Andai da te
il tuo letto era vuoto.
Volevo leggere
e non pensai a nulla.
Volevo andare al cinema
e il film lo conoscevo.
Andai all’osteria
ed ero solo.
Avevo fame
e bevvi due coche.
Volevo star solo
ed ero tra la gente.
Volevo respirare
e non vidi l’uscita
vidi una donna che spesso è qui.
Vidi un uomo
fisso sulla sua birra.
Vidi due cani
girare in libertà.
Vidi anche la gente
che ne rideva.
Vidi un uomo
che cadeva nella neve
era ubriaco
e non si fece male.
Per il freddo andai di corsa
sul ghiaccio
delle strade
da te
che tutto questo non sai.
(Traduzione di Franz Krauspenhaar)
(Cantautore, poeta, scrittore di racconti, uomo di teatro e polemista,Wolf Biermann è nato ad Amburgo nel novembre del 36. A diciassette anni, per protesta contro la politica della Germania Occidentale, si trasferisce nella RDT, a Berlino Est. Prende la cittadinanza della Repubblica Democratica Tedesca. Nel 65 il governo della RDT comincia a stringere un cappio di divieti attorno a lui a causa di certe sue liriche particolarmente critiche nei confronti della vita politica – e non solo- del paese. Diventa un “caso” in Occidente, mentre fino al 76 rimarrà praticamente confinato in casa con l’accusa di tradimento di classe e oscenità. In quegli 11 anni scrive gran parte delle sue cose migliori. Gli viene ritirata la cittadinanza e dunque ritorna nella Germania Occidentale. Malinconico e spudorato, caustico e delicato, pessimista e polemista dalla verve rabbiosa, Biermann canta le miserie del mondo e la rabbia di essere contro. Un “rompiballe” di grande talento, considerato il Trovatore della Lacerazione Tedesca. FK).

grazie, FK, grazie della tua umanità che non si disperde mai in retorica o falsa fede o falsa religione. hai ‘estremo coraggio di t stesso e senza veli e senza credenziali di appoggio. sei un piccolo altare da/di accattone. quasi ogni giorno passo proprio accanto al punto esatto del marciapiede dove muore Accattore di PPP: la musica di Bach e il poveraccio in manette che si fa il segno della Croce e Accattone che dice: Adesso sì che sto bene! (cito a memoria). ciao, franz, compagno, marina
volevo te
ma tu non c’eri
volevo amare
ma amore no
non lo trovai
Volevo musica
per non pensare
ma la musica
da te mi porta
il tuo sorriso è neve
d’abbracciare…
Oh Marina, ho solo messo una poesia del vecchio Wolf!
Ma davero (una v sola) assomiglio a Franco Citti? Magàra!
(A parte gli scherzi, il tuo commento è molto bello, ma dici sul serio)
Un abbraccio,
Franz a Marina.
grazie, caro!
la n. 4= Marinella
non sono io.
sì, dico sul serio e ribadisco il commento 1.
ciao, franz, da Marina qui a lato.
Non lo conoscevo. Mi piaciono queste proposte! W PPP e lo splendido film Accattone.
Un caro saluto
Grazie Marina cara.
Marinella secondo me è Choukhadarian…
🙂
Un abbraccione one one a Carla.
E uno (un po’ diverso, nevero) a Luca Ariano, con un minimemorandum: mica ho postato PPP, eh?
🙂
Lo so Franz ma un W PPP ci sta sempre bene, un po’ come FORZA JUVE! 🙂
Un caro saluto
Solitudine, si direbbe, nel circolo del nulla, e cioé, dal nulla (“Andai da te/il tuo letto era vuoto.”) (il ritorno) al nulla(?) (Per il freddo andai di corsa/sul ghiaccio/delle strade/da te/che tutto questo non sai(?)); tra la libertà e il suo inferno di incespicate e cadute, di desideri negati.
Dalle ulcere aperte, Franz, le migliori cose
Giovanni
Grazie Supergiovanni. Questa lirica di Biermann la trovo proprio ulcerosa e molto, molto dolce, al contempo. E’ una poesia semplice dell’assenza dell’amore. Lei non c’è mai, e questa in fondo è anche una fortuna; perchè non puo’ vedere, non essendoci, come s’è ridotto il poeta che sotterraneamente la invoca. Una poesia piena di duro struggimento, molto tedesca, secondo me.
Lucamitico, ovviamente scherzavo. Non scherzo però nel dirti: forza Juve dillo a qualcun altro, sciagurato!!!!
Certo Franz…;-) A presto!!
Un caro saluto
Per ulcere aperte, Franz, intendevo il contesto di sofferenza sociale tipico dei periodi di repressione politica e non solo:-)
g
Mitico, super ma questo è un post della Marvel?
Franz non sapevo che avessi un omonimo traduttore, fagli i complimenti.
Per il resto concordo con quanto dice Giovanni e anche con quanto dice Marina, sebbene secondo me i complimenti a Franz non vadano fatti.
L’amore assente coincide con il non aver nessuno (il non avere la persona desiderata) a cui raccontare. Come spolomonarsi della vita vista nel vuoto.
Forza LEONDORO!