*
Pedalando in solitudine
attraverso campi d’erba alta
in una pioggia di fiocchi di cotone
in mezzo a tanta bellezza
sento solo un sordo dolore
che la brezza non scalfisce
un piccolo dolore
che non finisce.
*
Per sapere se è arrivata davvero
la primavera
in mancanza di almeno
due rondini
vanno lo stesso bene
cinque passeri saltellanti
sul mio balcone?
*
Eravamo felicemente brilli
la luce d’aprile nei tuoi occhi belli
e le carezze e i mille baci alla Catullo…
Peccato che hai dimenticato sul tavolo
la poesia che t’avevo dedicato.
Da “Temporali”, I protagonisti, (collana Zerozerosud a cura di Michele Trecca), Foggia 2002


…cinque passeri saltellanti sul mio balcone…
E’ un’immagine deliziosa e tenera.
Bravo !
adoro la musicalità nei versi.
e la semplicità….
oh gran dio!
ma così le scrivo anch’io!
mario
Goccia a goccia
il dettato di Gianca
buca la roccia
Va bene così, Carla?
hey, Valterone,
ce l’hai con me per caso?
Quietati, dai!
au revoire.
dal mio piccolo dolore di influenza primaverile ti dico che ho molto apprezzato questo delicatissimo quadro.
fabrizio
Auguri Fabry,
riprenditi presto!
Buona serata
carla
@Carla
Come, ce l’ho con te?
Ti ho chiesto se va bene il mio esercizio di haiku!
Ottima conferma del tuo “modus poetandi”. Davvero efficaci!
Un caro saluto
grazie, Carla, mi ci impegno!
In bocca al lupo Fabry!Le influenze primaverili sono fastidiose perchè attaccano a tradimento, uno non è preparato, già pronto ai tepori… 😉
Un caro saluto
è vero, Luca, su dodici mesi, uno ti tradisce di sicuro. grazie.
fabrizio
Eravamo felicemente brilli
la luce d’aprile nei tuoi occhi belli
e le carezze e i mille baci alla Catullo…
Peccato che hai dimenticato sul tavolo
la poesia che t’avevo dedicato.
la bellezza che ferisce, i cinque passeri
ho apprezzato tutto ma questi sono i versi che mi raccontano di più lo struggimento
saluto tutti
elena f