Da: Diario a tempo libero, 1999 – Renato Mambor
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Questa felicità , di Mario Luzi.
Questa felicità promessa o data
m’è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell’unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.

sì, si può imparare a vedere con il corpo, vedere ad occhi chiusi ed essere felici di quest’oscurità lucente.
il brivido dell’attimo gioioso
– questa felicità rincorsa –
che il tempo adombra e mesce
con sapienza.
ciao Franz
Il gran vecchio Luzi, quello che campava della sua pensione da insegnante. Grazie Franz.
*
sono sempre stata innamorata di luzi
grazie
swan (nadine)
*
Che bella poesia, Franz.
Dove Luzi muove le acque, con la curvatura dei versi e con queste assai belle immagini.
(E’ vero che viveva anche così, ed è anche vero, qui partigiana io, che fece anche il maestro a Parma..)
Maria Pia
Eh sì Luzi non navigava certo nell’oro… 🙂 Eppure come ho scritto in un altro post, era più signore di tanti altri presunti grandi! Non è tra i miei poeti preferiti, ma la mia stima per lui è grande!
Un caro saluto
Neppure la Merini naviga nell’oro, e Luzi non l’ha mai amata…
Bella la poesia.
La Merini ormai fa un po’ il “fenomeno” da baraccone e mi dispiace molto visto che le sue prime raccolte erano davvero notevoli. Putroppo si è un po’ fatta trascinare dal gorgo…
Un caro saluto
Bella, bella molto,
e meno male che c’è la “figura” e il nome di Renato Mambor,
che pochi conoscono,
okkey grazie Franz
La Merini ha la Bacchelli + un vitalizio dal Comune di Milano ricevuto a seguito di una sorta di petizione (promossa, fra gli altri, da Vivian Lamarque) alla quale anch’io aderii firmandola… assieme ad altri 2-300 nomi. Molte volte, oggi, la Merina ci fa più che esserci, che poi, in passato, l’abbiano elettrochoccata un 35 volte è vero. Niente da togliere a quel suo disagio, a quel periodo di enorme dolore. Invece pare bufala quella che di recente le abbiano staccato il gas per paura di un suicidio, del resto è sempre seguita giornalmente da volontari della Caritas e da più di un amico/a, si sposta sempre con autista e si becca dai 600 agli 800 euro come gettone di presenza là dove va. Che a suo tempo abbia patito nulla da dire, ma che adesso sia povera è leggenda metropolitana. Poi, se uno si vuole suicidare, pensate che basti staccargli il gas? Forse anche per questo, negli ultimi anni, Luzi cominciò ad avere dei ‘sospetti’ a riguardo di Alda. Diciamo, anche, che la Merina, interpellata, mai appoggiò la candidatura al Nobel del suddetto… e si sa come poi finiscono le rogne fra poeti. Cmq anche a me la produzione di Luzi non piace in toto, però l’ho sempre ammirato per una sua coerenza di tipo fideistico-morale (con la quale si poteva essere più o meno d’accordo, ovviamente, ma per cui e in cui ha sempre vissuto).
Grazie a voi, magici.
Franz
p.s.: Renato Mambor (Roma, 1936)è un pittore poco conosciuto ma a mio avviso importante, esponente di quella corrente della pop art italiana anni 60 assieme a Schifano, Festa, Angeli, Pozzati ecc. Non si trovano molte opere in rete; peccato, perchè alcuni sui quadri sono secondo me geniali. Al centro dei suoi soggetti c’è sempre l’uomo, che cerca se stesso, un pò come l’uomo di Luzi, Luzi stesso, poeta eccelso, per me una specie di scialuppa di salvataggio.
Bravo, Franz, anche per Mambor. Vero quel che dici. Artista tutto da rivalutare. Ottima scelta.
