Roberta torna da una giornata sull’handicap, lei è insegnante e nella sua scuola fa da referente per le programmazioni individuali mirate ai disabili.
Roberta è madre, è la madre dei miei figli. E’ andata di là, lui studiava sul divano, lei a chattare al computer. Li vedi come un dono immeritato, una grazia tolta ad altri.
E’ venuta sul terrazzo, dove io fumo una sigaretta. Vecchia abitudine, fumarne una insieme: lei ha smesso. Si è appoggiata alla balaustra e si è messa a piangere.
Il dolore innocente è lo scandalo degli scandali, e l’ossessione primaria del pensiero: se l’essere, il bello e il bene è forma, il deforme è un’accusa vivente al creatore. O la prova della sua inesistenza, e della casualità della vita. Un antidio da combattere, o una sorda ottusità coeterna alla materia del mondo, da redimere con la riprogrammazione scientifica. Fra poco ci siamo, dice Craig Venter, abbiamo riprodotto il cromosoma l’altro ieri, in laboratorio.
La gnosi è il risultato naturale del ragionamento naturale: se il dolore è senza colpa nè causa razionale, esso è il limite dell’essere. Tra i greci la gnosi non assume una dimensione religiosa, rimane implicita in un dualismo metafisico. Platone e Aristotele non facevano del male un Arconte malvagio perchè per essi l’essere è eterno, e gli bastava pensare alla periferia sempre più irrazionale della luce, la materia prima, in cui la forma fatica ad imprimersi e talvolta è soverchiata dal caso: errori di copiatura del DNA, direbbe Venter. Quando con la Bibbia l’idea di creazione diventa egemone, il male si identifica all’opposizione ostinata di un agente malvagio, che ha piantato le sue tende nella solidità materiale del mondo. Manichei, Catari, Alchimisti, hanno pensato di fuggire la materia o di redimerla, prima di Craig Venter. L’altro giorno su LPELS me la sono presa pure con Vito Mancuso, giovane teologo autore tra l’altro di “Il dolore innocente”, perchè se il dolore è senza colpa, sostiene lui, e Dio è a sua volta innocente del male, allora il male è il limite di Dio, e Dio è impotente. E’ una teologia fatta apposta per Craig Venter, destinata a probabile successo, non è teologia cristiana.
Il cristianesimo c’è perchè un tizio arriva e dice: si, ogni uomo a questo mondo soffre, e il Padre mi ha mandato per questo. Poichè non potete comprendere la giustizia di Dio, convertitevi al suo amore. Prende il dolore del mondo su di sè lasciandosi trattare come l’ultimo dei criminali e chiedendo a tutti di seguirlo non nella rassegnazione al male, ma nella fede nell’amore del Padre. Lui stesso sprofonda nell’oscurità dell’abbandono totale, di lassù dov’è inchiodato. Ma il terzo giorno risorge dai morti.
L’hanno visto, altri hanno creduto. La fede è il contrario della gnosi, perchè non è un sillogismo della ragione naturale: è fede nella potenza di ciò che è accaduto, e nell’invisibile volto del Padre, reso finalmente visibile dal Figlio.
Subito la gnosi è rifiorita nelle crepe del nuovo tempio, manifestandosi nelle innumerevoli divisioni che hanno lacerato la chiesa, finchè esse sono confluite nella più diretta e potente, lo scientismo contemporaneo, promosso da una tecnocrazia che ha preso il posto della massoneria sette-ottocentesca. Conclusioni gnostiche si possono trarre anche dall’antropologia di Girard (destinata anch’essa a grande successo in futuro): vittimizzare e punire, cose su cui la comunità umana trova compattezza, è il sillogismo naturale degli affetti. Preferiamo colpevolizzare o sentirci colpevoli che vivere nell’angoscia di un male radicale e imprevedibile perchè senza causa.
Cristo o la Gnosi, non c’è rimasto veramente altro sotto il sole del Terzo Millennio.
Ma se così stanno le cose, non un falso profeta dell’est, un barbaro dell’ovest o un fedifrago da Roma, ma la Gnosi è l’Anticristo.
Roberta ascolta quello che dico, niente di nuovo per lei, se n’è parlato spesso. Eppure non mi ferma, ha poggiato la testa sul mio petto, è la voce che le dà sollievo.
Grazie a Dio, abbiamo un cuore oltre a una mente: per questo i sillogismi non ci salveranno, ma nemmeno bastano a travolgerci.
Siamo uno vicino all’altra, due esseri umani su una zattera in via Cimabue 21.
(Immagine: Luca Signorelli, Crocifissione con S. Maria Maddalena, 1500)

immenso Valter.
La mia amica F sedici anni fa partorì per la seconda volta.Una dolce,bellissima bimba.
Inutile dire come spesso ci si riunisse a casa sua e tutte le attenzioni rivolte alla bimba.
Passano i mesi ma la bimba non riesce a tenere fra le sue mani nulla,tutti i giochini adatti
allo scopo rotolavano per terra. Io osservavo e dentro di me tremavo e stavo zitta.
Passano i mesi ,sei mesi,sette,otto,nove. La bimba non gattona.Zitta jolanda,chi sei tu per dire,
ma ero preoccupata.Dieci mesi ed esprimo alla mia amica qualche dubbio con tutta la delicatezza del caso.Si,forse,un po’ di ritardo,non tutti i bimbi hanno uguali tempi di apprendimento.
Passano ancora mesi fino alla diagnosi: sindrome di Rett.Ed ecco,vedo la mia amica ai piedi del
Calvario.Inizia la sua scalata mentre la fede va e viene tra un pianto nascosto e la rabbia,sacrosanta rabbia senza la quale,forse,non sarebbe riuscita a sostenere una tale croce.
I viaggi della speranza l’hanno vista assieme al marito girare attraversare bussare.
E trovare le parole consolatorie e partecipative diventava sempre più difficile.
Accettare per lei è stato difficile.Ogni tanto mi chiedeva dov’è Dio,perchè non mi aiuta?
Ma io potevo solo darle un muto e fortissimo abbraccio.
Sono trascorsi sedici anni ed anche se la mia amica ora è più serena,ha la consapevolezza di
aver fatto tutto ciò che umanamente le era consentito,la ricerca per questa sindrome è piuttosto
recente,ogni tanto leggo nei suoi occhi quel grido muto,quella fede che va e viene perchè la mia amica sa che sua figlia ,così dice la scienza,non vivrà più di quanto sia già vissuta.
Dimenticavo: http://www.prorett.org
grazie
jolanda
c’è un desiderio profondo di abbracciare tutte quelle bellissime bimbe, jolanda, e le loro madri e con esse F e la sua bimba, e dire loro che in qualche luogo (forse solo nel nostro cuore ma esso è ciò che di più vero e vivo possediamo) abita la speranza che tutto questo abbia un senso. ma la speranza non è certezza e a volte potrebbe non bastare e a volte non basta.
Elì Elì lemmà sabactanì?
Dio mio, Dio mio,
perchè mi hai abbandonato?
un abbraccio
elena f
un abbraccio anche a te Elena.Riferirò alla mia amica le tue parole.Le faranno bene.
ciao
jolanda
Vito ha la passione per la ricerca, è un entusiasta. bisogna lasciarlo lavorare. getta sassi nello stagno, costringe a rivedere, verificare, interrogarsi. mette in discussione. lo leggo e lo ascolto dal punto prospettico della mia esperienza di Dio, che mi ha tirato fuori dal dolore innocente e dal dolore colpevole, per questo non mi turba e non mi infastidisce. una volta ho fatto a Vito una domanda e mi ha risposto così:
Caro Fabrizio, mi scrivi se si può usare ancora la parola spirito. Penso di capire bene il senso della tua domanda, vista la consunzione a cui le parole sono legate a causa degli usi nei contesti più diversi che se ne fa. E più le parole sono importanti, più sono soggette a questa inesorabile inflazione. Pensa a verità, bene, amore, Dio, libertà, cultura… spirito.
Ne viene che bisogna stare attenti a usare questa parola, perché appena la pronunci, senza aver condotto prima una necessaria (quanto inevitabilmente noiosa) explicatio terminorum, si accendono nella mente di chi ti ascolta delle immagini e delle idee che spesso non hanno nulla a che fare con quello che intendi. D’altra parte se ti metti a fare l’explicatio, hai già perso metà del tempo e la parte più fresca dell’attenzione di chi ti ascolta.
Ciononostante non conosco nessuna parola che possa sostituire il termine spirito. Perché, che cosa comunica di speciale questa parola?
E’ un po’ di giorni che sto in compagnia di Schopenhauer, la cui lettura considero benefica per la mente. E’ una persona onesta, chiara, vuole la verità, e poi sa scrivere. Cosa assolutamente non secondaria. Io ho una venerazione per lo stile chiaro e immediato. Penso che sia segno al contempo di onestà e di profondità intellettuale. Leggendo la tua domanda sullo spirito, mi è venuta alla mente questa frase di quel vecchio orso filosofico:
“Ogni sera, siamo più poveri di un giorno. Nel vedere scorrere questo nostro breve periodo di tempo potremmo diventar pazzi, se nel più profondo recesso della nostra essenza non vi fosse la segreta coscienza che ci appartiene la sorgente inesauribile dell’eternità, per poter rinnovare con essa continuamente il tempo della vita”. La frase viene da Parerga e paralipomena, vol. II, § 143; tr. it. di Mazzino Montinari, Adelphi, Milano 2003 (ed. or. 1851), vol. II, p. 372.
Che cos’è il profondo recesso della nostra essenza? Come parlarne? E come parlare della segreta coscienza che esso contiene e che ci dà la forza non solo per tirare avanti, ma per vivere con virilità, coraggio e anche un pizzico di gioia leggera? Lo spirito, ecco il punto, non è solo coscienza o sapere, è anche coraggio, è anche una forza. Il pneuma dei greci, soprattutto degli stoici, è sempre connesso con il fuoco, non tanto con il fuoco come uno dei quattro elementi primordiali, ma con ciò che è ancora prima di loro, il soffio igneo, l’energia primordiale. Lo spirito è il legame più intenso tra noi e il flusso primordiale della vita da cui veniamo e al quale torniamo. Io penso che il termine spirito dica la totalità della vita, la coscienza di vivere e insieme la gioia di essere vivo. Non è solo qualcosa di intellettuale, ma di integrale, di vitale. Ma quante altre cose mi vengono in mente…
Ciao, Vito.
Ciao Fabry, e grazie per avere risposto alla mia richiesta di una teologia cristiana con una bella perorazione del fuoco Eracliteo.
Se nell’abbraccio della carità la distinzione è un’impedimento, in teologia è essenziale. Ma ormai qui siamo proprio alla deriva.
non c’è di che, Valter. dovere.
Travolta dal pathos della lettura ho dimenticato di ringraziare FK e Binaghi.Chiedo venia.
A Fabrizio vorrei chiedere cosa ne pensa della ricerca sulle cellule staminali e quali parole
donerebbe alla mia amica F.
Ancora grazie
jolanda
Grazie, Valter. E grazie a Franz per aver pubblicato questo pezzo.
(un abbraccio a Jolanda, alla sua amica, a Elena: leggervi mi ha fatto male e bene allo stesso tempo)
Quante di queste storie terribili esistono… Quanti di noi pensano “a me non capiteranno mai”, e poi se ne ritrovano protagonisti assoluti. E solo allora ci si rende conto della pochezza della scienza, dell’indifferenza dei grandi interessi. Le malattie genetiche sono infinite, colpiscono così poche persone ognuna(ma diglielo, tu, a quelli colpiti, che sono così fortunati…) che la ricerca non vale la spesa. Così ci dicono. Perchè quegli esseri non sono considerati sufficientemnte umani da perderci tempo e risorse.
