Cercare di descrivere adeguatamente, e in poche parole, Stanley Jordan è impresa impossibile o quantomeno parziale: comunque, possiamo dire, che il chitarrista elettrico americano è tra le figure importanti e più originali della storia di questo strumento. Egli rinnova e porta a livelli massimi una tecnica marginale, il “Touch” o “Tapping” che gli permette un uso pianistico della chitarra. Jordan non usa il plettro e non “pizzica” ma ora “percuote” ora ne “tira” le corde fino a creare un sound in cui le linee melodiche, i contrappunti e le linee di basso s’incrociano, danzano, come se fossero una, due, tre chitarre che suonano insieme.
http://www.stanleyjordan.com/
www.bluenotemilano.com

Ecco, questo è uno dei (pochi) motivi per cui mi dispiace di non vivere a Milano.
Accidenti,
occorre esserci quei giorni(ma ci sarà la calca , vero?)
Sì, a Milano bisogna cercarle bene le ragioni, perché mi sfuggono spesso: di viverci – e così. .
MPia
Ragazzi/e, non mancate! E’ un chitarrista da non perdere, la calca, Maria Pia, ci sarà sicuramente, l’importante è prenotare al più presto. Io prenoterò per il primo di giugno! Valter, vedi se riesci a esserci!
che tentazione, Marco!!!
mi par già di sentire nell’aria le sue percussioni elettriche….