Dove sei stato, figlio dagli occhi tristi, dove te ne sei andato mio prediletto?
Sono stato in un paese dove i trentenni guadagnano 500 euro al mese e non possono mettere su casa, ma i rimborsi elettorali sono 180 volte più alti delle spese sostenute.
Dove 35 anni di lavoro non bastano più a un operaio per andare in pensione
ma a un politico ne bastano 5 per una pensione a quattro zeri
Dove nelle scuole manca la carta per fotocopie e spesso la carta igienica ma gli aerei di Stato volano 37 ore al giorno per portare Sua Eccellenza a una festa a Parigi
Dove l’autostrada che unisce il nord e il sud del paese è strozzata da cinquant’anni
ma c’è la proposta di dotare la città di Enna di un aereoporto di montagna.
Dove nelle zone ad alta densità mafiosa manca un poliziotto di quartiere
ma dopo la rivoluzione informatica i dipendenti pubblici sono raddoppiati.
Dove il partito dei verdi tuona contro l’inquinamento e la menzogna
ma il fratello del Pecoraro Scanio passa da calciatore a deputato
Dove il partito dei rossi tuona contro chi affama i poveri ma nel 2004 Bassolino ha avuto un fondo spese 12 volte più alto del presidente della repubblica tedesco
e i conti del presidente comunista al Quirinale sono 4 volte quelli di Buckingam Palace
Dove il partito dei bianchi tuona contro l’immoralità corrente
ma risarcisce il candidato trombato con cinque stipendi
Dove il partito dei neri ha tenuto per cinquant’anni le mani pulite
ma adesso le tiene sul culo delle veline che fa assumere in TV
Dove hanno spiegato che le ideologie sono tramontate
e non ci sono motivi storici per auspicare una rivoluzione
tutti hanno indossato mutande arcobaleno
scambiando la tolleranza con la complicità
ma si sa che il popolo è ignorante
i padri chiedono futuro per i figli
e le madri non sopportano la pentola vuota
e c’è come un sordo rumore di tuono
e nuvole gravide nel cielo
e una dura dura pioggia cadrà.

amaro cinismo che affonda
in una realtà sincopata
è triste.
geniale il format dylaniano.
grazie, Valter.
dovere restare in questo paese è l’onta più grave della mia vita miserrima. avrei aggiunte molte altre trivialità e schiavitù, ma il vaso è come i sottopassaggi dei cavalcavia: sostiene e sopporta solo una misuretta. ciao
D’accordo con Fabry, ottimo il format alla dylan.
L’indignazione a denti serrati è anche la mia, anche se dico che in fondo, nel fondo dei fondi, non sono tutti uguali: e non ostante tutto il “partito dei verdi” e “dei rossi” non sono la stessa cosa di quello “dei neri”.
Corruptio optimi pessima
Sono peggio.
“Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici
rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni
false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate
giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel
paese.
Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato, spiacere è il mio
piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non
perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!”
(da “Cyrano”, di Francesco Guccini)
“tutti hanno indossato mutande arcobaleno
scambiando la tolleranza con la complicità”
…e i partiti restano due: quello di coloro che s’approfittano, s’adattano e s’arrangiano e quello di coloro in cui il sogno di giustizia permane, non muore, e il loro operare va in quella direzione. Non dalle parole, ma “dai loro frutti si riconoscono”:-)
Giovanni
E se i frutti tardano?
E se “hanno spiegato che le ideologie sono tramontate
e non ci sono motivi storici per auspicare una rivoluzione”?
E se…?
“Il pensiero deve… armarsi e agguerrirsi per affrontare l’incertezza. Tutto ciò che comporta possibilità comporta rischio, e il pensiero deve riconoscere le possibilità dei rischi come i rischi delle possibilità…
L’abbandono del progresso garantito dalle ‘leggi della Storia’… la rinuncia al migliore dei mondi non è per nulla la rinuncia a un mondo migliore. Nel corso della storia, abbiamo visto pesso, ahinoi, che il possibile diventa impossibile e possiamo intuire che le possibilità umane più ricche restano ancora impossibili da realizzare. Ma abbiamo anche visto che l’insperato diventa possibile e si realizza; abbiamo spesso visto che si realizza l’improbabile più che il probabile. Occorre dunque sperare nell’insperato e operare per l’improbabile”.
davvero forte e suggestiva versione poetica di un libro-documento sulla tragedia di una nazione e di un popolo senza speranza – ma, come diceva uno tosto,”in spe contra spem”
c’è sempre un …e se?
😉