“L’autentico e leale seduttore, quando ha ottenuto il sorriso, l’occhiata in tralice, il valzer o le lacrime, saluterà deferente la dama, col cuore colmo di gratitudine, e avrà una paura soltanto: quella di poterla rincontrare”.
(Claude Sautet – Un cuore in inverno / Karen Blixen – Ehrengard)

la consapevolezza di poter avere, godere di quello che sarebbe potuto accadere, e lasciare tutto in sospeso, ma sentirlo così maledettamente vero e inebriante. splendido.
ola franz,
sono rientrato ieri da una mini vacanza, e vedo che ti sei dato da fare su parecchi fronti e sempre a livelli alti. come cazzo fai?
più che leale, il seduttore, a me par cacasotto!
Cerca il successo, non la gioia.
Il seduttore è in perenne fuga dall’amore, di cui non è capace.
E’ una forma di esistenza mancata, come ha mostrato bene Kierkegaard.
la seduzione è vanità maschile o femminile che sia. vanesia arroganza verso la bellezza della preda e del mondo. in più può arrecare dolore addirittura ad entrambi non essendo il-la seduttore-seduttrice mai uno spalto granitico. lo scotto prima o poi arriva e può rivelarsi pessimo.
Però ho sbagliato parola. Non è capacità tecnica, pensare a un handicap: forse lo è, ma è un handicap della volontà. Spesso il seduttore (ce n’è uno in ognuno di noi) vorrebbe amare, ma non vuole darsi e qundi predispone la conquista ma si rifiuta al possesso, che è vicendevole.
non capisco questo moralismo, il seduttore è una persona normale che non ha paura di vivere le sue emozioni.
saluti,
rs
Sappiamo, infatti, chi è il Seduttore per eccellenza. Non è umano. Ma gli archetipi umani, come Don Giovanni, sono nati in una società che condannava la seduzione.
Ma riflettiamo sul fenomeno di massa: da decenni i media e la “stampa femminile” hanno inculcato nelle donne occidentali che il loro primo dovere è quello di essere seducenti. Fino a settant’anni e oltre. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Il rimedio: chador, potere maschile, Islam.
messa così, con la paura (umano sentimento) il seduttore si assolve e questo gli basta.
non c’è tanto da ragionarci su.
seducendo o no è quello che facciamo molto spesso, non solo in amore.
credo che il seduttore abbia più paura degli altri delle sue emozioni e per questo sia portato a superficializzare ogni rapporto, sul pelo dell’acqua non si scorgono gli abissi del cuore, nè proprio nè altrui.
elena f
@ ruggerosolmi: nessun moralismo se la seduzione è una parte della cosa della bellezza in assoluto quindi non solo esteriore.
@ Fabio Brotto: forse i tuoi “rimedi” sono solo ironici?
@ Lisa: è vero, la seduzione compete a molti campi dell’umano.
di sicuro non ingenera un rapporto paritario. e questa è la cosa peggiore a parte il rischio della sofferenza.
@Valter, c’è un seduttore in ognuno di noi, concordo: è un po’un delirio di onnipotenza e presunzione di unicità.
ma la seduzione è sempre complessa, no? e già chiamare uno seduttore o una seduttrice è appiccicare una targa, una patente. addirittura si parla anche di seduttrice/tore involontario. (sarebbe il protagonista del film di sautet, che fa in secondo grado quello che fa il seduttore leale di cui parla la blixen – che è “volontario” – cioè non procede. per paura.)
la seduzione è un’arte,
va giocata con astuzia!
La seduzione è un tipo di pesca con un sorriso al posto del verme.
Bisogna poi vedere come ti cucini la preda.
Ma sempre preda è: finisce in un cesto tra le altre, e fornisce argomenti al bar.
può anche non fornire argomenti, al bar,
può bastare a se stessa!
fidati!
😉
parlare dell’amore come di un gioco con delle regole equivale a parlare di una esistenza umana con data di scadenza – irreale.
ma l’esistenza umana ce l’ha la data di scadenza, anche se la conoscono solo gli altri e oltretutto a posteriori.
detto questo concordo sul fatto che non esitono altre regole in amore se non l’amore stesso, per questo è così complicato.
buona notte
elena f
No, la frase di chiusura mi pare indegna di qualunque seduttore. Non che io rientri nella categoria, non potrei mai e non ne avrei i mezzi, ma i re-incontri sono spesso meglio dei primi incontri.
L’importante è non contribuire, direttamente, ad aumentare le probabilità.
Blackjack.