Io non lo so se è giusto l’uso delle cellule staminali, mi è difficile pensare di utilizzare degli embrioni, che per me sono la vita, anche se ibernata, anche se sospesa. Sono delle vittime anche loro. Penso però che di fronte a queste tragedie la ricerca possa, debba, utilizzare più strade, altre strade. Perchè la nostra esistenza è già difficile di per sè, sebbene ricca di gioie, e perchè, per quanto se ne dica, per quanto Uno abbia portato la croce, è giusto cercare di alleviare la sofferenza. Anche quell’Uno lo ha,umanamente e giustamente, richiesto.
il dolore innocente non esiste perché il mondo è colpevole. i bambini sono la perfidia dell’innocenza, per es. l’educazione-stratagemma tampona, la condivisione dà l’illusione della fratellanaza, la cultura “crea” cenacoli colti sul fallo da estirpare con l’intelligenza, ma è illusione. solo la solitudine del dolore è l’unica verità inalienabile dell’umano, ecc.: IN VERSI, potrebbe essere suonare così:
*
una gemma di polso un’ernia in più da rendere
sotto lo steccato pronubo di cenere
la morte vieta carica di senso
al nonsenso stesso del senso
e la distanza querula del vento
dove se fosti un amante tanto
non ti chiuda brevetto la bestemmia
*
pensa, valter, sono gli ultimi versi/versacci che ho captato/i!
Binaghi non si smentisce mai!
Jolanda, le parole vengono guardando negli occhi, lasciandosi guidare da qualcosa o qualcuno che ne sa più di noi. per la staminali il discorso è lungo: con una battuta, più si rispetta la vita, più si trovano soluzioni che la salvaguardano da tutti i punti di vista.
Grazie per la risposta Fabry
jolanda
Post consapevole e doloroso. Complimenti.
Bisogna sapere, non fare come lo struzzo ..bendarsi, per apprezzare, essere grati per quello che si ha, per quello che si è.
Proprio ieri ho fatto una foto a due bambini, con problematiche serie, a scuola, che..non si sa per quale regola.. sono felici di stare vicini, e giocano e si abbracciano, trasmettendo tutta la loro tenerezza a chi riesce a leggere il sorriso nei loro occhi.
E’ vero. Per chi ha fede, un tizio è arrivato e ha detto così e così. Chi ha fede ha tutto il diritto di convertirsi all’amore di Dio e di affidarsi completamente a Lui, riconoscendo in tal modo i propri limiti. Egli sa di non avere la forza per riuscire a capire, per comprendere il dolore e per collocarlo nell’ambito dell’esperienza umana. Amen. Chi non ha fede, però, e non riconosce limiti (se non quello di non nuocere agli altri), e vive il dolore dell’umanità intera sulla propria pelle e ne soffre, ha uguale diritto, per cercare di lenire quel dolore, di affidarsi alla propria conoscenza e all’ampliamento dei propri orizzonti. La ricerca è per lui perfino un dovere. Parlare di tecnocrazia e massoneria scientista dunque è quanto meno presuntuoso, perchè in questo modo ci si arroga il diritto di stabilire a priori i fini della scienza.
il diritto di stabilire a priori i fini della scienza.
è sacrosanto, esattamente come quello di sapere dove mi conduce l’automobile su cui sono passeggero, e rispetto al quale la comodità dei sedili e la velocità raggiungibile sono del tutto secondari.
da interventi come quello del signor Galosi si evince facilmente che lo scientismo è una (pseudo) religione.
o che la religione è pseudo-scienza…
La scienza è ricerca. Per il bene dell’uomo. Il male che può derivarne può dipendere solo dalla cattiva coscienza di chi cerca. O dalla sua “ingenuità”, di cui prima o poi si pente pubblicamente. Se il mondo è stato creato da Dio, allora anche il male che vi si annida è una sua diretta promanazione. In questo caso Dio non è innocente, o infinitamente buono, o infinitamente giusto. Se Dio invece non c’è, combattere il male spetta all’uomo giusto. Ma poichè il credente, affidandosi a Dio, ha rinunciato alla propria autodeterminazione, dunque alla propria coscienza, l’uomo giusto (colui che negli atti esprime la sola propria volontà) non può che essere l’infedele.
La scienza è ricerca. Per il bene dell’uomo.
Quale uomo? L’adulto fruitore o l’embrione manipolato?
Se il mondo è stato creato da Dio, allora anche il male che vi si annida è una sua diretta promanazione.
Se Dio è quel che si pensa che sia, questa frase è priva di senso.
Se Dio invece non c’è, combattere il male spetta all’uomo giusto.
Quale concetto di giustizia? Tipo proteggere i panda dall’estinzione e garantire l’aborto libero alle fidanzate piccolo borghesi?
Poichè il credente, affidandosi a Dio, ha rinunciato alla propria autodeterminazione, dunque alla propria coscienza, l’uomo giusto (colui che negli atti esprime la sola propria volontà) non può che essere l’infedele.
Falsa la premessa, falsa la conclusione.
Buon pomeriggio.
Buon pomeriggio a lei.
“Quale concetto di giustizia? Tipo proteggere i panda dall’estinzione e garantire l’aborto libero alle fidanzate piccolo borghesi?”
Che forte che sei Binaghi! mi piace quando metti questi particolari narrativi (“fidanzate piccolo borghesi”) per puntellare ancor più il tuo moralismo. e bada che non sono sarcastico, e non voglio che “moralismo” sia qui inteso in accezione negativa. ti apprezzo perché il tuo pensiero è monolitico, invece io sono sempre in cerca, traballo a destra e a manca, come un funambolo sulla corda di poche e caduche certezze – tu diresti “cattiva filosofia”. Ma ci sono cose che non vanno, ad esempio: 1)aborto: secondo me c’è lassismo nella concessione di tecniche abortive alle donne che le richiedono; si dovrebbe essere più rigorosi nell’applicare la legge, questo sì, e fare tuttavia politiche estensive sugli anticoncezionali per evitare l’aborto: la chiesa cosa fa in questo senso? i valdesi la pensano altrimenti 2) “manipolazione di embrioni”: il termine “manipolazione”, piuttosto frankensteiniano, sembra nascondere chissà quali nefandezze, invece si vorrebbe, e in questo paese non si può, selezionare l’embrione sano in caso di gravissime malattie, e non in altri casi (non è la selezione di caratteri tipo altezza, bellezza, intelligenza, caratteri che non possono essere selezionati perché frutto di una varietà di combinazioni geniche insondabili). Ad esempio, la sindrome di Down non è una grave malattia, credo che si possa definire un modo diverso di essere al mondo, e credo altresì che sia profondamente immorale abortire un feto “affetto” da questa sindrome. Ma esistono malattie terribili, ad esempio appena compatibili con la vita, oppure, per una serie fortuita di circostanze, combatibili anche con una lunga vita di stenti e sofferenze, anche per i familiari. Si vorrebbe solo ridurre il dolore di tutti, nient’altro.
“Ma ci sono cose che non vanno, ad esempio: 1)aborto: secondo me c’è lassismo nella concessione di tecniche abortive alle donne che le richiedono”
C’è dell’altro. Ben più grave. All’ospedale di Ascoli Piceno, ad esempio, i medici sono tutti obiettori di coscienza. Questo vuol dire che una donna che abbia intenzione di abortire, cioè che intenda far valere dei diritti a lei riconosciuti per legge, debba farsi 30 chilometri di macchina e ricoverarsi a San Benedetto del Tronto. Lo sfacelo è questo.
C’è lo sfacelo delle istituzioni.
Poi c’è lo sfacelo morale.
Infine, collegato a questo, quello intellettuale.
Che consiste per esempio nel saltare continuamente dall’uno all’altro di questi livelli.
La cosa che a me interessa affermare qui è che la scienza non decide e non deciderà mai un bel niente, per la semplice ragione che la scienza è un predicato, non un soggetto.
Chi decide è sempre l’uomo, la comunità politica, mossa dal principio religioso della sacralità della persona senza se e senza ma o da quello mondano della sacrificabilità degli uni nell’interesse degli altri.
La comunità politica decide in base ai principi religiosi solo nei paesi musulmani e in Italia.
La comunità politica decide in base ai principi della maggioranza, almeno in democrazia. Se i suoi argomenti non sono diventati maggioritari significa che non sono abbastanza persuasivi.
Signor Galosi, prenda su i suoi gagliardetti e la mummia di Rita Levi Montalcini e si dia da fare.
…gagliardetti?! Anche i labari e le insegne? Beh, che nel vero si cominci a ri-ragionare? 🙂
Signor Binaghi, si tranquillizzi, mi sto dando da fare dal 1983, e senza bisogno di sventolare bandiere. Evidentemente, come dice lei, i miei argomenti non sono abbastanza persuasivi. Nemmeno quelli di Rita Levi Montalcini, suppongo, che ad onor del vero, da persona squisita e gentile, non avrebbe da ridire sulla sua folta capigliatura. Pazienza. Si persevera.
Con la scienza non si scherza, non c’è moralismo che tenga. Fino all’altro ieri hanno dato torto a Galileo, ma il mondo è andato avanti lo stesso, non è rimasto di certo immobile al centro del “loro” universo. E così sarà anche per la genomica e le scienze mediche – grazie alle quali vivremo tutti meglio – anche se i nostri giovani ricercatori continueranno a ricevere pesci in faccia al posto di risorse, nel paese che diede i natali alla scienza e che la cecità di una classe politica ignorante e fuori del tempo sta condannando – senza possibilità di scampo – a una nuova terribile Argentina. E altri Nobel per la medicina saranno assegnati ai nostri connazionali all’estero, costretti a farsi la valigia perché qui da noi l’embrione non si può “manipolare”. W l’Italia illusa e bacchettona! Di cosa possiamo vantarci noi italiani, qual è ormai il nostro primato? Seguitiamo a vivere di rendita, siamo rimasti al Rinascimento. Orde di professorini in cattedra ci inondano con le loro prediche, quando ogni ragazzino imberbe salta come un furetto su internet e wikipedia e in un microattimo ne sa più di loro. Hanno perso il primato e si ostinano a non saperlo. Perché il potere piace, eccome se piace! Soprattutto quello che si esercita sull’altrui coscienza. E non lo mollano, rimangono avvinghiati all’osso della loro ingordigia, e non cedono neanche se li ammazzano. W l’Italia che sta colando a picco in quel mare che una volta era “nostrum” e ora è poco più di uno stagno puzzolente, e sta per morire anche lui, infettato da questo nuovo medioevo di ipocriti mercanti bacchettoni. Sono già morti e non se ne accorgono, drogati da un ego gigante che vendono al prezzo dello spirito!
Condoglianze.
Pasquale Giannino (UOMO VIVO)
Giannino, si vede che a lei il pesce fetente l’attira come una leccornia, visto che non si perde uno dei miei post!
Anche il potere sulle altrui coscienze deve farle gola, visto quanto rosica per il mio presunto di professorino.
Perchè non si trova qualche altro pulpito per le sue prediche positiviste? O, per maggiore visibilità, non s’immola sulla pira del suo eroe del libero pensiero Giordano Bruno, togliendosi finalmente dai miei coglioni cattolici?
Dal 28 in poi quasi tutta la nostra italietta è rappresentata: il fasciomanzoniano, l’abortistagalosiniano, l’anatemistagianniniano, l’integralistabinaghiano. Mancano, all’appello, un qualche rimasuglio comunistiano e un gayano di turno poi abbiamo fatto il pieno. E che l’ano impazzi strapazzi scodazzi W l’ITALIA e queste menti tra i denti pensanti!
