Scava con le dita, con le unghie,
posa falangi nel tuo cranio,
cerca i pori, sfangali, distruggili,
a te la magia del sesso
che trasforma la carne in luce.
Dopo nulla. Parentesi. Il sacro.
Muovi le gambe, salta, rovente,
caldo bagno è la tua pelle,
scalcia, toccati, amati,
a te la testa esplosa di immagini
che sogna da sveglia. Trema.
Dopo il nulla: suona il silenzio.
***
Tu parli una lingua straniera:
i suoni solcano l’aria come onde furiose,
vorrei si posassero su questa pelle
risalendo la cima irta del collo,
dominando le curvature del volto,
inserendosi tra le aperture delle labbra.
Io e te per un refolo di tempo uniti,
voci diverse nello stesso sangue.
***
Nell’assedio della tua distanza
osservo la fragilità dei bordi
su cui m’adagio, senza oltrepassare
la linea che separa l’illecito
dal lecito, il vitale dal vano
consumarsi di questo fiato deserto.
L’assurda qualifica dei giorni
avviene lungo questo discrimine,
dentro o fuori, vita o morte,
tutto a portata di mano, il bordo,
ma così distante perché è la mente
inane che urla sotto vuoto spinto
la fragilità di sogni lacerati
come pagine di libri ingialliti.
La poesia è azione senza sugo.
***
Sintetico è il tappeto delle emozioni
nel fondo del fondo di questo corpo
solo chincaglierie a poco prezzo
e poi sole che attraversa organi
come lastre appese su neon evanescenti.
Riavvolgi il nastro di ciò che eravamo
nelle mani si scioglie il battito primigenio
il limpido scoccare di frecce nel centro
il centro, quel centro, il nostro, cos’altro?
***
Il tempo scorre malato su di noi
ed il pensiero di ciò è struggente,
null’altro importa se non l’ombra
di quel che saremo tra mill’anni:
non più corpi invasi dalla voglia
di possedersi su letti sfatti, alieni,
non più il ritmo di arti che sondano
il battere religioso del coito.
Bambocci disadorni d’occhi i nostri,
come sogni conservati e bruciati,
custoditi tra strada e cielo, poi
sbudellati al tepore del chiaro di luna.
Nato nel 1979, Rossano Astremo è di Grottaglie (Ta). È giornalista pubblicista. Scrive per “Il Nuovo Quotidiano di Puglia”. È il curatore del periodico di scrittura e critica letteraria Vertigine. Collabora con l’Università degli Studi di Lecce al progetto “Il lettore di libri nella regione Puglia”. Ha pubblicato Corpo poetico irrisolto, edito dalla Besa nel 2003; Jack Keroauc. Il violentatore della prosa (Icaro Editore, 2006); la raccolta di versi L’incanto delle macerie (Icaro Editore, 2007). Suoi testi critici e creativi sono sparsi su riviste cartacee, webzine e antologie.

Mi piace in particolare l’ultima, veramente disperata, senza orpelli, nuda e cruda nel suo canto afono. Grazie per la riproposta di un poeta interessante di cui ho già letto ottime cose.
@ Rossano e/o Luca
OT clamorosamente scandaloso (della serie “utilizzo di luogo pubblico a fini biecamente privati”): mi serve una copia di “L’incanto delle macerie” che non riesco a procurarmi per altra via. Necesse est. Grazie.
fm
ringrazio luca per aver postato questi miei versi e franz per le belle parole.
a francesco dico di scrivermi qui: [email protected]
Francesco, vedo che Rossano ha intercettato la tua richiesta. Aggiungo, a beneficio di tutti, che L’incanto delle macerie è ordinabile online da unilibro, precisamente qui.
Franz, mi fa piacere che lo apprezzi. Rossano è spaventosamente bravo e prolifico, non solo come autore, ma anche come osservatore e divulgatore culturale. Vertigine, la sua rivista in rete, è per me un appuntamento quotidiano tra i più gradevoli.