Nicola Ponzio, L’equilibrio nell’ombra, LietoColle, 2007

di Marina Pizzi

Poeta a grandezza naturale, come dire, senza alcuno sforzo Nicola Ponzio: un appunto di lavagna per i cómpiti di subito, la realtà, per sconfinare, però, ad orizzonte: da una lepre, da un’ombra, da un appunto, appunto: “Negli occhi meridiani/ della lepre/ sognare di parlare/ dell’amore/ con l’astore crudele e silenzioso.”

 

Versi di idee riferite alle ferite di una perdita singolare e collettiva atta, ormai, solo alla solitudine e al silenzio vissuti attraverso la misura di scaglie versatili di autentica credibilità. Così si apparta, partecipe, una cena, un angolo, un camino, una tovaglia: le cose si sminuzzano nell’infinito del simbolico filosofico ancora superstite nonostante sia avvenuta tutta la tragedia e il diorama dell’alunno non porti più alcun maestro.

La poetica si dichiara in una quartina: Una poesia che non ci sappia provocare/ si smentisce nell’alone/ derisorio/ di un pensiero inappetente.”
Poesia di ascesi laica calata in un disinganno senza buio, forte nella coscienza dell’immediato zero facente, guarda caso, proprio da Musa prediletta, grazia di stanza, spalancata o chiusa, che si conceda a ben e ben pochi e con bene.

Si incontrano nell’umiltà del fenomeno fatto matrice dell’intera raccolta, questi improvvisi: Meglio gli scacchi che esaltarsi/ per le mezze verità dei merlettai./ Riannodano nel canto per se stessi/ le parole dette piano agli impiccati.” Un trattatelo di etica a scapito di infamie o manuali meritori.

Ha, Nicola Ponzio, la saggezza esatta della parola esatta tale e quale una lezione conseguita in anticipo senza aspettare che si ponga in essere la furia o l’inedia della fine: sa e si basta con il servigio del visore privo dello strascico del castigo da consigliare o balbettare in chiusa d’indice.

Con un pensiero ben delineato in pochi lemmi qui si allinea un inventario di mosse allo scacco matto, saggio di sé in luce di sussurro lapidario.

14 pensieri su “Nicola Ponzio, L’equilibrio nell’ombra, LietoColle, 2007

  1. lucaariano

    Altro libro che mi procurerò! E’ la terza segnalazione che leggo in rete, davvero penso ne valga la pena. Lo dico senza ironia, quando più voci concordano, magari… 😉
    Un caro saluto

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  2. mariapia

    Ho il privilegio di averli qui davanti, sul tavolo,questi testi, e la prima impressione è di un poeta che lo è, per natura, con noncuranza e sicurezza.
    Molta luce ne emana, poi.
    Ma non ne voglio parlare di corsa, non ora.
    Maria Pia Quintavalla

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  3. Nicola Ponzio

    Un grazie sincero a Marina per aver postato questo suo bellissimo scritto, e a Luca e Maria Pia per la fiducia.
    N.P.

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  4. fabry2007

    sai guidare, Marina. forse il poeta è l’unico a trovare davvero la via, in questi casi. mi ricordo sempre Federico:
    “Il poeta sa che i sentieri sono tutti impossibili.
    per questo li percorre nella notte, calmo”.
    fabrizio

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  5. Marina Pizzi

    uffa, faber/fratel Fabrizio, perché tenti di commuovermi?
    m (con un sorriso: senza faccetta! [atta al sistema binario: noi siamo ennesimi-plurimi alla cenere])

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  6. sitting targets

    a me marina pizzi piace. come un bourbon with ice preso alle 4 del mattino davanti allo skyline di manhattan. (giuro che l’ho fatto, quando ero pischello).

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  7. vocativo

    Ho qui i due libri di Nicola, molto presto li leggerò. Intanto, per gradire, quel po’ di aperitivo che mi ha servito apre la tavola ad una cena succulenta!

    E Marina Pizzi ci ha messo del suo…

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  8. Cesar Perez

    Questa e la prima volta che ho letto questo poeta…e fantastico…voglio sapere piu di lui…come posso farlo?

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  9. Luisa

    Credo di dovergli molto, ha influenzato molto il mio modo di scrivere. Lieta di sapere di questa pubblicazione che mi procurerò.

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