Gulp fiction poem / Blog

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di Saya/Krauspenhaar

Sputa una qualsiasi lettera,
virgola, parola, rima,
versetto, poemetto,
sberleffo, cocktail di alfabeti.
Sputa un qualsiasi odio et amo,
lunedì stanca, la mamma di domenica,
il ragazzo di sera, il caffè al mattino,
gli amici al brunch, il risotto scotto,
“chi mi dà la ricetta giusta?”

Sputa un qualsiasi io, io, io ancora io,
io per cinque minuti, io che commento,
io ancora esisto, un altro io alle porte,
io a fondo pagina, io che sparisco, io a fine pasto
soltanto un io che si specchia in altri
motori a scoppio, muovono parole sole
verso altri soli sfranti, pomodori di teste
il marcio che abbiamo patito
il giorno che si insinua tra le costole
come una condanna
la notte calva.

Io a fondo pagina, io che sparisco, io a fine pasto
io nel turbinio del sonno, sotto le coperte di gelo
io nel masticare crudo della pelle
nel mattino sfregiato, ancora più solo
io che sparisco, dentro battiti, dentro battiti
di lettere.

18 pensieri su “Gulp fiction poem / Blog

  1. giovannichoukhadarian

    Attenzione però alle anafore ed epanadiplosi. Sono pessime compagne di strada, fràdel Franz (ma tu lo sai, e poi bisogna ci si veda en t’èl nòss Milàn, che ho qualche suggerimento su quella faccenduola editoriale che tu sai. T’ho detto, ah)

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  2. paola

    IO che commento IO che trascendo IO che m’invento un commento: “ma ohhhh!”
    “che trasporto!” “mi complimento!” IO in scioglimento.
    ah la GULP fiction! e l’ultimo chiuda la porta…
    un saluto
    paola

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  3. Roberto Rossi Testa

    Idea che mi si è insinuata in mente all’improvviso, con una certa violenza, e di cui – eccezionalmente – non mi assumo la responsabilità:
    “Avremo imparato da Ferran Adrià a far poesia col sifone? Oppure è lui che ha imparato a far cucina da noi?”.
    Absit iniuria…
    Ciao a tutti,
    Roberto

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  4. elena f.

    io che sparisco, dentro battiti, dentro battiti
    di lettere.

    un io che muore d’ipetrofia cardioegoica … nuova malattia virulenta del virtuale (almeno così pare)

    mi associo ai complimenti

    saluto tutti

    elena f

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  5. Marco Saya

    Giovanni, perchè sono pessime compagne di strada? Le anafore sono come un refrain musicale, richiamano l’attenzione del lettore o ascoltatore. visto che parlavi di “compagne di strada”…mi è venuto in mente un esempio nella pubblicità “Selenia, speciale formula Alfa Romeo… Selenia, il motore dei nuovi motori”. Ciao Marco

    ps: e come non ricordarci la “madre di tutte le anafore?” Per me si va nella città dolente,per me si va nell’eterno dolore,per me si va tra la perduta gente.»

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  6. Giovanni Nuscis

    E già Gulp.., onomatopea, richiama l’indigerito, il boccone che ballonzola. Siamo nella cucina/fucina del nuovo “genere” (l’autore è da Valium), alla ricerca dell’alchimia vincente tra “io” reiterati e flesciate qua e là: nulla deve mancare. E il piatto è pronto, il lettore servito:-)
    Grazie Franz e Marco
    Giovanni

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  7. lisa

    a quello che dici s’incrocia quel che dico
    se lui dice si sdoppia nel concetto
    ma poi lei aggiunge un altro ripete
    ripeto anch’io tu ribadisci
    qualcun altro forse dissente nel silenzio
    altri non in riga non avranno mai una risposta.
    è un’equazione, un’algebra del riflesso
    che nella rete si risolve in conversazioni oblique
    senza il sottofondo di un memorabile scenario.

    bravi
    lisa

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  8. Mario Ardenti

    “Venghino venghino Signori e Signori, e portate i bambini: giostre misteri e paure, venghino all’antro del piacere, musiche e buio, lazzi e luce, venghino qui tutti, che vi pitturiamo le budella!”

    mario

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  9. Chiara Daino

    Un rotondo ciao a tutti…
    Io-di corsa, ma vi seguo(!) e no-non potevo esimermi dal contraddire l’Avvocato:il sapiente uso anaforico (se Lei prova a declamare a voce alta) è appoggio e spartito per noi poveri attori – in cerca di musica, quando si poetica!

    Just Play it: Great groove! Gran bel pezzo alla “Mia Wallace!” Grazie ad entrambi!

    Chiara

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  10. fk

    Facciamo come nella Saga dei Drughi: uno scrive la prima metà, e il secondo l’altra, cercando di stare al passo del primo.

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  11. Francesca Matteoni

    Qui vi siete proprio fusi in un’unica entità! Mi sarebbe piaciuto vedere la foto del nuovo Robocop asimmetrico poetico-telematico. Invece c’avete messo quello stambergone tedesco… che è? significa che per scrivere questa poesia vi siete serrati dentro una stanza con il servizio in camera come Buk, come Fante, come Mark Lanegan e Isobel Campbell (ma loro erano in un motel e mi sa che sono più bellini di voi due…)?

    Comunque sì: dal punto di vista dell’essere umano che diventa scrittore scrivere significa sparire.

    Rispondi

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