Due poesie di Lisa Sammarco

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Fra-intendimenti

Ci deve essere qualcosa nella mia voce
come un suono di rovina
di foglia d’acanto appassita senza storia
è una pausa
un sud del vuoto
che resta in bilico
e delude le parole come
l’ennesima promessa
che –questa è l’ultima Malboro-
ed ha la stessa nota del fra-intendimento
che interpreta il silenzio di questi versi.
 
 

Ascoltando “Famous Blue Raincoat”
 
Stanotte non c’è che la tua ombra che resiste al fuoco, e questa parete bianca.
le spalle sono vuote in queste stagioni senza misura:
fa freddo ovunque.
 
Il freddo ha il suono che sento farsi ampio nelle fessure,
mentre raccolgo la mano che mi passasti nei capelli
il tempo è come tempo dell’amore stanco, quando arriva.
Quando scompari dietro l’angolo che hai costruito chissà dove
le stanze hanno altre stanze, puoi prendere appunti
ora è necessario dimenticare, poi scriverai appunti di me
fermati in qualche nodo della voce, ti saluto,
è  necessario dimenticare, per chiudere l’assenza. E così poi
potremo dire che stiamo andando in un’altra direzione.
Il tuo vecchio impermeabile blu è un vuoto che frana questa notte
Chi sono gli angeli adesso? Chi sono i peccatori?
Accarezzami la ruga che ho sulla fronte.
-Ti ho lasciato qualcosa di me
a ricordarti dallo specchio che siamo stati qui –
Siamo stati qui.
–  e che sono sempre un’altra che non riesco più a ricordare-

(Foto: Robert Mitchum in “Le catene della colpa” di Jacques Tourneur – 1947)
 
 

7 pensieri su “Due poesie di Lisa Sammarco

  1. anna lamberti bocconi

    Elegiaca. Un tipo di poesia che più di altre ne guadagnerebbe a essere letta su carta. Ciao.

    Rispondi
  2. lapoesiaelospirito

    “Ti ho lasciato qualcosa di me
    a ricordarti dallo specchio che siamo stati qui –
    Siamo stati qui.
    – e che sono sempre un’altra che non riesco più a ricordare”.

    grazie, Lisa.
    e grazie, Franz, per la foto azzeccatissima.

    fabrizio

    Rispondi
  3. cara polvere

    leggendo mi sono venuti in mente questi versi

    CRI di A.Artaud
    [prima quartina]

    Le petit poète céleste
    Ouvre les volets de son coeur.
    Les cieux s’entrochoquent. L’oubli
    Déracine la symphonie.

    (grido)
    Il piccolo poeta celeste
    Apre le imposte del cuore.
    I cieli cozzano. L’oblio
    sradica la sinfonia.

    poi
    la scrittura poetica di Lisa è nevralgica eleganza musicale,
    a cui segue e precede in ogni verso —>(per poi completarsi), la trapelazione d’immagini in emozionali ed emozionanti sfondi e sottofondi nastriformi soffusi e sensuali. atmosfere senza data.
    un caro saluto
    paola

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  4. lisa

    @anna lamberti bocconi
    Beh. questo suona come un augurio! comunque mi piace quello che hai colto. ho sempre pensato che il luogo delle mie poesie sia una stanza.

    @ lapoesiaelospirito
    Fabrizio, Franz ringrazio l’uno per l’ospitalità e l’altro per la temeraria cortesia con cui mi ha presentato.

    @paola
    queste tue parole non mi riempiono di gioia, ma di gioissima!
    si può dire? ma sì lo dico. quella famosa licenza poetica deve pur essere usata quando serve.
    ti ringrazio , ma tanto davvero.

    lisa

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  5. cara polvere

    Lisa, non so bene perchè mi siano venuti
    in mente quei versi di Artaud leggendoti.
    ci ho pensato.
    credo che molto sia perchè Artaud nel suo rivitalizzare la morte della parola attraverso i suoi denti rotti sognasse atmosfere calde, languisse e inseguisse l’intorno di lui verso musica pari la tua. che volesse essere si morto in seduto e disintegrazione, ma anche molto prima, abbracciato così. per me almeno adesso lo vedo così.

    ciao
    paola

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  6. lisa

    paola sono molto belli quei versi.
    L’inquietudine di certe oscurità a scrostarle nascondono sempre una profonda e morbida dolcezza.
    L’immagine dei nastri che tu hai usato è anche molto bella. C’è il suono, il separare l’aria per creare il segno, ma bisogna darsi il desiderio di vedere tutto questo.
    Bisognerebbe farsi nastro, sferzando l’aria con violenza o con delicatezza non importa,perchè la musica è lì dove sembra ci sia solo silenzio. Artaud lo sapeva.
    grazie paola

    un abbraccio
    lisa

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