Se la mia amica F avesse fatto l’amminiocentesi e le avessero prospettato il quadro generale della situazione,forse in nome di quel “libero arbitrio”,avrebe potuto decidere il da farsi da sola,essendo la stessa persona sensibile e intelligente.E qualunque fosse stata la sua scelta,
andava sicuramente rispettata. Così non è stato e giocoforza si è trovata poi a fare i conti con un qualcosa a lei completamente sconosciuto.Lasciato l’insegnamento,era ancora alle prime battute,si è dovuta dedicare completamente alla bambina,giorno e notte,notte e giorno,giacchè in tali frangenti non c’è né stato né chiesa,ma solo la responsabilità e il grande cuore di madre.
Io credo che bisogna lasciare la libertà all’individuo di battersi o no il petto in solitudine:
uomo e Dio da soli in un colloquio muto dal quale,ne sono certa o almeno lo spero,scaturirà una
possibile risposta ai dubbi o alle colpe,se di colpe si può parlare.
La chiesa non è Dio e farebbe bene a occuparsi di altro e lasciare problematiche come il divorzio
o l’aborto a chi è direttamente interessato.All’aborto non ricorrono soltanto giovanette borghesi,ma donne vittime di violenza,comprese suore,donne con gravi malattie e così via.
Certo che io come donna e madre mi sono sempre battuta per la prevenzione,fin dove si riesce a
prevenirla facendo un po’ mia la regola di San Giovanni Bosco “prevenire piuttosto che correggere”,ma non mi sono mai posta a giudice di nessuno,perchè,come ho già detto,i conti amo
farli solo con Lui sperando che mi stia a sentire.
cari saluti
jolanda
La chiesa non è Dio e farebbe bene a occuparsi di altro e lasciare problematiche come il divorzio o l’aborto a chi è direttamente interessato
E il precariato e la schiavitù a chi è direttamente interessato
E lo stupro o l’omicidio a chi è direttamente interessato
Cioè la Chiesa farebbe meglio a non esistere, a non avere voce, neanche per chi non ha voce.
Chissà Giannino com’è contento.
B inaghi non amo essere fraintesa,forse non riesco a spiegarmi bene.
Non amo aggiunte come quelle che lei ha scritto che non mi appartengono in alcun modo.
Semplicemente,molto semplicemente,penso che la legge della chiesa non è uguale alla legge di Dio.
E prima di sparare a raffica sui poveri cristi,la chiesa,i suoi ministri in tutta la gerarchia,dovrebbe non conoscere i problemi della gente,ma addirittura trasferirsi nelle case,dentro i molteplici problemi delle famiglie e toccare con mano ciò su cui si scaglia.
Questo varrebbe anche per i politici.
Cosa c’entra Giannino con me?
Se proprio vuole saperlo le sto parlando da credente ma poco praticante e le dico che Dio perme
si trova ovunque,ma forse e dico forse,non si trova necessariamente tra coloro che in chiesa
si battono il petto e poi subito dopo non conoscono il significato dell’amore,della fratellanza,della solidarietà.
cari saluti
jolanda
Personal Jesus – Depeche Mode
Your own personal Jesus,
someone to hear your prayers, someone who cares
Your own personal Jesus,
someone to hear your prayers, someone who’s there
Feeling unknown, and you’re all alone, flesh and bone, by the telephone
Lift up the receiver, I’ll make you a believer
Take second best, put me to the test, things on your chest
You need to confess, I will deliver, you know I’m a forgiver
Reach out and touch faith
Reach out and touch faith
Your own personal Jesus, someone to hear your prayers,
someone who cares
Your own personal Jesus, someone to hear your prayers,
Someone who’s there
Feeling unknown, and you’re all alone, flesh and bone
By the telephone, lift up the receiver, I’ll make you a believer
Reach out and touch faith
Reach out and touch faith
Un bel Gesù personale, e un teologo al passo coi tempi.
Ecco di cosa c’è bisogno.
Mi scusi Binaghi ma a malapena riesco a interagire con la lingua italiana e col mio dialetto,non conosco alcuna lingua straniera per cui a parte le ultime due sue righe,non ho compreso altro;anche questo è uno dei miei tanti limiti.
La saluto
jolanda
Vai Valter! Duri e puri! Questa la posizione.
Penso che Giannino e Galosi replicheranno con un carico da 11… me lo auguro, così da mettere a confronto fino in fondo le posizioni.
# 32 Giordano. Mancavi solo tu, in effetti, a raccontarcela. In che categoria ricadi? Nei liberi-ani? Lo sai che battono anche bandiera (i liberi-ani)?… la mettono solitamente in poppa ai loro carghi… e tu, in quelle stive, sei solo merce avariata.
Car GR, duro non per far fale, puro purtroppo non sono, ma nemmeno confondere carità con sentimentalismo e spacciarlo per cristianesimo aggiornato. Ecco, questo no.
Condivido, vecchio mio, e tu lo sai bene.
Binaghi-Manzoni,lo so che vi saresti aspettati Giannino e Galosi,invece sono soltanto io,una sciocca che pensava di dialogare. Ma poichè continuate ad usare un linguaggio verticale,io mi ritiro in contemplazione dell’orizzonte.
cari saluti
jolanda
Jolanda, il contenuto del post era: di fronte allo scandalo del dolore, cosa è teologia cristiana e cosa non lo è. La teologia non è materia di conversazione, ma di giudizio.
Intoppi che tarpano sogni, che decidono il procedere di più vite. Teologia cristiana è accettare, ma la disillusione ..la disperazione può essere dietro l’angolo. Il ‘giudizio’ è fin troppo facile se non si è coinvolti in prima persona.
A Jolanda: non sei una sciocca, avevi solo bisogno di confrontarti. Un abbraccio
Un abbraccio orizzontale Rina mentre continuo a contemplare l’orizzonte. Grazie.
jolanda
Mi hanno colpito, in questa discussione, sia la posizione netta di Binaghi, sia la semplicità disarmante di Jolanda. Entrambe le posizioni hanno un che di lecito, entrambe lasciano spazio alla riflessione e ho provato, eccome se ci ho provato, a riflettere e trovare qualcosa da dire.
Molto difficile. Jolanda mi trova d’accordo quando afferma che la Chiesa, almeno questa Chiesa, non è Dio; e non è una considerazione sciocca. Ho lavorato per la Chiesa, la gerarchia intendo, e non l’ho trovata diversa dalle Banche, dalle Multinazionali, dai Militari. Persino troppo simile.
Valter mi trova d’accordo quando avversa uno ‘scientismo’ diffuso che, spesso, di scientifico non ha nulla se non la ricerca di consenso politico, soldi e potere.
Allora come fare? Spingere le ragioni della Chiesa, intesa come gerarchia, al confine estremo oppure sostenere lo ‘scientismo’ al di là di limiti comprensibili, confidando nella serietà degli scienziati?
Fosse per me farei sedere sia la gerarchia della Chiesa, sia gli scienziati, a un tavolo da Black Jack e lì, senza regole, li obbligherei a giocarsi le loro convinzioni, una dopo l’altra, fino a lasciarli nudi; senza più nulla da convincere e osservarli mentre si alzano, spogliati di tutto, e obbligati a ricominciare. Da zero.
Blackjack.
si, balckjack, ed entrambi en arkè troverebbero o logos kai sarx egeneto, una carne nuda e crocifissa, un logos muto, ammutolito e forse per questo così eloquente.
buonanotte
Ma chissenefrega dei maneggi della gerarchia?
La teologia è la pretesa di rendere il più possibile esplicito il contenuto della Rivelazione. Ciò che le si chiede è di essere spiritualmente fedele al medesimo, e di parlare il linguaggio del proprio tempo senza condividerne le aberrazioni.
La teologia è certamente secondaria rispetto all’esperienza di fede (“malo habere compuntionem quam cognoscere eius definitionem”, dice Tommaso da Kempis), ma la partecipazione emotiva senza una guida teologica, cioè un magistero che assista il credente nell’interpretazione delle Scritture, è culturalmente nefasta, perchè opponendo un frammento della Parola a un altro può giustificare ogni strumentalizzazione della Rivelazione in favore degli idoli mondani di cui ogni epoca trasuda, e delle debolezze psicologiche dei soggetti, che provano a forgiarsi un Gesù personale, a proprio uso e consumo. Per questo la Tradizione in teologia è una bussola da non perdere mai di vista, e un’approccio sperimentalistico è del tutto improprio in questa materia.
Giocatore,se riuscirai nell’intento,lascia un posticino anche per me affinchè anch’io possa
osservarli mentre si alzano,spogliati di tutto…..
un saluto dall’infinito orizzonte
jolanda
Gesù è stato un rivoluzionario, odiato dai molti che difendevano posizioni irrigidite per motivi di convenienza, di potere, di orgoglio sociale. ha messo in crisi le istituzioni, testimoniando che la vita va vissuta e giocata fino in fondo. qualsiasi forma di sicurezza esteriore gli era estranea. stavo finendo di preparare il commento alla pagina del fariseo e del pubblicano: uno shock, per quei tempi, anche se con i secoli sono riusciti a neutralizzarla. l’unica risposta al dolore è la vita: rischiare tutto, non difendere nulla, perchè ogni possesso si vendica, prima o poi. siamo fatti per donare.
Non difendere nulla? Neanche per i piccoli?
Quelli che non hanno difese? Quelli che vengono continuamente sedotti a destra e a manca e sono come pecore senza pastore?
Non è a loro che serve più che a tutti una guida sicura, non sperimentale?
Ho letto il post ma ho fatto l’errore di leggere i commenti.
Capita.
Il tema era così forte…
Il dibattito l’ho trovato sgradevole.
Opinioni, opinioni, le mie.
Solo questo.
sono d’accordo in toto e cotugno con marcosimonelli.
io tra l’altro ho letto solo i commenti.
saluti, nonostante loro
rs
salvo jolanda catalano e il suo “abbraccio orizzontale”.
ottimo e, chiaramente, abbondante.
saluti, di nuovo
rs
di recente ho conosciuto un diacono, un omone alto quasi due metri, “duro e puro”, come dice Gian Ruggero, di una ruvidezza inquietante. nulla di evangelico si intuisce dal suo dire, sono la sicumera di chi ha la verità. la parrocchia che frequenta, sotto casa mia, è “amministrata” da un parrocco, un sardo che una volta venuto in continente, come ebbe a dirmi qualche giorno fa, è stato tirato per i capelli da Gesù Cristo. Anche lui è rigoroso e autoritario, quando parliamo di fede, ma assolutamente umano e compassionevole in altre circostante. Il diacono quando lo sente parlare gioca con l’annello che ha al dito, nervosamemte: forse vorrebbe indossare anche lui quella veste, forse non ha avuto il coraggio – si è sposato, ha figli-, forse per questo è un “duro e puro”.
Penso che una fede, qualsiasi fede, che abbia bisogno di commisurare ogni gesto, ogni pensiero e ogni sentimento dell’esistenza sul dettato scritturale, sia aberrante. Da libera opzione dell’uomo che si sente chiamato, si trasformerebbe immediatamente in negazione di quella stessa libertà che la sorregge e giustifica.
Francesco, tanto per fare un esempio, rinveniva il senso del divino nel divenire dei giorni e delle cose, nella vita che si dispiega e si fa segno leggibile del mondo.
Così, solo una riflessione buttata là, in un mattino più nebbioso degli altri.
