Come dei fessi a fissare

di Emanuele Kraushaar

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E’ successo il mese scorso che ero al cinema con i miei amici e che così per caso ho preso a guardare non il film, ma gli spettatori. Per tutto il corso della storia proiettata sullo schermo ho fissato gli occhi della gente.
Le loro teste ogni tanto si muovevano, ma tuttalpiù le persone stavano ferme a guardare. Stavano lì come dei fessi a fissare le storie degli altri o meglio le storie inventate da altri.

Non c’è niente da fare: adesso ogni volta che mi capita di andare al cinema, dall’inizio alla fine del film, guardo gli occhi di chi guarda. E tutte quelle pupille che fissano mi trasmettono ogni volta la stessa inquietudine.
Ma solo l’altro giorno che ero sul divano a guardare la televisione, un brivido lungo e profondo mi ha spezzato in due la schiena, quando ho visto gli occhi di mia madre che mi fissavano.

6 pensieri su “Come dei fessi a fissare

  1. carla

    Inquietante pensare a tutti quegli occhi fissi!
    il finale ha fatto venire i brividi anche a me.
    gli occhi della madre…
    Ciao Emanuele.

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  2. Io

    mettete fiori nei vostri televisori!

    il mio l’ho da tempo trasformato in fioriera, pop-art da vivaista forse, ma ottimo modo per riprendere possesso del proprio sguardo sul mondo

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  3. paola castagna

    Da osservatore attento a colpevole di un mancato reato.
    Gl’occhi sul mondo di uomo, mentre la madre guarda.
    Non solo un vedere, bensì sentire oltre le apparenze un male che accompagna.
    Grande Donna nel riconoscere nel figlio ogni sfumatura.
    Bellissima la chiusa
    …un brivido lungo e profondo mi ha spezzato in due la schiena..

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  4. Giovanni Nuscis

    “Ridateci un mondo di prima mano”, l’invocazione tra le righe. Ma i media si son fatti longa manus (senza mandato), del mondo; ora più vicino, invasivo e globale; e, allo stesso tempo, consunto, falso, inattendibile: per manipolazione ed eccesso di filtraggi.
    L’immagine kubrikiana della navicella lontana dal pianeta, che vaga, in raggelante solitudine.

    Giovanni

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  5. Mario Ardenti

    ” Stavano lì come dei fessi a fissare le storie degli altri o meglio le storie inventate da altri”

    guardare/essere guardati: è normale, si potrebbe anche osare banale.
    così come che siamo tutti uno, a parte alcune inezie, tipo il lessico o la “profondità” (?) del pensiero, canne pensanti di tutto un pò. così.

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