I denti. Mi piacciono i tuoi denti.
Creature unite, teneramente vicine.
Se la tua bocca è socchiusa
io penso subito di avvicinarmi
ai tuoi denti.
Avvicinarmi, questo mi piace.
Ma ogni volta che ci vediamo
tu mi dici: teniamoci lontani,
per diventare intimi
non servono le mani.

l’amore di lontananza/e è una delle grandezze della poesia.
ciao f. da m.
i denti visti come creature
teneramente vicine
Fantastico!
Saggia la ragazza!
un bacio etereo….:-)
… a proposito della lontananza come intimità e della intensità lunghissima dell’amor platonico, consiglio vivamente un libro che sto leggendo : Cento poesie d’amore a Ladyhawke di Michele Mari, Einaudi che è, per fortuna, atipico nel senso che è lontanissimo dalla anemica e noiosetta tradizione della bianca collana.
PS
Questa su i denti mi pare, Franco, come dire: frontale e “incisiva”.
🙂
se dovesse servire io sono qui
[email protected]
@3.
http://www.ilprimoamore.com/testo_404.html
un esempio su “Il primo amore” = Tre poesie d’amore a Ladyhawke, Michele Mari
ciao, g. da m.
c’è una sovrapposizione tra denti e mani. Platone e Aristotele. forse anche in amore è la filosofia che decide.
ciao, Franco.
bello il tuo commento
caro fabrizio.
non avevo pensato, ovviamente, né a platone e neppure ad aristotele.
ne approfitto per dirti che qui mi trovo bene.
onorato, Franco. la tua presenza ci fa crescere.
fabrizio
Vero.
Verrò proprio una raccolta interessante! 😉
Un caro saluto
“Verrà”…scusate l’errore di battitura!
Un caro saluto