Un saluto alla carissima Roberta.
fm
Caro Francesco, una fede che non si preoccupa di tracciare il perimetro del proprio oggetto è pura e semplice credulità.
Il perimetro del proprio oggetto, nella fede delle religioni rivelate, è la Scrittura. In caso contrario, ognio slancio sentimentale, in quanto autentico, è vero: questo a mio avviso è romanticismo deteriore. Niente di male per casalinghe e poeti ma qui, appunto, si parlava di teologia.
Egregio Solmi la ringrazio per aver salvato il mio abbraccio orizzontale,ottimo non so,ma
abbondante sicuramente.
Sempre dal mio orizzonte
jolanda
E allora scusa l’intrusione, Valter, perché credo di non avere il “fisico del ruolo”, come suol dirsi. Ma ciò non mi impedisce, comunque, di lodare l’uso sempre accorto che fai di certe categorie (sociologiche?), in questo caso, giustamente accomunate, quella dei “poeti” e delle “casalinghe”. Della serie: le cose serie agli studiosi: i.e.: la teologia ai teologi.
A me rimangono un paio di miserrime certezze (purtroppo non suffragate da nessuna “auctoritas” di riferimento). La prima: che se dio esiste, cosa della quale dubito fortemente, sta dappertutto, tranne in un luogo: nelle dispute dei teologi. La seconda: che devo ancora lavare i piatti della cena di ieri sera, fare il bucato, stenderlo ad asciugare, rammendare, rassettare, spazzolare e scopare.
fm
p.s.
“… qui, appunto, si parlava di teologia”: grandioso…
Dottor Binaghi, lei mi sta dicendo di essere spiritualmente fedele alle Scritture? Me lo lasci dire, rimango a bocca aperta. Perchè, vede, nonostante si sforzi di tirar fuori a ogni discorso il tizio che ha detto così e così, si dimentica sistematicamente di seguire il suo esempio. Non porge l’altra guancia. Ciò è disdicevole, lo ammetterà, sebbene si possa comprendere fin troppo bene per uno che hanno mosso i suoi primi passi in “Lotta Continua”. Non c’è niente da fare. Ci sono persone che trovano sempre il tempo e l’occasione per cambiare le proprie idee, ma la scorza da combattente no, quella sono destinati a portarsela dietro fino alla tomba. E’ inevitabile, è un marchio indelebile.
Lo sa? Piuttosto che cristiano, lei mi dà l’idea del “cristianista”. E’ così che li chiamano, no? Politici, giornalisti, scrittori, accademici e preti per cui il Cristianesimo è innanzitutto una scelta politica militante. Contro l’Oriente (cioè Islam e Comunismo). A sostegno della politica economica e militare degli Stati Uniti. Per la società imprenditoriale e per un Occidente non molto ben definito, ma ottimamente armato e con il diritto di aggredire chiunque, ovunque, e in qualunque momento. Come tutti i cristianisti è pronto a sfogare la sua aggressività su quelli che provano a confutare certe teorie. Ma è normale anche questo. Come tutti i cristianisti lei ambisce a diventare l’intellettuale geniale, colui che in virtù della propria intelligenza riempie lo spazio vuoto della cultura a destra, deciso ad occupare le poltrone giuste nelle redazioni di certi giornali, le tribunette medianiche e i dintorni del dileggio sistematico. C’è poca gente capace di farlo, mi creda, ci sono i professorini rampanti (preferibilmente ex sessantottini) come lei, gli ex cantanti punk come Giovanni Ferretti, le piccole icone del trasversalismo moderno. Sono perfino sicuro che riuscirà a farcela, sa? Lei ha poche invidiabili qualità, ma non le mancano certo la cultura e il carisma per raggiungere certi obiettivi. Che altro dirle? Buona fortuna.
binaghi lei ha ampiamente offeso poeti e casalinghe,COME SI PERMETTE?
E come si permette di parlare,lei così spiritualmente povero,di teologia?
scenda dal piedistallo altrimenti potrebbero venirgli le vertigini.
un caro saluto ugualmente
jolanda
Mi spiace deluderti Gian Ruggero (# 38) ma qui non ci sono posizioni da confrontare. Qui c’è solo il sangue versato, fra gli altri, da Socrate, Cristo e Giordano Bruno. E orde di fanatici che vivono su Marte anziché sulla Terra e hanno il culo al posto della faccia e si “vendono” per cristiani. Si vergognino! E vadano a lavorare in fabbrica anziché gonfiarci le palle con le loro minchiate piccolo-borghesi!
E ancora una volta, Fabry (# 49), ci hai mostrato cos’è il cristianesimo di cui tanti invasati frustrati sconfitti dalla vita si riempiono la bocca sputando odio invece che amore. Te l’ho già detto ma te lo ripeterò fino alla nausea: mon ami, je t’aime à la folie!
Valter Binaghi (# 31) inizia a pregare, le nanotecnologie ti sommergeranno: trema! Professorino pseudocattolico fitusu di ‘sti cugghiuna!!!
Chiedo scusa ai “puri” di questo blog (quelli veri), ma almeno io non vado a dire in giro che sono cristiano.
Pasquale
Io mi limito ad osservare che post come questo, esplicitamente rivolti a chi vuol riflettere sul dato di fede, si riempiono misteriosamente di non credenti, positivisti o poeti che siano, che dettano la linea su come si debba intendere la fede medesima.
Questo, per l’appunto, perchè la teologia è latitante e quindi ognuno che intimamente la disprezza ne contrabbanda una propria.
Poi osservo anche che chi versa fiumi di esegetico inchiostro sulle sottigliettzze della parola poetica di Caio o Sempronio da Canicattì trova insulso che altri si soffermino sull’esegesi della Scrittura. Ma, ripeto, è la latitanza dei maestri che rende il volgo saccente.
Infine, caro Francesco, la tua esibizione di domestiche incombenze a uno che si fa il culo come e più di te, è francamente fastidiosa.
Giannino, le nanotecnologie mi hanno già sommerso.
Tu ne sei un indiscutibile prodotto.
Evitiamo che è meglio
jolanda
@Galosi, io sarei:
A sostegno della politica economica e militare degli Stati Uniti.
Non è che uno deve per forza leggersi tutto quello che ho scritto, ma se per caso lo farà, credo che si darà dell’asino da solo.
Quanto al porgere l’altra guancia, mi piace, se serve a convertire il violento, meno se a soccombere al male.
Questo episodio comunque, lo leggo più come: fuori i mercanti dal Tempio.
@Jolanda
Il piedistallo non è il mio, quello che sostengo non è farina del mio sacco. Non ho alcuna ambizione di contrabbandare opinioni personali. La teologia cristiana è una tradizione bimillenaria.
Anche la tua spocchia, Valter, è fastidiosa e finisce per essere volgare, visto che ultimamemnte non perdi occasione per dare del mentecatto, in modo esplicito o implicito, a chi non ha avuto il privilegio di approdare alle “tue” verità. Soprattutto quando, insultando gente di cui non sai niente, (niente: capisci?) scrivi perle come queste che seguono:
“Io mi limito ad osservare che post come questo, esplicitamente rivolti a chi vuol riflettere sul dato di fede, si riempiono misteriosamente di non credenti, positivisti o poeti che siano, che dettano la linea su come si debba intendere la fede medesima.
Questo, per l’appunto, perchè la teologia è latitante e quindi ognuno che intimamente la disprezza ne contrabbanda una propria.”
Chi ti ha dettato la linea? E quale? Se hai bisogno di un pubblico plaudente (visto che hai mandato a ramengo, poco sopra, anche Fabrizio che, forse, in questo campo, in cui tu ti diletti, ne sa qualcosa più di te) questa discussione te la fai in salotto e non in un luogo pubblico come un blog.
Io ho solo espresso una mia considerazione, nata tra l’altro da una riflessione mia sulle esperienze che nella mia vita ho avuto con le stesse persone con le quali, meritoriamente, lavora anche colei che ti ha ispirato il post. Perché prendi tutto come rivolto alla tua persona? Cos’è questa sindrome da accerchiamento? Cosa fai, adesso decidi tu chi è degno o meno di intervenire in un post? Ma ti rendi conto che non fai altro che appiccicare etichette, una più spregiativa delle altre, a chiunque osi soltanto profilare un pensiero altro dal tuo? Hai letto le risposte che hai dato a Jolanda, tanto per non fare nomi?
Rilassati, Valter. E pensa che, non più tardi di un paio di mesi fa, eri quello che gridava a più non posso sull’inutilità di fare discorsi “seri” (sic!) sui blog. Hai cambiato idea? Non puoi trattare a pesci in faccia chi ti porta la testimonianza del proprio dolore e dei propri rovelli, della propria ricerca. Credi di avere il monopolio anche su questo?
Rilassati, Valter, e lascia che sia altri, se mai esiste, a giudicare i vivi e i morti.
fm
p.s.
Vado a lavorare, se no, per colpa tua, mi licenziano pure…
Statt’ bbuòn, guagliò.
OK FM,tutto OK.
Vado a cucinare altrimenti le mie graziose signorine non potranno assaggiare i miei manicaretti.O
Orizzontalmente vicina
jolanda
# 59 Galosi. Fondamentale questo passaggio (quello fra parentesi è mio – e rispondo per Binaghi): “Lo sa? Piuttosto che cristiano, lei mi dà l’idea del “cristianista” (interessante; cristianista: colui che usa il Cristo per imporlo-imporsi, quale spada e scudo… posizione altamente marziale). E’ così che li chiamano, no? Politici, giornalisti, scrittori, accademici e preti (metterei anche militari) per cui il Cristianesimo è innanzitutto una scelta politica militante (per la quale si è pronti anche a morire) contro l’Oriente, cioè Islam e Comunismo (verissimo). A sostegno della politica economica e militare degli Stati Uniti (questo no… siam fin troppo europeisti e gli yankee non ci sono mai andati a genio). Per la società imprenditoriale (questo no, siamo per il popolo, siamo sociali) e per un Occidente non molto ben definito (invece siamo ben consci di cosa sia, dove inizi e dove finisca il nostro Occidente), ma ottimamente armato e con il diritto di aggredire chiunque, ovunque, e in qualunque momento (vero… e siamo pronti). Come tutti i cristianisti è pronto a sfogare la sua aggressività su quelli che provano a confutare certe teorie (ovviamente – perché gli altri cosa fanno nei nostri confronti?) – poi: “Come tutti i cristianisti lei ambisce a diventare l’intellettuale geniale (forse già lo sono, a mio modesto parere), colui che in virtù della propria intelligenza riempie lo spazio vuoto della cultura a destra (magari! Visto l’ignoranza endemica della destra italiana… a parte un qualche nome qua e là sparso… Accame, Filippani Ronconi, Tarchi, Giovannini, Buscaroli etc.), deciso ad occupare le poltrone giuste nelle redazioni di certi giornali (no, non nei giornali, non contano un cavolo, qui si vuole andare in Parlamento e occuparlo in toto, per poi scioglierlo), le tribunette medianiche e i dintorni del dileggio sistematico (per noi son solo volgarità, non ci appartengono). C’è poca gente capace di farlo, mi creda, ci sono i professorini rampanti, preferibilmente ex sessantottini come lei (mah!), gli ex cantanti punk come Giovanni Ferretti, le piccole icone del trasversalismo moderno (forse meglio dire post-moderno… e questo è verissimo, ma anche loro dovranno passare l’esame di ammissione… troppa gente che si sta riempiendo la bocca col Cristo, il Cattolicesimo, la Chiesa, il monachesimo, il sacerdozio, l’eremitaggio, il pellegrinaggio, l’anacoretismo, la teologia, la profezia… per tutti gli esami, belli tosti, poi si vedrà!).” 😉
# 61 Giannino. Beh, Pasquale, il carico l’hai cacciato sul tavolo: “E orde di fanatici che vivono su Marte anziché sulla Terra e hanno il culo al posto della faccia e si vendono per cristiani. Si vergognino! E vadano a lavorare in fabbrica anziché gonfiarci le palle con le loro minchiate piccolo-borghesi!” – poi: “Valter Binaghi (# 31) inizia a pregare, le nanotecnologie ti sommergeranno: trema! Professorino pseudocattolico fitusu di ‘sti cugghiuna!!!” (non male, Pasquale, anche il finale piacevolmente in dialetto, quando il dialetto è molto più esplicito, diretto, incisivo dell’italiano – ottimo – etnico – così ci si confronta, oggi, e non scherzo affatto – col coltello fra i denti e giù, che la terra richiede sangue per rigenerarsi). 😉
