Marco Rossari, La giraffa altera (e altri animali)

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*
Ci guarda dall’alto in basso
ma non è mica arrogante.
Chiunque a quell’altezza
avrebbe l’aria un po’ distante.

*
Prendono in giro la lumaca
perché ci mette ore e ore.
“Prova tu,” ribatte pacata,
“a trascinar l’abitazione!”

*
La s di serpente
sibila lentamente
sul bianco abbacinante
della pagina silente.

*
Alle mostre di Chagall
le mucche del paese
si vantavano coi galli
di volare a più riprese.

*
Quelle goffe oche delle
foche, vere malelingue,
invidiano il pinguino
e dicono che è pingue.

*
La mosca bianca
e la pecora nera
giocano a scacchi
quando scende la sera.

3 pensieri su “Marco Rossari, La giraffa altera (e altri animali)

  1. fk

    Senza offesa, ma di Rossari qui da noi s’è letto di ben altro. Carino, questo (come direbbe una “Borsetta Prada” a una sua amica di “cordata Naj Oleari” di un film di Muccino Senior); ma manco un mezzo grammo glutammatico in più.

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  2. Giancarlo Tramutoli

    Questo “corpus” sugli animali è molto vicino alla leggerezza ludica di un Toti Scialoja o di un Rodari. Le trovo disintossicanti e antidolorifiche. Anch’io ho letto altre cose sue molto interessanti, dove c’è sempre grande ironia e gusto per i calembour. Qui le ho inserite con preciso intento di alleggerimento. Chi gioca poi lo sa, che spesso il suo gioco non viene preso sul serio. Continuo a pensare che in poesia tenere insieme ironia, musicalità e leggerezza sia un lavoretto prezioso assai.

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