Il mio sangue

di Emanuele Kraushaar

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Credo fosse tre estati fa che c’era stata quella terribile invasione di zanzare tigre. Io passavo i miei pomeriggi in giardino a studiare l’esame di storia romana e stavo sempre con gli occhi appiccicati alle pagine dei due volumi del manuale di Santo Mazzarino.

Spesso mi soffermavo su alcune sue frasi. Per esempio quelle parole fulminanti a chiudere il periodo di Eliogabalo: il suo bolide-sole tornò ad Emesa.
E quando delle espressioni mi colpivano incominciavo ad annusare le pagine del libro e ad accarezzarle come se potessi raggiungere le parole col tatto.
Quell’estate non giravo tanto la sera e se accadeva qualcosa in città lo leggevo il giorno dopo sul giornale.
Capitava anche che mi addormentassi in giardino e che mi risvegliassi al tramonto. E allora mi sentivo felice e rientravo in casa che mia madre stava già cucinando.
Una volta però mi sono svegliato con la gamba che sanguinava e decine di zanzare che succhiavano il mio sangue.

(da Tic)

4 pensieri su “Il mio sangue

  1. lucaariano

    Le zanzare le odio ma mi ricordano la mia terra…quei tramonti sull’acqua che pare di essere al mare…il mare a quadretti (così lo chiamano!) della Lomellina. Io, ahimè, sono molto amato dalle zanzare… 🙁 Bel passo!
    Un caro saluto

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  2. Carla

    succede anche a me qualcosa di simile!
    Quando trovo in un libro una frase o poesia che mi colpisce profondamente, annuso a lungo la pagina con grande voracia!
    p.s.
    Per le zanzare non preoccuparti, prima di dormire spalma sulle gambe una crema alla menta!;-)

    ciao Emanuele

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  3. fabry2007

    mi sa che ‘sto “Tic” me lo compro. i tuoi racconti hanno la misura giusta, un cortocircuito che quasi mai delude.
    ciao, Emanuele.

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