# 60 Jolanda. Scrive: “binaghi lei ha ampiamente offeso poeti e casalinghe,COME SI PERMETTE?
E come si permette di parlare,lei così spiritualmente povero,di teologia? scenda dal piedistallo altrimenti potrebbero venirgli le vertigini.” (vedi sopra – così ci si parametra orizzontalmente: occhi negli occhi, sguardo nello sguardo, pronti a fare fuoco) 😉
Bravi… bravissimi… cominciate a carburare. Sana palestra in attesa di quello che verrà. Duri e puri nelle vostre posizioni, ma spero pronti a coalizzarci quando giungeranno (e già son giunti) gl”infedeli’… sia infedeli nei confronti del nostro Dio sia nei confronti della nostra scienza… comunque avversari, nemici, della nostra cultura, della nostra tradizione, del nostro sapere, della nostra identità… e non ditemi, miei cari positivisti o moderati o umanitari o quel che siete che chi sta arrivando porta rispetto a voi e non a noi. Questi fanno di tutta un’erba un fascio (e non littorio) visto che per loro siamo bianchi, occidentali, tutti ricchi, tutti bastardi, tutti dalla lingua di serpente, tutti maiali-kafiri, tutti marci e via così (e lo sapete bene – nel vostro profondo, lo sapete, e se non avete gli strumenti per analizzare, lo sentite… vi sentite già il loro fiato sul collo… sono per le nostre strade… vivono nell’appartamento vicino… hanno già i loro quartieri, ben chiusi a noi europei, vogliono, succhiano, sporcano, appestano, tolgono Crecefissi e Madonne, li imbrattono, si accoppiano bestialmente – visto il come trattano le donne -, si moltiplicano come ratti, pretendono moschee, templi, cimiteri, case, posti di lavoro, scuole loro, fabbriche loro, uffici loro, leggi loro, parlamentari loro… e noi? Dove ci metteranno, noi europei flaccidi, sderenati, alienati, lubrichi, unti, nevrotici, sfigati, ipocriti, senza più né credo né valori, senza più un cazzo come siamo? Dove andremo a finire? “This is the end” cantavano i Doors, pezzo stupendo che divenne colonna sonora di Apocalypse Now… film totale-film mondo). Alla resa dei conti, quindi, e presto! Con i Libri delle nostre Sacre Scritture portati in processione innanzi alle nostre schiere… come loro portano il Corano o i testi Sacri Cristiano Ortodossi… perché mettetici oltre agli islamici anche gli slavi… che sono forse peggio… poi metteteci quei sornioni del ceppo cino-coreano-nipponico, altre gatte morte che scivolano nelle nostre cantine o innalzano pagode al denaro e al consumo e miscelate il tutto. 😉
# 49 Fabry. Ineccepibile… hai dato forma alla teologia cristiano cattolica in 5 righe… e che fosse così come dici. Magari! Esiste ancora una tale speranza?
Caro Manzoni metta nella sua memoria quanto sto per dirle: io sono UNICA E IRRIPETIBILE,come del resto tutti noi,quindi non si permetta di aggrovigliarmi al mucchio con il quale posso avere consensi o dissensi ma sempre filtrati dalla mia personalissima concezione della vita.
E lei che parla a nome di binaghi dovrebbe vergognarsi assieme a lui .Mi aspetto delle scuse,ma so che non ci saranno.
E per quanto riguarda i maestri,mi sembra che uno lo abbiamo avuto e dovrebbe bastarci per infiniti millenni ancora,uno che sapeva parlare orizzontalmente,occhi negli occhi,ma non per fare fuoco,SOLO PER AMORE,quel Cristo di cui ora parlate senza essere in grado di seguirne l’esempio.
jolanda
cara jolanda, dimentica me. modestamente, anch’io so parlare “orizzontalmente”.
saluti, e con stima
rs
Alla fine quello che si imputa a me è di sostenere che il cristianesimo, oltre che un vago buonismo irenista, è una teologia.
L’avevo capito da un pezzo che qui non è luogo, perchè si è più preoccupati del counter di shinistat e dell’autoassoluzione collettiva che mette insieme tutto con tutto che di fare chiarezza sulle cose (si, questa è per te Fabrizio).
Certo che i distinguo dividono (sul piano delle idee) ma certi abbracci sono mortali. Comunque, questo è il mio addio anche da commentatore. Vi meritate le mutande arcobaleno di Veltroni e la teologia Mondadori di Mancuso.
Cari saluti.
No che non la dimentico Egregio Solmi,come potrei?
La mia catilinaria era per i due di sopra.
torno ai fornelli…sob!
L’orizzonte si allarga a dismisura
carissimi risaluti
jolanda
che cucina di buono? mi lasci indovinare… succulente melanzane alla parmigiana?
saluti, con buon appetito
rs
per lei ci vorrebbe un dinosauro in salmì!
Melanzane,indovinato,ma non alla parmigiana,Egregio Solmi,personalizzate a modo mio.
Grazie per il buon appetito che purtroppo non mi manca.
Adesso è giunta l’ora del riposino pomeridiano
A presto e a ben rileggerci Egregio Solmi.
Sognando orizzonti coloratissimi
jolanda
Cara Jolanda non comprendo quali scuse le devo fare… cmq scusi, orizzontalmente, visto che reputo non abbia ben inteso quel che ho scritto, ma del resto va bene lo stesso. Mi dispiace Valter che tu te ne vada di nuovo, eri fra i pochissimi con i quali potevo verticalizzare… e lo sai più che bene, visto che per il 90% parliamo lingue simili. Il 10% che resta è teologia… appunto.
Questo passo – “(e lo sapete bene – nel vostro profondo, lo sapete, e se non avete gli strumenti per analizzare, lo sentite… vi sentite già il loro fiato sul collo… sono per le nostre strade… vivono nell’appartamento vicino… hanno già i loro quartieri, ben chiusi a noi europei, vogliono, succhiano, sporcano, appestano, tolgono Crecefissi e Madonne, li imbrattono, si accoppiano bestialmente – visto il come trattano le donne -, si moltiplicano come ratti, pretendono moschee, templi, cimiteri, case, posti di lavoro, scuole loro, fabbriche loro, uffici loro, leggi loro, parlamentari loro… e noi? Dove ci metteranno, noi europei flaccidi, sderenati, alienati, lubrichi, unti, nevrotici, sfigati, ipocriti, senza più né credo né valori, senza più un cazzo come siamo? Dove andremo a finire? “This is the end” cantavano i Doors, pezzo stupendo che divenne colonna sonora di Apocalypse Now… film totale-film mondo). Alla resa dei conti, quindi, e presto! Con i Libri delle nostre Sacre Scritture portati in processione innanzi alle nostre schiere… come loro portano il Corano o i testi Sacri Cristiano Ortodossi… perché mettetici oltre agli islamici anche gli slavi… che sono forse peggio… poi metteteci quei sornioni del ceppo cino-coreano-nipponico, altre gatte morte che scivolano nelle nostre cantine o innalzano pagode al denaro e al consumo e miscelate il tutto” –
mi sembra, caro Gian Ruggero, assolutamente delirante. così come è delirante questo arroccarsi in posizioni intransigenti, per essere duri e puri, per un senso della lotta vanaglorioso. ché le religioni, come dici, creano il diverso, le diverse tradizioni, pure billenarie (tra l’altro duemila anni nulla sono rispetto all’intera storia dell’umanità), che lottano gettando sangue-concime su questa terra, illudendosi di una perpetuità, dopo la vittoria. in tutto questo, il vuoto di senso inghiotte l’universo, rimane solo la violenza. mi chiedo cosa centri dio con le tradizioni e la loro sopravvivenza. ecc.
“Mi dispiace Valter che tu te ne vada di nuovo”
I bambini piccoli fanno così. Appena provi a contraddirli prendono in mano la palla e se ne vanno.
Due parole prima di staccare la spina per un po’ ché ne ho le palle piene, per ora, ma tornerò – statene certi – i miei coltelli sono bene affilati. E non permetterò mai a nessuno di vomitare merda quando nomina la parola SCIENZA. Così come io ho profondo rispetto per il Cristo – di cui ho grande stima fra l’altro – e pur non credendo non mi sono mai permesso di bestemmiare il vostro Dio, nessuno osi bestemmiare la scienza! Anzi, se qualcuno avrà l’ardire di misurarsi con me su questo campo provveda prima ad “addestrarsi” in maniera adeguata.
@ Binaghi
# 63 “Giannino, le nanotecnologie mi hanno già sommerso. Tu ne sei un indiscutibile prodotto.”
E questa sarebbe la tua teologia? Cristianesimo allo stato puro!… Poi ti sbagli, io non sono un prodotto delle nanotecnologie. Ne sono l’artefice. Gnurant!
# 71 “questo è il mio addio anche da commentatore”
Certi propositi li avevamo già sentiti. A quanto pare la parola “dignità” non appartiene al vocabolario di questo signore.
Saluti.
Pasquale
Leggendo il post di Valter continuavo a chiedermi: ma perché fu necessario tanto dolore per salvare integralmente, carnalmente l’uomo?
Perché la Passione e la Sfigurazione e la Flagellazione e la Crocifissione e la Morte di un uomo che si faceva uguale a Dio?
Evidentemente in questa nostra realtà spaziotemporale c’è una radice di male davvero profonda, c’è una tenebra, un’infezione, un odio davvero abissali, se la verità fattasi carne umana, venendo qui, ha dovuto subire tali torture.
Tutto questo Maleficio accade in Dio (e dove se no?), ma non è causato né voluto da Dio: Dio, l’Uno che dialoga con l’Altro dentro l’Amore che è se stesso, lo soffre questo maleficio, lo patisce come una cancrena del proprio Corpo.
Questo vedo quando contemplo la Croce: il Male fa soffrire Dio, e Dio accetta di portarlo, di assumerlo dentro un corpo umano perfetta-mente divino, per distruggerlo una volta per tutte: Satana precipita così dal cielo, non ha più potere assoluto sull’anima liberata né sulla carne incorporata in Cristo.
Ogni male perciò non è mai “innocente”, ma proviene dall’azione distruttrice di spiriti liberi e attivi, angelici-demonici e umani, da una vera e propria catastrofe antropo-cosmica, dentro la quale viviamo, e dentro la quale si sta svolgendo il Trionfo di Cristo su tutte le deformazioni del volto dell’uomo: il Dramma apocalittico: ciò che vediamo tutti i giorni senza comprenderne il senso.
Gesù ci insegna con la sua vita che una parte di questo male può già da ora essere battuto ed eliminato (guarigioni ed esorcismi), mentre un’altra parte può essere sciolto/assolto solo attraversandolo senza lasciarlo proliferare.
