Un’ altra rilettura:
“25 aprile 1930
Siamo tutti il grande amore di qualcuno.
Voglio scriverlo, in caso io venga scoperto e non riesca a terminare queste pagine, in caso le mie confessioni vi turbino al punto da gettarle nel fuoco prima che io arrivi a raccontarvi d’amore e di assassinio. E come biasimarvi? Tante cose possono impedire di ascoltare il mio racconto. C’è da spiegare un cadavere. Una donna amata tre volte. Un amico tradito. E un bambino cercato a lungo. Così comincerò dalla fine, dicendovi che siamo tutti il grande amore di qualcuno.”
Le Confessioni di Max Tivoli è un romanzo di Andrew Sean Greer, tradotto da Elena Dal Pra e pubblicato in Italia da Adelphi nel 2004.

un incipit interessante, non c’è che dire.
“Così comincerò dalla fine, dicendovi che siamo tutti il grande amore di qualcuno.”
magari qualcuno da amare…
mi associo , interessante inizio
elena f
O sì, l’importante è crederci!
mi incuriosisce la spiegazione sulla donna amata tre volte…
Hm… quante volte hai parlato di ‘sto libro? 🙂
E comuque, devi ancora prestarmelo!
Sul libro in questione non mi esprimo, ma mi ha sempre dato un’idea piuttosto negativa sull’amore. Mi sbaglio Akmeno?
MS
“Così comincerò dalla fine, dicendovi che siamo tutti il grande amore di qualcuno.”:
magnifica diceria dell’untore: ma, chissà, forse.
Non rivelerò nulla che non sia scritto in quarta di copertina.
Max Tivoli “nasce settantenne”. E’, dunque, uno dei “freak letterari” da fine ottocento.
Ma nasce come neonato e crescerà fino a reinvolvere come bambino.
Incontrando tre volte la donna della sua vita con tre età diverse.
E dimostrando come l’amore felice e completo sia impossibile se non quando abbiamo vent’anni e lo crediamo tale.
Buona lettura
…l’amore felice e completo sia impossibile se non quando abbiamo vent’anni e lo crediamo tale.
Non sono d’accordo. A vent’anni si ha la carica dell’età, non la consapevolezza. A quell’età si è solo innamorati dell’amore, fatto di incosciente magia.
Sono d’accordo invece nel dire che ‘Siamo tutti il grande amore di qualcuno’
Un saluto
mi sorge un quesito…
meglio avere la carica o la consapevolezza?