Hydropathes, convivio d’impeccabili.

L’11 ottobre 1878 un nuovo caffè letterario apre le sue porte a Parigi nel Quartiere Latino: Les HydropathesEppure la sua inaugurazione passa completamente inosservata. L’Exposition Universelle ha aperto i battenti in maggio. E ha molte piú chan­ces di un nuovo caffè letterario simile a tanti altri dell’epoca. Ma Emile Goudeau era una personalità singolare: “aveva inventato il modernismo e coltivava il parisianismo, che è un’invenzione della provincia, un modo esagerato di essere parigino” (Murice Donnay). Ben presto non si parlò d’altro che di questo Cercle des Hydropathes che accoglieva figure partico­larmente significative della letteratura del momento. Con Hydropathes, Emile Goudeau, principale animatore di questo Circolo, designa un gruppo di artisti quali Charles Cros e Paul Verlaine per non citarne che due.

 Le riunioni del club si tengono due volte a settimana in rue des Bou­langers. Emile Goudeau apprezza particolarmente il locale perché com­prende un piccolo giardino e soprattutto un pianoforte… la musica infatti è già presente. Purtroppo, si vede ben presto costretto a chiudere i bat­tenti: alcuni habitués vi si riuniscono per giocare a baccarat. La polizia, estremamente vigile in quei momenti, fa chiudere il locale. Emile Gou­deau non si perde d’animo e, davanti al successo delle riunioni settima­nali, si trasferisce prima in rue Cujas per stabilirsi poi definitivamente in rue de Jussieu, in un locale che permette di ricevere un pubblico partico­larmente numeroso. Jules Jouy annuncia l’apertura del circolo nell’edizione di Tintamarre del 2 febbraio 1879. E ben presto Emile Gou­deau decide di fondare un giornale: il Journal des Hydropathes uscirà in 32 numeri a partire dal 22 gennaio 1879non sono affatto una setta. La dottrina «hydropathesca» consiste principalmente nel non averne alcuna (un po’ come thesis, se vogliamo fare un irriguardoso parallelo: la linea editoriale del nostro giornale consiste precisamente nel non averne alcuna). Il talento, d’ovunque provenga, qualsiasi forma rivesta, è accolto a braccia aperte. Il pubblico che lì si riunisce giudica silenziosamente. Ama gli uni, detesta gli altri. È suffi­ciente presentarsi per essere ammessi. Il pubblico è giu­dice in ultima istanza; la sola “Corte di Cassazione” è costituita dalla po­sterità, ma si riunisce molto raramente durante la vita dell’autore in esame. Al Cercle des Hydropathes, ilpubblico è giudice non solo in ultima, ma anche in prima istanza. La tribuna viene eretta, voi vi salite, parlate e, di fronte, in piena luce, vedete il mostro dalle mille teste che occorre am­mansire, sedurre, rendere buono… L’origine del nome Hydropathes
Certamente, il nome del club sembra molto strambo ed è con un certo humour che Maurice Donnay prova a spiegarne il senso: “Gli Hydropathes, questo nome bizzarro (…). Qual’è l’etimologia, quale il significato? A prima vista sembra forgiato sotto l’influenza della parola “neuropatico”, che soffre di nervi. Per analogia, hydropathe non dovrebbe significare “che soffre l’acqua”? Cioè, che non ama bere acqua?” Questa interpretazione è assolutamente plausibile se si pensa alla propensione smodata di Emile Goudeau per la divina bevanda di Bacco. Ma non sipuò che sorridere a questo studio etimologico che si potrebbe integrare con l’avvicinare il nome di Goudeau a quello del suo club… idros (udros in greco) e -eau («acqua» in francese), ultima sillaba di Goudeau: non avrà voluto con­fermare così la paternità del suo club, lui che sperava di ricostituire il fa­moso Caveau o almeno creare una società originale richiamandosi alla maniera della goguette o del caffè letterario, nel sogno un po’ folle di co­niugare lo spirito di Rabelais, Villon e Scarron con quello di Panard, De­saugiers, Béranger, Gilles et Debraux.”? (Serge Dillaz in La chanson sous la IIIème République). Perciò è inutile spremersi le meningi, la spiegazione è molto piú prosaica di quanto non sembri. In realtà è semplicemente alla musica di un valzer di Joseph Gungl, intitolato Hydropathen Waltz e che ascolta al Café Basselièvre, ch’egli decide di battezzare così il suo Caffè Letterario. Il locale dove gli Hydropathes tenevano le loro riunioni fu bat­tezzato Le chat noir e diretto da Rodolphe Salis . E attorno agli Hydropathes cominciarono a confluire i nomi piú prestigiosi della cultura e dell’arte: poeti, scrittori, pittori, musicisti… Tutti pronti ad esibirsi e confrontarsi col pubblico. Era nato il cabaret.

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