Patire cioè senza odiare. Soffrire senza disperare. Disperare a volte ma solo per abbandonarci ancora più radicalmente e perduta-mente nelle mani di Dio, che non è che Amore, e non può darci se non se stesso: Vita, Gioia, Eternità, Perdono, Ri-Generazione.
Morire cioè continuando a credere che tutto in fondo è Bene, continuando a sperare che tutto possiede un senso e un senso salvifico, e continuando ad amare, e cioè a costruire possibilità di vita per altri, che soffrono e muoiono come noi e con noi, e che spesso però non conoscono i misteri della speranza.
Carissimo Valter e carissimi amici restiamo insieme, vinciamo insieme il Drago della discordia e della separazione, solo così possiamo collaborare alla progressiva vittoria su tutte le forme di Male: Liberaci, Signore, da tutti i mali.
Con affetto
Marco
# 77 Domenico. In effetti quel che di mio hai riportato è ‘delirante’ al pari di una pagina di Celine o di Dante Virgili, ma, infine, in tale ‘paradosso iperbolico’ una realtà che cova sotto alla cenere (da sempre) e che se non si farà qualcosa di certo espolderà, come già altre volte è esplosa; e non c’è ragione che valga, a quel punto, perché tutto diventa irragionevole o, meglio, irrazionale, come poi il riflettere-concettualizzare su di una divinità, su di un ‘trascendente’ = superiore, non riconducibile alle determinazioni dell’esperienza – teologia: dal latino theologia, derivato dal greco theologìa, composto da theòs “dio” e logìa/logos = scienza (e di nuovo ci siamo) che indaga l’origine e il vero senso. Dilatato in mistica: la scienza che considera Dio in se stesso e nei rapporti con le creature. Nel significato corrente: scienza di Dio e delle cose divine, fondata sulla rivelazione (di chi? Forse di noi uomini?! Forse del Cristo: Dio fattosi uomo perché gli uomini intendano chi è Dio?)… significato in Kant: la pretesa (la pretesa!) di avere la scienza di Dio… cioè il poter pensare che di un astratto, di un ‘immateriale’ si possa fare ‘cognizione’, da scire = sapere. Non sarebbe (quindi) meglio fare della filosofia (cioè studio delle verità – che sta anche e soprattutto come: delle credenze – fondamentali delle umane cognizioni), su Dio, non tanto della scienza, la quale implica, sempre e comunque, per dirsi tale (e quale cartina di tornasole), delle prove infine concrete?
Il rischio di entrare in questi territori è perciò immane, così come il passare da una Teologia cosiddetta Positiva ad una Negativa. Per Teologia Negativa si intende un tipo di riflessione religiosa e filosofica che si propone di indagare Dio secondo una prospettiva puramente logico-formale, prescindendo totalmente da contenuti sostanziali. Cioè Dio viene studiato come il limite estremo su cui il pensiero logico si attesta e oltre il quale non può andare, dovendo da lì in poi cedere il passo alla fede e ad un sapere rivelato (da chi? Da Maometto?). In altri termini, la logica in quest’ambito riesce ad affermare solamente che Dio non può non essere; per il resto, non ci può dire cosa è Dio, ma ci dice cosa Egli non è. Il metodo negativo consiste in definitiva nello studiare e nel definire una realtà a partire unicamente dal suo contrario. Di qui la valorizzazione del limite, dell’errore che pur opponendosi alla verità, permette in qualche modo di circoscriverla. La ragione umana mira così ad avvicinarsi all’Assoluto proprio grazie alla consapevolezza di essere fallibile e limitata. Diventare coscienti di un limite, infatti, è già un modo di trascenderlo e di superarlo.
E mi pare che in alcuni, qui, tale passo lo abbiano fatto, richiamandosi, in particolare, ad Agostino o a Pseudo-Dionigi l’Areopagita o a Giovanni Scoto Eriugena, i quali ripresero il metodo Negativo della teologia neoplatonica adattandolo alla concezione cristiana. Per chi sa, già nella Bibbia Dio veniva chiamato col tetragramma biblico YHWH, cioè semplicemente “Colui che è”, a indicare l’ineffabilità del suo nome. In questa terminologia dell’antico Testamento i teologi cristiani vedevano espressa la natura apofatica (ineffabile) di Dio Padre, che può rivelarsi solo tramite il Figlio Gesù (il figlio dell’uomo). Agostino in particolare, considerato il padre della tradizione negativa cristiana facente capo al neoplatonismo, per sottolineare come Dio non possa essere compreso razionalmente utilizzava la locuzione “Melius scitur Deus nesciendo”, cioè Dio si conosce meglio nell’ignoranza; affermava quindi che “si comprehendis non est Deus”, «se lo comprendi allora non è Dio», a evidenziare come Dio sia il totalmente Altro rispetto alla coscienza umana. E d’altro lato metteva in risalto come Dio, proprio perché non è oggetto ma Soggetto, sia presente nell’interiorità del nostro io più di noi stessi, e rappresenti per il nostro pensiero sia la condizione del suo costituirsi che la meta naturale («il nostro cuore non ha pace finché non riposi in Te»; «gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, e non pensano a se stessi»)[da Le Confessioni]. Secondo Agostino, inoltre, il dubbio è un momento essenziale e indicativo del disvelarsi della verità, perché nel dubbio la ragione prende coscienza di ciò che Dio non è. E non si può avere coscienza del negativo senza avere già inconsciamente trovato il positivo. L’eredità di Agostino fu raccolta dallo Pseudo-Dionigi, il quale fu il primo a distinguere espressamente la teologia negativa da una teologia affermativa: mentre quest’ultima arriva a Dio tramite un progressivo accrescimento di tutte le qualità finite degli oggetti, la prima, al contrario, procede per decrescita e diminuzione fino ad eliminare ogni contenuto dalla mente, poiché Dio, essendo superiore a tutte le realtà possibili e immaginabili, non è identificabile con nessuna di esse. Anche Scoto Eriugena, filosofo di epoca carolingia, riprese la riflessione tipicamente agostiniana sul rapporto dualistico e complementare tra fede e ragione che in Dio necessariamente coincidono; privilegiando la via negativa, egli vedeva Dio come superiore sia all’essere che al non-essere, come il punto in cui il dualismo della realtà si ricompone in unità. In seguito, il neoplatonismo agostiniano ispirò nuovamente le riflessioni di vari teologi scolastici del Duecento, in particolare San Bonaventura e Duns Scoto, sviluppatesi parallelamente all’aristotelismo di San Tommaso. Bonaventura vedeva nelle parole “Io sono”, usate da Dio nella Bibbia per descrivere se stesso, un modo di sottrarsi ad ogni determinazione. Duns Scoto accentuava invece l’aspetto apofatico e ignoto di Dio, mettendo in rilievo il limite intrinseco di ogni sapere umano: se la logica vuole essere consistente, deve rinunciare a indagare ciò che per sua natura non può avere una risposta razionale. Rifacendosi a Parmenide, Scoto affermava così la necessità di essere dell’essere, ma l’impossibilità di necessitarne il contenuto. Gli enti cioè sono forme necessarie, ma del loro contenuto (il loro essere così e non altrimenti) non si può trovare una necessità razionale. La logica è dunque un metodo negativo perché non può essere applicata a se stessa: se la ragione pretende di parlare dell’incondizionato cade in contraddizione. Scoto giunse infine ad affermare che di Dio l’uomo conoscerebbe solo la voluntas ordinata, oltre la quale la libertà di Dio agirebbe del tutto arbitrariamente. Il limite di non poter far dipendere la propria validità da una dimostrazione superiore né da un ente particolare, è però anche il punto di forza di un sapere non relativo ad altro da sè, e quindi universale e necessario. Anche Meister Eckhart, e più tardi l’autore ignoto della Nube della Non-conoscenza (XIV secolo) svilupparono simili riflessioni, incentrate sull’assoluta inconoscibilità e oscurità di Dio, accessibile solo per via intuitiva e mistica. Va detto però che la teologia negativa agostiniana in origine non voleva essere un mero salto nell’irrazionale; essa si basava pur sempre su un procedimento rigorosamente logico, nel quale il momento della fede viene accolto solo in quanto complementare alla ragione e in quanto risponde a un’esigenza della ragione stessa: «credo ut intelligam» e «intelligo ut credam» diceva infatti Agostino («credo affinché io possa comprendere», e «comprendo perché io creda»). Rispetto alla razionalità degli antichi greci, la fede non era vista dunque in antitesi ma anzi come un completamento di quella: prima di giungere alla fede, era necessario cioè compiere il cammino della ragione, la quale poi si apre non ad un credo qualunque, ma solo a un sapere rivelato (e di nuovo ci siamo: da chi?) che sia in accordo con l’esigenza di salvaguardare la ragione. E il cristianesimo, in quanto religione del Logos, si adattava perfettamente all’esigenza teologica di non dissolvere la razionalità nell’irrazionalismo più totale. Il Logos era sostanzialmente identificato con il Nous neoplatonico, ovvero il sapere razionale che è l’emanazione più diretta e immediata di Dio. Questa Ragione si costituisce come tale solo in quanto il suo pensare procede da un Principio sovra-razionale che lo rende possibile, ma poiché essa non lo può dedurre da sé in termini logici, ha per questo bisogno di una rivelazione da parte di Dio stesso, che venga incontro all’uomo illuminandolo. Non è più dunque il Dio impersonale di Plotino, nel quale la coscienza si annullava, ma un Dio vivente che opera nella mente umana. L’aspetto personale di Dio era visto anzi come il risvolto positivo della teologia negativa; quest’ultima rimane il momento essenziale tramite il quale Dio fa nascere nell’uomo la domanda universale di Assoluto, essendo Egli non un Dio impersonale e quindi morto, ma animato dal desiderio di farsi conoscere dall’uomo. E non essendo la Ragione un principio autonomo che possegga dentro di sé la Verità (ma essendone viceversa posseduta), essa si salva paradossalmente nel negare se stessa, aprendosi alla fede nel sovra-razionale, attraverso appunto il metodo negativo con il quale riconosce il proprio limite. Questo processo di nientificazione che comporta pur tuttavia l’esercizio attivo e coerente della ragione stessa era visto in accordo con la controversa frase evangelica secondo cui «chi si umilia sarà innalzato» (Lc 14,11). Viceversa una ragione presuntuosa che volesse fare a meno dell’Assoluto sarebbe condannata a un relativismo incoerente perché essa non può fondarsi da sola, e avvitandosi così in una contraddizione logica si dissolverebbe. Ragione e intuizione insomma sussistono insieme, essendo i due aspetti di un medesimo punto di vista. Poi giunge Cusano, l’unificatore, a noi tanto caro perché frequentava Camaldoli. Ordunque: il contrasto sviluppatosi in epoca medievale tra la teologia agostiniana e quella tomista, dovuto al fatto che la prima sembrava dare maggiore importanza all’intuizione mentre la seconda privilegiava l’esercizio razionale e un approccio catafatico a Dio, era dunque in realtà meno accentuato di quanto potesse apparire. Lo stesso Tommaso d’Aquino aveva fatto sue molte delle istanze della teologia negativa. L’umanista Nicola Cusano, in particolare, può essere considerato il punto di sintesi tra le due correnti teologiche. Egli infatti, ricorrendo al principio della “dotta ignoranza”, conciliava l’esistenzialismo argomentativo di Socrate con l’apofatismo estremo dei neoplatonici tardo-medievali: sapiente non è colui che possiede la verità, ma colui che conosce la propria ignoranza, ed è quindi consapevole dei propri limiti. Non si può infatti essere consci della propria ignoranza senza avere già parzialmente o inconsciamente intravisto cos’è che non sappiamo. L’ignorante assoluto, viceversa, non ha neppure coscienza della propria ignoranza. Secondo Cusano esiste inoltre una corrispondenza tra le strutture intellettive divine e quelle umane, nonché tra queste e l’intelligenza oggettivata del cosmo; Dio tuttavia non è razionalizzabile appieno, perché in Lui gli opposti coincidono, e quindi la contrapposizione dialettica tra soggetto e oggetto, che permetteva al soggetto di cogliere esternamente quest’ultimo e di razionalizzarlo, in Lui si ricompone annullandosi. Dio infatti è superiore allo stesso principio di non-contraddizione, pur essendone il fondamento, ed è perciò al di là del pensiero logico-dialettico strumento della filosofia. Quest’ultima dunque, nel riflettere su se stessa, si riconosce come l’aspetto puramente negativo di Dio, cioè appunto come la sua negazione. Una simile presa di coscienza rappresenta una forma di auto-umiliazione grazie alla quale la ragione riesce ad aprirsi alla visione intuitiva di Dio… e via così.
