dico ora:bravo! Oltre a “lesto sonnecchio e bradipo sfarfallo” mi è molto piaciuto “sovranità dell’iride frontiera”. Poesia-esercitazione dunque, ma di alto profilo.
Antonio
Pepe è infine arrivato. Bene.