io te stavo a morì addosso co’ la nuca arrossata contro il sole
e tu mi parlavi di stendal e di pere kaiser
al semafero.
non so, le tue ciglia sono speziate e le tue mani sono cera
di limonata.
candeggi i miei pomeriggi, al telefono mi sembri una stella di suoni tra rumori di foglie d’a-canto
io ti sveglio col caffè del perdono, se mi hai tradito con tuo marito
te perdono ancora una volta.
so’ magnanimo d’amore.
sei sfilatini fanno l’amore tra steli di papavero. io vedo in tutto un concepimento.
la vita sfrigola come padella sott’uova. è bello legare il ricordo
alla bottiglia.
fumando la sigaretta accanto al letto ti vidi felice, l’intossicazione era doppia. amavi coi miei polmoni, io amavo
a branchi levati.
niente di cio’ che vogliamo è più vero del sogno.
buonanotte.
(Immagine: Rosemarie Trockel – Die Legende, 1994)

Franz, è *bellissima*!!! E poi Cavallo è uno dei miei miti… qualche anno fa, quando ancora scrivevo su “Accattone. Cronache romane” (notevole rivista diretta da Lanfranco Caminiti che purtroppo è stata schiacciata da difficoltà varie e che non smetterò mai di rimpiangere) gli avevamo dedicato parecchio spazio. C’era un superbo pezzo di Elena Stancanelli, se non vado errata. Comunque, torno al sodo: “so’ magnanimo d’amore”. “la vita sfrigola come padella sott’uova”. Grande! Un abbraccio
Questa è veramente “de core”.
E tu sei uno scrittore “de fero”.
Auguri alla fortunata.
“niente di cio’ che vogliamo è più vero del sogno”
chi rimarrà vivo se gli tolgono i sogni?
se i sogni son questi l’invito è a dormire di più, magari accanto a lei così almeno per un po’ non ti “tradirà” con suo marito.
Oppure cercane un’altra che susciti in te le stesse emozioni ma che non abbia marito e poi sposala tu e non farle mancare un minuto d’amore perchè non cerchi altrove il suo Franz.
ti abbraccio
Stella
Francescoremio…
🙂
Che vuol dire ‘improviazzionata’? (Scusa l’ignoranza)
Ovvio che mi volete bene… No, questo l’ho scritto anche (non solo…) perchè sono stato accusato di non avere rispetto per le donne, su NI. Questo era il vero sfogo, non l’altro. L’altro ( i raccontini) sono stati scritti con grande freddezza. Se uno scrittore/ice o sedicente tale non sa di come si procede…
Angelì, bello de mamma, e chennesò? L’ho inventata. Sarà “improvvisata”, no?
Gaja, se riuscissi a trovare quelle cose de Elena, potremmo fare uno speciale Victor Cavallo. Mi rendo conto in queste ore che anchi vari poeti non lo conoscono affatto.
articoli di Elena Stancarelli su Victor Cavallo si trovano on line sulla rivista “Accattone cronache romane” , ma bisogna chiedere l’autorizzazione all’editore per usare immagini e testi
buona serata
elena f
Sì, Elena, infatti, lo avevo anticipato a Franz, proprio perché su quella rivista ci scrivevo anche io. Dovrei comunque averli, quegli articoli, beninteso in formato cartaceo. Fammi dare un’occhiata, Franz. Un abbraccio, Elena, e un bacio particolare a Franz (la tua poesia è bellissima, e te lo ripeto, ecco, a costo di essere accusata di sdilinquimenti gratuiti ^___^)
un abbraccio a te, Gaja, su quella rivista ho trovato gli articoli della Stancarelli cercando i tuoi… 🙂 !
buona serata
elena f
Dici bene Franz. Benché io scriva qualche poesia, non conoscevo Cavallo e le sue poesie. Ma da quel poco che ne ho letto mi sembra che questa tua sia molto in linea con la sua poetica, ironicamente delicata.
lisa
GaJJaxxx, ‘a dorothy! (te piasce?):-)
Lisa dagli occhi haselnuss, “scrivi qualche poesia”? Mi fa sorridere questo tuo understatement. E’ vero che certi napoletani – o campani – sono più british degli stessi inglesi! Un abbraccio.
E che non me piasce ‘a dorothy? Puoi davvero pensare che NON mi piaccia? Ah, che omo, ‘sto Franz! ^_______^
Elena: grazieeee! Troppo carina e gentile!!! Un bacione! :*
il verso più bello di Victor Cavallo, almeno, l’unico di cui ho conservato memoria è : “alberi di matematica, rapata a zero”.