# 7 Marco. Sopra non volevo essere polemico nei tuoi confronti, spero tu l’abbia inteso, ma al fine mi è parso giusto dire come se la passa Alda. Il media televisivo ancora ci marcia nel volercela presentare come la ‘diversa’, la ‘barbona’, perchè fa audience, e questo per me è un male, si rischia, come dice Ariano, di continuare a proporcela come un eterno fenomeno da baraccone… cosa che non è (e mi dispiace che lei, a volte, stia al gioco)… non puntando, invece, sulla sua produzione poetica, che molto ho amato e che amo, e su alcuni valori umani che infine la contraddistinguono, il primo fra tutti l’operarsi per chi malato di mente.
@Gian Ruggero
Lo so che il tuo non voleva essere uno spunto polemico. La cosa che più mi ha sconvolto sulla Merini è stata quella di entrare in una libreria “sotto il po”, un paio di settimane fa, e di chiedere una sua raccolta. La risposta è stata: La Merini? chi è? cosa scrive? Forse che il fenomeno da baraccone sia confinato solo sui Navigli? 🙂
Un saluto
Marco
ma perchè si parla della Merini?
lei è semplicemente come vuole essere, libera.
# 13. Che storia! E dire che è il poeta più venduto in Italia. Cmq se me lo dici ci credo e ne resto basito. Quello era un libraio che conosceva solo Guareschi… Don Camillo e Peppone.
# 15. Carla, condivido, nulla da dire. E’ sempre stata libera, così come di scegliere, resta il fatto che, molte volte, per chi non ne conosce le capacità letterarie e il bagaglio intellettuale che esprime, può/potrebbe sembrare un ‘fenomeno’. Tutto qui. Si parla della Merini a mio avviso perché è una delle ultime “grandi vecchie” della poesia italiana, non della generazione di Luzi, ma, cmq, della “vecchia guardia”. Certo non starei qui a dire più di tanto sulla Spaziani, seppure la sua “Giovanna d’Arco” mi sia piaciuta, ma la Spaziani è altra merce. La Merini c’è (anche se a volte ci fa 🙂 )
@Gian Ruggero che hai contro Peppone e Don Camillo? Io ci sono cresciuto coi loro film: li guardavo la mattina (quando ancora non andavo a scuola) con mia nonna (pace all’anima sua) mentre stirava o cuciva! 🙂 Poi più grandicello mi sono letto tutte le loro storie! L’anno prossimo qui a Parma e dintorni si festeggia il centenario della nascita: se vuoi venire… mi sa poi ci saranno anche buoni cibi emiliani e della Bassa… 😉
@Marco rimango anche io basito! So che la Merini vende moltissimo e, anzi, spesso sono seccato quando in alcune librerie trovo 10 libri della Merini e manco l’Oscar di Gatto(Alfonso) o altri…. 😉
Un caro saluto
Nulla da dire Luca… anch’io mi sono sempre divertito con il compagno e il prete… era perché Marco ha detto che la libreria era “sotto il Po”, cioè dalla nostra parte… d’Italia… tipico dire dei milanesi che considerano ‘terroni’ anche noi romagnoli 🙂 … ma “sotto il Po”, da noi in Romagna, appunto, significa “abitare adiacenti le rive del Po”… cioè “sotto gli argini del Po” ecco perché ho pensato subito a una libreria di Brescello 🙂
Gian Ruggero, mia mamma è nata a Lugo (romagnola DOCG) 😉 La libreria,in questione era a Piacenza!
a brescello duvivier girava il film, l’attore marsigliese non dormiva mai ed era nervoso e quello bolognese era preoccupato per il fratello pazzo che girava nei portici di bo vestito come un pagliaccio.
saluti
rs
# 19 Marco. Ma daiiiii… è una bubbola !!! Qual è il cognome di tua madre? Io sono nato a San Lorenzo di Lugo e ancora ci abito. Va a finire che ci ritroviamo parenti! 🙂 🙂 🙂
# 20 Ruggero. Sapevo del fratello bizzarro di Cervi ma non sapevo che Fernandel soffrisse d’isonnia… “ma guarda te”! :- /