Si ricordi signora

fi19c4.jpg

di Franz Krauspenhaar 

si ricordi signora, lei è una gran donna.
si ricordi signora, lei fa nascere il desiderio
nel covo scuro del maschio
quando dormono tutti, là
e la serenità è in agguato.

si ricordi signora queste cose
che le dico a bassa voce,
la luna un drink assetato
di notte, il sole un punto invisibile
la solita speranza, l’appiglio, in luce.
si ricordi signora
nelle sue intimità naviga un mondo
nel viaggio verso il centro dell’uomo
il capitano nemo  del dolore, del piacere
del disincanto, del vivere e morire.
si ricordi signora di questo biglietto
dimenticato apposta, dietro al vetro
dopo un tè, dopo un caffè sorbito
e gli occhi chiusi, al sole che spinge,
che nulla vediamo, anche se alberi immensi
ci vengono incontro, a fronde spalancate.
si ricordi signora le mie mani, la carezza
d’un occhio, il ritmo dell’amore
il cuscino lindo, il bianco sfinito d’un lenzuolo
il tocco del deserto, l’anima che fruscia
la nostra esosa malinconia
ci sfinisce alquanto.
(e sì, per questa festa regali lei a me
un revolver, per uccidere il male.)

27 pensieri su “Si ricordi signora

  1. Barbara

    Bella, Franz !
    Ma è la chiusura, come al solito originale e spiazzante, che colpisce, avoglia !
    Chissà la signora eh ?
    Chi sarà, se apprezzerà (deve!) e soprattutto, se ti fornirà gun&mimosa…:o)

    Rispondi
  2. franz krauspenhaar

    Marco, grazie.
    Carla cara, quella della poesia è una Monna Lisa del 2000; che attende fino a un certo punto! E poi Monna Lisa rappresenta il mistero insito nell’amore e nel desiderio, ecco perchè l’ho applicata qui.

    Grazie Barbara, è giusto che le donne consegnino le mimose all’uomo, notoriamente distratto: che male ci sarebbe?:-)

    Antonella, grazie. Ma guarda che sono un duro davvero. Tenerone non me l’aveva mai detto nessuno. E il finale è essenziale per “l’economia” di questo modesto componimento.

    Rispondi
  3. giovanni choukhadarian

    No, Franz, ma qua’ Buscaglione. Leggo il tuo post e m’ascolto una doppia compìla di Fred, l’unico che si sia fatto cantare da Joao Gilberto (oltre a Bruno Martino, ma non ripetiamo cose ripetute). Hasta Bongusto siempre!

    Rispondi
  4. franz krauspenhaar

    Beh, Meister-Oh-Meister, lei si conosce e mi conosce, effettivamente. Il Fred no Ginger ma Bourbon mi si attaglia molto di più: e dunque pongo qui di seguito le lyrics del maestro Franco Califano di un cavallo di battaglia del Bongusto da Campobasso, che so lei e spero soprattutto le donne in ascolto gradiranno:

    Questo nostro grande amore
    un mese fa non era niente
    solo un incontro poco importante
    noi sconosciuti fra tanta gente.
    Ma bastò quella serata
    qualche parola, la passeggiata
    mi ricordai che ti avevo già incontrata…
    Poi, io mi fermai ed un abbraccio m’inventai
    con che dolcezza ti stringesti contro me
    con quanta fretta io m’innamorai di te…
    Ma poi, io mi fermai ed un abbraccio m’inventai
    con che dolcezza ti stringesti contro me
    con quanta fretta io m’innamorai di te…
    Questo nostro grande amore
    è una realtà per tutti e due
    e ogni sera, prima di dormire
    già vorrei svegliarmi per trovarti qui…

    Rispondi
  5. lucaariano

    E’ vero, il tocco finale è sempre spiazzante, punizione alla Platini, direi, se mi si concede la metafora calcistica e tanto per rimanere in terra di Francia come la Monna Lisa! 🙂
    Un caro saluto

    Rispondi
  6. Francesca Matteoni

    Anche la malinconia per qualcuno è un vizio.
    E l’amore poichè denuda, disincanta.

    Ora c’è da sapere che c’è scritto su quel biglietto (questa poesia?).

    Franz è un duro dal cuore tenero – insomma lo sponsor di un prodotto Kinder o dei carciofini Saclà!

    Rispondi
  7. franz krauspenhaar

    @Rael. Modestamente…

    @Carla. Ottimo e… abbondante.

    @Luca. Grazie infinite. Per quanto, senza nulla togliere a Platini, mi sento più affine al mio coetaneo Maradona…

    @Francesca. Matteoni carissima, sempre sagace! Il biglietto racchiude la poesia, sì.
    Ma per favore lascia stare le tenerezze (biscottate e non) e i carciofini sott’olio, che mi sono messo a regime, oltretutto.

    Rispondi
  8. vbinaghi

    Si ricordi signora di non scassare la minchia
    con la mistica del grembo creativo
    E’ la Terra che porta frutto
    Ma è il Cielo che sparge il seme

    Rispondi
  9. alivento

    scassare la minchia giusto quello che vuol sentirsi dire una signora, comunque il concetto è condivisibile

    complimenti Franz il tuo testo è bello

    Rispondi
  10. alivento

    ma le signore certe cose le capiscono sempre troppo tardi, vale a dire quando lo scasso è già fatto

    e poi a sentirselo dire apriti cielo che non piove seme

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *