La splendida mannaia ruvida
calata sui miei pascoli, sui miei passi
campo dopo campo, sul pozzo,
il luminoso pendolo errante
che manda tutto in metamorfosi:
a volte li intuisco e non mi va di restare
li prendo come bagliori in un castello in rovina
come semplici umori, il sangue il flegma e le due bili;
io che ho visto tutti i film di Bergman
li scarto al modo di fotogrammi inutili.
Ma proprio allora mi sorridono le attrici nordiche,
un giro di purosangue attorno a una fonte,
sento violini usignoli e pressione bassa
e dunque cedo e cado come a dire Entrate:
a quel punto la Morte batte i tacchi e se ne va.

un incipit da brivido
La bocca si appoggia
al freddo metallo premendo
la vita che fugge.
Niente male anche i tuoi versi, Carla.
fk
rivoli il sangue
a fiotti perdeva
scappando bastarda
la falce infieriva
…vado avanti?
lo strappo nel petto bruciava
il fiume è vicino
la senti la nenia? l’arsura
che chiama la fonte
un grido mai nato.
Un incipit lirico (puro, vorrei dire, ma surreale, da subito) è invece abbassato in un undestatement, dove entra lei, benissimo, e dice io; corteggia le immagini, poi viene romanzata tutta la visione per fare accadere qualcos’altro, come da un terzo occhio.
chi sono gli attori e dove vanno, non sappiamo, tutto respira in una cosa sognata in cui c’è il reale, molto concreto-
Entrate, infatti – lei dice (ma la morte batte i tacchi e s e ne va)
Anna entra in scena, e nella scena delle sue immagini concreate,le corteggia, e come nei films di Bergmann, ne rimane incantata, entra nel gioco. Un blow up al ralenti?
Maria Pia
Anna Lamberti-Bocconi,continui a stupirmi con la tua poesia.
Riesci a sconfiggere la morte come tutti i poeti.
ciao
giusy
@lambertibocconi
a volte li intuisco e non mi va di restare
li prendo come bagliori in un castello in rovina
come semplici umori, il sangue il flegma e le due bili;
e il giro di purosangue attorno alla fonte
belle immagini
poi per il “pendolo”, noto residuato bellico alla poe camperei sul numinoso errante a circolare in bollo, più che sul luminoso (piuttosto moralista)
“che manda tutto in metamorfosi”, bello ma piuttosto troppo verso una salvezza imprevista solo terrena. insetticida dal mattino a sera, come metamorfosi. di corto respiro. poco coraggiosi alcuni versi ( a mia opinabile “lettura”—> andrebbe osata una leva per sollevare qualche porta del retro troppo ancorata di muratura a terra e fare si che siano incalcolabili cubature e non addegnazioni.
un saluto
paola
@Giusy
chi ha detto che TUTTI i poeti riescano a sconfiggere la morte? o che tutti i poeti vogliano sconfiggere (rido) la morte?
ogni tanto, attraverso i lucernari, delle nidiate di cavolate ottimizzate.
per me quella frase è una di quella nidiate.
niente di personale, eh.
niente polemiche. solo un pensiero personale.
addegnazioni (investire di dignita) e aggiungo (as-segnazioni)
ciao
paola
Una volta ho scritto che i libri di poesia di Anna Lamberti- Bocconi li tengo sul comodino accanto a quelli di Emily Dickinson.
Sono poesie da leggere e rileggere. Al di la’ del tempo i versi rimangono e rinascono e non muoiono mai.
ciao
Giusy
La mannaia [lucida], ma anche [ruvida] di ruggine. Del resto nei versi ci sono altri bagliori che la fanno brillare.
(Ho rivisto proprio qualche giorno fa “il settimo sigillo”. Solo la famigliola viene risparmiata, ahinoi!… O forse no, erano saltimbanchi sul carozzone).
Era, sì, tutte e due le cose: una famigliola di saltimbanchi. Bisognerebbe vedere e rivedere ad libitum i film di Bergman, possibilmente in adolescenza, ma non per intellettualismo, solo per entusiasmo da tanto piacciono.
Cara Paola, prova a fare uno sforzo per rendere più comprensibili i tuoi commenti. Lo dico sinceramente.
1) Ti domando: quali sarebbero i versi “poco coraggiosi”?
2) Il rimando a Poe era voluto.
3) Ci avevo anche pensato a mettere “numinoso” al posto di “luminoso”, ma poi ho preferito così proprio perché più terreno.
@A.L.B.
poco coraggiosi nel senso che “oltraggiano” la morte invece di “non-pensarla”. semplicemente.
nessuno comanda la morte. si può solo non pensarla. almeno questo è quello che penso io e forse dico forse – ho visto molti suoi film e da quello traggo ciò che scrivo – lo pensava anche Bergman interrogando i suoi volti e il suo nulla.
per il resto mi sono spiegata bene giacchè tu cortesemnte mi hai risposto punto per punto.
non ho altri modi per commentare e la chiarezza mi difetta per alcuni.
un saluto
paola
E’ sempre un piacere leggere Anna. E trovare qui le sue poesie. Complimenti per l’ eccellenza di LPELS.
Ciao
FL