SULLA POESIA DI ANDREA ZANZOTTO – di Luigi Metropoli

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Il nulla maiestatico e i senhal. Parte II

Il non luogo, sede della poesia, in questo componimento è tutt’uno con la selva, ma, dato ancor più importante, il connubio tra selva e poesia riguarda la destabilizzazione del soggetto che partecipa della loro dislocazione («è così che bosco e non-bosco in questa pazzia tu coltivi»). Il bosco è un labirinto di stradine, è sempre uguale a se stesso, ma porta irrimediabilmente altrove: è il luogo del perdersi e ciononostante è invito-a-luogo, dove «ognuno potrà trovarsi» (meglio: ritrovarsi in uno stato di condivisa partecipazione ad un tutto unitario Read the rest of this entry

11 pensieri su “SULLA POESIA DI ANDREA ZANZOTTO – di Luigi Metropoli

  1. mariapia

    Caro Luigi! la cui lettura avevo ripreso per confortarmi dal gremito-vuoto che attanaglia queste giornate di correre e bloccarsi, correre e ancora sentire il retrogusto dell’apnea, sirene e incidenti, qui dove vivo; sembra un distretto di polizia, e sonorità che turbano l’anima (per nulla)-
    Gnessulogo, già, chi si rivede.
    Il ricordo l’ho poi scritto, mentre fuori non c’era un oncia di pace, ricordando il bosco, l’oscuro suo bosco, e il bellissimo paesaggio, dalla cameretta all’ arboreo, vero.
    Ogni ricordo mi sembrava profanazione rispetto ai versi, e così ho ripreso, come feci a Salsomaggiore “Fantasie di avvcinamento”, una delle letture più toccanti,poetico religiosa, ironica, critica e tragica e critica, col sottotitolo “letture di UN (il corsivo è mio)poeta”, infine.
    Parlai di te, quanto so di te, proprio ad AZ, cui ho telefonato, dopo molti mesi,(anche perché L’Immaginazione mi aveva chiesto un ricordo personale), ma lui correva perché aveva gente, e che sì, andrà da Fazio, ma quando sarà guarito..Era stranamente brioso, ho accolto come senhal anche questo, e invitava a leggere il suo ultimo, uscito ieri da Controvento,libro(credo si intitoli gransasso? non ho avuto neppure il tempo di cercarlo..)Ma di te ho parlato, perché non tutti i suoi amici hanno la tua generosità e noncuranza.Anche se taluni blog ne parlano in rilettura,spesso, come quello di Berto Piandelli, caro amico, fa.
    Comunque sia, festeggiamo il bosco, l’oscuro, il purissimo nihil, ma perché cresca quest’oscuro. ramifichi, e fiorisca.Con affetto,
    Grazie per ricordarlo qui, Maria Pia Quintavalla

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  2. lucaariano

    Confermo quanto di buono dissi sulla prima parte del saggio Luigi. Hai fatto un lavoro straordinario! Ma Zanzotto andrà o no prima o poi da Fazio? Tenetemi informato… 😉
    Un caro saluto

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  3. vocativo

    Ringrazio francesco per aver postato la seconda parte dell’articolo. Intanto lo saluto 🙂

    Maria Pia, sei troppo buona, come lo è Luca.
    Grazie delle belle parole.

    Un saluto a Marina Pizzi.

    Per la cronoca questo saggio è uscito nel 2005 sui “Quaderni veneti”

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  4. Giorgio

    Mi pare veramente non comune come questo saggio riesca a coniugare chiarezza e profondità, sentire e competenza. Tante di queste letture!

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  5. fabry2007

    “L’oscuro è il luogo della poesia, è l’altro risvolto del vuoto. È una sorta di buco nero, situato nel bosco, che risucchia e rigenera tutto ciò che vi passa accanto”.

    viene naturale il rimando alla Zambrano, le diverse prospettive possono fare emergere “l’onore del vero”.
    grazie, Luigi, davvero prezioso in questi tuoi fosfeni.
    fabrizio

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  6. mariapia

    Che bella precisazione Fabrizio, e inconsueta, farebbe onore anche ad AZ!!(dove spunta pure M.Luzi, poi!)
    Perché con la Zambrabo mica si scherza, sull’oscuro,e sui “chiari dei boschi”:Ho citato giusto, “nei” o “dei”?? scusate.

    Maria Pia

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  7. lucaariano

    Grazie Marina, so che sei sempre carina e gentile, solo non avevo capito che ti riferivi alla mia battuta su Fazio… 😉
    Un caro saluto

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