Da notare come nel Medioevo la Teologia abbracciava tutti gli aspetti della religione e richiamava la totalità degli apporti dello scibile umano. In seguito, specialmente dal sec. XVI in poi, comincia la suddivisione delle varie discipline (Patristica, Archeologia, Diritto, Ascetica, etc…) e resta intatto il blocco centrale costituito dalla dottrina della fede (Teologia Dommatica) e dalla dottrina della coscienza (Teologia Morale) investendo le due grandi sfere del pensiero e del comportamento. Di seguito: nell’ambito della Teologia Dommatica si conoscono varie ripartizioni. Rimane comune il suo significato fondamentale: ELABORAZIONE RAZIONALE DEL DATO RIVELATO (da chi?). Razionalità – Rivelazione: da questi due poli scaturisce il senso, cioè il significato e la direzione del pensare teologico. Di seguito: Teologia Speculativa: approfondisce il valore del dato rivelato accentuando l’impiego del ragionamento. Si afferma con la Scolastica nel sec. XI. Teologia Positiva: appunta la sua indagine sui testi della Bibbia e sugli enunciate del Magistero. L’analisi predomina sulla elaborazione intellettuale. Nasce nel sec. XVI quando prende posizione contro le critiche protestanti e si adegua al progresso delle scienze positive. La Teologia Positiva verifica soprattutto il significato di un dato; quella Speculativa lo elabora sulle basi delle risorse razionali. E’ da notare che in pratica i due metodi si integrano a vicenda; d’altra parte, in parecchi autori, la differenza appare sfumata. C’è un discorso di prevalenza e non di esclusione nei due aspetti. Teologia Biblica: è una parte (ed anche la più cospicua) della Teologia Positiva. Teologia Sistematica: include l’apporto della Teologia Positiva e gli aspetti della Teologia Speculativa (si avvale della capacità di sintesi e di analisi dell’individuo); è risultanza dell’approfondimento intellettuale che perviene ad una serie ordinata e concatenata di proposizioni. Tali proposizioni scaturiscono per nesso logico dalle premesse proposte dalla Rivelazione. Esistono varie denominazioni e specificazioni in ordine a questo termine ed hanno riferimento con l’ambito, con la direzione, o, semplicemente, col metodo. Abbiamo così la Teologia Antropologica che riconduce il significato religioso del messaggio alla vicenda umana (considerando la storia, la crescita e il valore dell’uomo in rapporto alla rivelazione). Si parla ancora di Teologia della Liberazione nella quale la salvezza è intesa soprattutto come emancipazione da tutte le servitù. Quanto alla Teologia Carismatica, essa intende sottolineare nella teologia la sua originaria funzione e finalità in ordine all’annuncio evangelico e alla fede, esaltando il valore della grazia e dei doni differenziati consegnati agli individui per la comunità. Si parla ancora di Teologia Pastorale, di Teologia Ascetica, di Teologia del Lavoro: ma non sono che aspetti di uno stesso pensiero applicato a diverse tematiche… e avanti!
Detto ciò… (ed è solo un millesimo di quel che comporta l’argomento) non è forse meglio soprassedere e ritornare ad una visione di Dio unicamente evocativa? Ciò atta a far scaturire ‘ambiguità’ poetiche, irvelazioni ‘pseudoprofetiche’ o guerre sante? 🙂
E Fabry mi perdoni, ma il ‘provocatore’, in me, scalpita e si dimena sempre (pur di far pensare, ovviamente) 😉
A voi care amiche e cari amici credenti, non credenti, atei, positivisti, scientisti, fideisti…
ovviamente: rivelazioni ‘pseudoprofetiche’ (di chi?) 🙂
melanzane personalizzate… interessaante. un caro saluto (o saluto caro, a scelta) cara jolanda.
comunque non capisco: tutta questa gazzarra per delle “idee”? quando mai le “idee” hanno prodotto qualcosa di utile?
meno male che io penso solo a me stesso. io verticalizzo sempre. non ho bisogno di assist(s). io sono la difesa, il centrocampo, il rifinitore e, ovviamente, il goleador.
saluti, nonostante
rs
caro listarello, caro solmi, caro listexxx, lei è un “dolce” MEGALOMANE o ci fa?
Egregio Solmi a cena si replica con pasticcio di maiale in agrodolce e una spruzzatina,ma solo
una di foglioline di menta.
I saluti mi stanno bene entrambi caro Solmi.
…io sono la difesa…..
mi corregga se sbaglio,ma tutto ciò non è autocoscienza?
un abbraccio orizzontale
jolanda
cara marinapizzi, io sono io. unico, irripetibile.
grazie per il “dolce” – ho gustato le virgolette, sa?
cara jolanda, buona cena. sono autocosciente dei miei mezzi, sì, è vero.
saluti, nonostante il mondo
rs
gian, il tuo commento è una tesi di dottorato 🙂 … leggerò con attenzione, grazie
secondo Binaghi: “Vi meritate le mutande arcobaleno di Veltroni e la teologia Mondadori di Mancuso”, ma evidentemente c’è un caso di omonimia o schizofrenia o altro problema neurocognitivo, perché a Mancuso qualcuno firmato Binaghi recapitò:
“Ho letto da poco “Il dolore innocente”. E’ un libro straordinario.
Teologia del giusto sofferente, fino al mistero della pazienza di Dio. Grazie.”
che sia piaggeria invece che omonimia?
tana!
Leggere è importante, leggere fino in fondo, e capire dove uno va a parare. Anche la televisione è importante, a volte.
Quanto a piaggeria e paraculaggine, caro Lombardini, qui ne trovi a man bassa, di gente che non si espone pur di non dispiacere, o che butta tutto in vacca per piacere a tutti i costi.
E adesso veramente basta, per me.
E’ venuto Giovanni il Battista, che non mangia e non beve vino e voi dite ha un demonio. è venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve e voi dite: ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori, ma la Sapienza è stata giustificata da tutti i suoi figli. (Lc.7,34-35)
buonanotte
Valter di nuovo ti do ragione al 90%, il restante 10% sta nell’amare anche i pavidi, i codardi, gli ipocriti e i ruffiani… rammentalo… e difenderli, all’occorrenza, in ciò il Codice. E’ teologia anche questa… quella rivelata dal Figlio del Falegname di Nazareth. Ti abbraccio, vecchio leone, e al trovarci, spero presto, fuori dal web.
bella sintesi, Gian Ruggero. ma credo che l’essenziale sia cercare una via d’incontro tra persone che la pensano in modo diverso, la vera sfida di questi nostri anni. ciò richiede che si facciano i conti con le proprie ombre, che si abbia il coraggio di guardarle in faccia. è la lotta quotidiana: riconoscere e accettare, integrare, offrire. rendersi conto che siamo nello stesso universo, aprirsi alla solidarietà e alla comunione con gli altri, chiunque essi siano, a qualunque razza e credo appartengano. poi, c’è la dimensione verticale, l’apertura a Dio, che i cristiani credono rivelato nella persona di Gesù di Nazaret. è un’utopia che vale la pena di inseguire.
Per questa vita
che non so più spiegare,
Signore
leggi tu dentro al dolore
di pagine sciupate
dal non detto
o dall’arroganza
di stupide parole.
E quando un giorno
mi chiederai il conto
di questo mio lento peregrinare,
assolvimi
o condannami se credi
ma lavami dal buio di parole
perchè ancora
tenere e suadenti
possano dalla Luce
germogliare.
dolce notte a tutti
jolanda
t
# Grazie Fabry. A te.
Siamo figli del sole, seppure ombre. Siamo ombre, seppure la luce del sole.
# A lei, Jolanda cuoca.
Chiudi le palpebre e inginocchiati qui a lato. Resteremo, avviluppati dall’edera, come querce nei millenni.
Il nostro calore scioglierà la muraglia dell’ultima diga e il sigillo verrà mostrato alle genti.
Ho amato e amo… mi ami, nell’assurdo, solcato da meteore.
Questa la sorte dei frombolieri: comprendere che si è con l’andare del sasso, col suo spegnersi, in una vampata di elementi, poi col raccoglierne da terra un altro, e lanciare, quindi di nuovo attendere.
A lei Manzoni propinatore di pagine-mattoni.
Cucinare è un’arte dettata dall’Amore verso chi ti sta vicino.Lo sapeva?
La credevo una persona diversa:ho sbagliato.Continui a vivere nella sua bambagia,dubito che
riuscirà mai a comprendere il mio essere Donna in questa società piena di lordume.
E comunque IO la saluto ugualmente
jolanda
DAL V LIBRO DEI SALMI
CONTRO LE MALE LINGUE Salmo cx1x
Salmo graduale
Nella mia tribolazione invoco il Signore,
Ed egli mi esaudisce.
O Signore,libera l’anima mia dalle labbra inique
E dalle perfide lingue.
Che ti sarà dato e che ricompensa avrai,
O lingua perfida?
Le acute saette del potente
Con i carboni divoratori.
Misero me! Il mio pellegrinaggio è prolungato;
Vivo tra gli abitanti di Cedar,
Da molto tempo è esule l’anima mia.
Con quelli che odian la pace sono pacifico,
Ma appena parlo mi attaccano senza ragione.
Mah, cara Jolanda, non ho ben inteso cosa l’abbia fatta inalberare nei miei confronti visto che non mi pare di averla offesa, seppure le mie scuse e le faccine strizzanti l’occhio, cmq a disposizione per altri chiarimenti… anzi, reputo che presto ce ne saranno… anche con altri… considerato che da quel che mi è stato riferito uscirà un post che mi riguarda. Scusi, anche, se mi sono permesso di dedicarle una mia prosa poetica. Io non ho bisogno di ricorrere ai Salmi per ribadire delle posizione. Anche gli ebrei salmodiavano nei campi di sterminio e si sa com’è andata a finire.
“Con quelli che odian la pace sono pacifico,
Ma appena parlo mi attaccano senza ragione.”
Io sono il contrario, e con questo?! Mi dispiace di averla delusa, ma, forse, un giorno potrà aver modo di dire: “Cavoli, quel Manzoni provocatore forse aveva ragione… forse dovevamo pensarci prima… a suo tempo… quando ‘profetizzava’ in LPELS”.
“Con quelli che odian la pace non sono pacifico,
per questo, appena parlo, mi attaccano e con ragione…”
visto che li conosco bene e so riconoscere, anche, i lupi camuffati da agnelli. Beati voi che esprimete l’amore in cucina e ciacolate allegramente, mentre 4 quinti del pianeta sono lì, pronti (e giustamente – se fossi in loro farei lo stesso), a cucinarvi per benino 🙂
Evviva la buona cucina e andate in pace, fin quando potrete!
