L’estate di chi guarda

L’estate di chi guarda

Ormai l’agosto è un panico di lucciole

e la picchiante aureola del sole

è la madonna ossuta di una nicchia,

il ragazzo che accanto

zoccola alle more.

(da Il giornale dell’esule, Crocetti, 1986)

7 pensieri su “L’estate di chi guarda

  1. fabry2007

    di chi guarda, cioè del poeta.
    un panico di lucciole è pregnante. soggettivo o oggettivo? la densità sta nel fatto che anche le lucciole, forse, possono avere paura. oggettivo: possono fare paura? magari se uno le vede all’improvviso e non sa che sono lucciole. l’aureola del sole inserisce una santità cosmica in apparente contrasto col picchiare, che semmai ricorda la durezza dell’ascesi, richiamata anche dalla madonna ossuta (generalmente l’archetipo materno è morbido). “accanto” si collega al panico e al picchiante, quindi con un’idea di sofferenza, magari inconscia, contenuta anche nel verbo zoccolare (zoccolo duro, e anche zoccola in senso traslato). chi guarda coglie il dolore che non si vede. il male di vivere.

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  2. carla

    Marina, i tuoi versi
    così diretti e a volte taglienti
    mi danno una forza!
    perchè contengono forza.
    traspirano vita
    e lasciano spazio….

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  3. elena f.

    la madonna ossuta ricorda certe lucciole che non brillano se non per solitudine ai margini di sguardi che dimenticano la grazia e chiedono l’orrore.
    ci ricorda di guardare oltre l’accecante aureola del sole

    bella davvero

    saluto tutti

    elena f

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