Mi piacerebbe vedervi salmodiare in Cina o in Arabia Saudita, dove le Chiese Cattoliche sono messe al bando e i cristiani affollano le galere. Perché non ci andate? Facile salmodiare a casa propria con i mercenari che (ancora per poco) stanno difendendo le frontiere. Amen a voi… e cantatevi il Kaddish, che è giunto il tempo.
A lei Manzoni:
si rilegga tutti i commenti,ma proprio tutti,e se ancora non avrà capito dove e in che modo ha tentato di affossarmi,allora sarà inutile che io glielo spieghi.
Ma veramente crede di essere uno tra pochi eletti per predicare alle masse la fine del mondo?
e intanto noi,miserabili poeti,cuochi,casalinghi e quantaltro ce la spassiamo gozzovigliando
a più non posso mentre dal mondo giungono notizie nefaste di guerre e atrocità di ogni sorta?
Ma che ne sa lei del vero dolore della gente “comune”,del pianto di mio padre quando sentiva
la fanfara dei bersaglieri,con due fratelli morti in guerra?cosa ne sa lei di me,del mio modo
di recepire e percepire la realtà funesta di questo miserabile mondo?
Ma che ne sa lei dei miei scritti contro la vergogna della pedofilia,dei massacri di anime
innocenti? dica,che ne sa? nulla suppongo,anzi ne sono certa.
Ma per non lasciarla nel dubbio le offro un titolo e una casa editrice,se lo vada a ordinare
e poi,forse,potremo,ma molto forse,parlare.
jolanda catalano INVINCIBILI città del sole edizioni anno 2005 pagine 46 euro 7
Ne prendo atto signora. Anche lei scrittrice a quanto vedo. Ottimo. Bello il titolo… già mi suona bene. Quando mi ritroverò 46 euro in più cercherò il suo libro. Comunque dubito anch’io che ci possano essere occasioni di dialogo, in particolare quando lei o il suo essere interiore, psiche, problemi, o che altro non so, la fanno deragliare, pensando di essere stata offesa, quando offesa, nei suoi confronti, da me, nei suoi confronti, non è mai stata mossa… forse Binaghi, ma Binaghi è Binaghi, io sono io. Ho solo sottolineato, tiraldola in ballo al punto # 68 che il confrontarsi occhi negli occhi per me è Codice… o avrebbe preferito che le dicessi che lei è una di quelle-quelli che spara alla schiena? Non penso. Quinaid reputo di averle fatto anche onore (secondo, e sempre in base, al mio Codice).
Ma forse anche a lei sfugge un qualche particolare e il perché io possa permettermi di dire su certe cose, forse sapendo più di quello che lei legge sui giornali o nei libri, vede in TV o ha vissuto in famiglia (e tutti abbiamo del vissuto in famiglia – o dei morti in famiglia – sia che fossero, a suo tempo, dall’una o dall’altra parte… ma questo è irrelevanti ai fini di un lutto). Cmq posso dire perché per 23 anni me la sono vissuta in prima persona. Fino al 2000, per l’esattezza, quando, finalmente, mi hanno detto che poteva bastare. Antiterrorismo interno, mosso da paesi stranieri (nemici – o considerati dai nostri governanti, cioè noi, da noi eletti, come tali), questo fino al 1981; 1982 e 1983 Libano-Beirut; 1989 Paesi del Patto di Varsavia, in particolare Cecoslovacchia (il muro non era ancora crollato); 1994 due volte in Bosnja; 2000 Belgrado. Ho visto in faccia, e molto da vicino, gli islamici, i comunisti, i Serbi-Cetnici ultra ortodossi, gli Ustascia (i fascisti) croati ultranazionalisti e ultracattolici (da sempre appoggiati dal Vaticano… o, per meglio dire, da parte di esso), gli albanesi musulmani e ortodossi, come minimo 20 fazioni diverse islamiche più o meno vicine alla Siria, ai palestinesi, agli sciti, i Cristiano Maroniti (appoggiati da noi cattolici), poi i drusi di Jumblat, i volontari pasdaram iraniani e ceceni combattenti al fianco dei musulmani balcanici, uomini dei Servizi di Gheddafi (definiti, nella exJugoslavia: consulenti militari), ho visto in azione il Mossad (i Servizi israeliani), mi sono beccato una scheggia in pancia a Zenica (alle porte di Sarajevo), ho visto in azione la CIA (poveretti! E quelli dovrebbero essere i Servizi Segreti dei nostri colonizzatori), ho visto quelli dell’MI6 (Military Intelligence Sezione 6) inglesi, ho visto i legionari stranieri francesi e spagnoli (quelli della Bandera e del Tercio), i falangisti spagnoli, volontari a fianco degli Ustascia (fascisti) croati, più conosciuti come quelli della “Falange del Sacro Cuore di Gesù – o del Cristo Re” (a scelta)… e via così. Tutti questi li ho visti, e non solo, li ho anche cambattuti o li ho avuti al fianco (a seconda delle occasioni… cioè delle alleanze del momento). E lei, in quei giorni, dov’era, a sbrigare le sue faccende di casa, a salvare il suo matrimonio o a scivere su quelli che stavo massacrando o che volevano massacrarmi? Ora adesso sa di me. E chiudo qui, come ha chiuso Binaghi. Se mi si tirerà ancora in ballo, sono qua, a disposizione.
E che s’intenda bene quel che scrivo e perché lo scrivo. I simbolini ridanciani-ammmiccanti che metto al fianco e il tono usato… si comprenda, così come reputo abbia compreso Domenico Lombardini al mio punto # 81 a risposta del suo # 77… e aprite le meningi che il cervello il buon Dio ve l’ha dato perché sappiate, anche, interpretare, oltre che ragionare. Oppure silenzio. Non entrate in ‘giochi’ per i quali non siete all’altezza. Il momento, e lo ripeto, è grave, per tutta una somma di questioni… io spingo sull’acceleratore, provoco, pungolo, faccio l’avvocato del diavolo, il nazi, il fascio, il comunista (all’occorrenza), così come il fondamentalista o l’integralista, il razzista, al fine che si Verticalizzi, appunto, e si cominci a guardare oltre al proprio naso… si cerchino delle soluzioni… si propongano delle soluzioni… se soluzioni ci sono (… soluzioni a cui credo sempre meno, visto il mio pessimismo e visto come da sempre va il mondo… e soprattutto visto chi il mondo lo abita).
Ora vado a RavennaPoesia. Un buon proseguimento e un buonasera a lei, Jolanda, di cui leggerò il libro.
Ah, dimenticavo, le consiglio uno dei miei: TANGO CROATO Ed.Campanotto 2001 (è ancora in catalogo).
Buona serata Gian!
la mia sarà lagunare
ma è così piacevole…
🙂
L’ULTIMO UOMO
Il modernismo consiste nel non aver nessuna credenza per non danneggiare l’avversario che anche lui non crede. È un sistema di reciproca abdicazione. La libertà consiste nel credere. E nell’ammettere, e nel credere che l’avversario creda.
(Charles Peguy)
Chi vuole ancora regnare? Chi ancora ubbidire? Entrambe queste cose sono troppo penose.
Nessun pastore e un solo gregge! Tutti vogliono la stessa cosa, tutti sono uguali: chi sente altrimenti va da sé al manicomio.
(Frederich Nietzsche)
L’ultimo uomo è della specie “chiagne e fotte”
(Clodoveo Darwin)
Alla luce di questa affermazione di maestro Yeoda:
“Il modernismo consiste nel non aver nessuna credenza per non danneggiare l’avversario che anche lui non crede. È un sistema di reciproca abdicazione. La libertà consiste nel credere. E nell’ammettere, e nel credere che l’avversario creda”. (Charles Peguy)
vorrei domandare:
gli islamici, i comunisti, i Serbi-Cetnici ultra ortodossi, gli Ustascia (i fascisti) croati ultranazionalisti e ultracattolici (da sempre appoggiati dal Vaticano… o, per meglio dire, da parte di esso), gli albanesi musulmani e ortodossi, 20 fazioni diverse islamiche più o meno vicine alla Siria, ai palestinesi, gli sciti, i Cristiano Maroniti (appoggiati da noi cattolici), poi i drusi di Jumblat, i volontari pasdaram iraniani e ceceni, i musulmani balcanici, uomini dei Servizi di Gheddafi, il Mossad (i Servizi israeliani), la CIA, MI6 (Military Intelligence Sezione 6) inglesi, legionari stranieri francesi e spagnoli (quelli della Bandera e del Tercio), i falangisti spagnoli, volontari a fianco degli Ustascia (fascisti) croati, “Falange del Sacro Cuore di Gesù – o del Cristo Re”…
insomma, tutti questi sono modernisti o antimodernisti? Hanno combinato sfracelli perché non credevano o perché credevano troppo?
Caro Giorgio, lei sottovaluta il Lato Oscuro della Forza.
Essi credono, e credono pure come quel tale filosofo tedesco che “solo un Dio ci può salvare”.
Ma una civiltà al tramonto partorisce solo demoni.
Dici bene GianRuggero …
La signora Jolanda è un po’ troppo prezzemolina …
Sarà un fatto di cucina? 😉
At salud
Andrea Margiotta
Scherzavo ovviamente …
Post davvero corposo, tra il bel commento di Marco Guzzi (che saluto), lo scritto di Binaghi, i tuoi GianRugge, le belle citazioni di Peguy …
Se si parlasse di queste cose in tv non sarebbe male 😉
andrea
PS Signora Jolanda – la “figlia del Corsaro Nero” – lei sa (o se non sa, lo dico) che sono un tipo ironico … Mi perdoni e comunque ho letto davvero alcuni suoi versi 😉
Conosce la brava Jolanda Insana?
Per Margiotta:
anch’io so riconoscere l’ironia e le dico che il prezzemolino spesso fa bene.
Conosco la brava Insana solo per fama e per aver letto qualcosa di suo in rete.
Ma ancora mi sfugge il nesso. Se volesse svelarmi l’arcano…
dal mio galeone corsaro
jolanda
Per Manzoni:lei non sa chiedere scusa perchè dopo la scusa,al rigo successivo c’è l’offesa
e così di seguito.Solo che nell’esaltazione parossistica del suo ego,lei non se ne rende conto.
Quasi quasi m’inginocchio ai suoi piedi per avermi fatto “l’onore” di non considerarmi una che
spara alle spalle,belle allusioni,complimenti,e tutto ovviamente in base al suo Codice.
Mi perdoni il populismo da bassa lega,ma l’unico codice che conosco è quello della buona educazione e dell’Amore.
E quasi quasi m’inginocchio ancora ai suoi piedi perchè mentre lei stava sul campo,guarda un po’,
io,miserissima cuoca,me la spassavo tra faccende domestiche,risoluzioni di intimi problemi,
e aggiungo di mio,educazione di quei figli che andranno a vivere il LORO futuro.
E ancora ero lì,male dei mali,a scrivere versi su un qualcosa che mi era sconosciuto.
Sa che le dico? lei non solo non sa cos’è una vera donna,ma non le è del tutto chiara neanche
la figura del poeta.
E dopo essermi tanto inginocchiata le dico:vada a Ravenna,troverà sicuramente un pubblico più
ricettivo a cui dispensare la panacea della sua parola.
PS:gli euro erano sette e non quarantasei
e comunque io la risaluto
jolanda
Quando si conosce una “vera donna”?
Quando s’incontra Jolanda Catalano, ultima epifania dell’eterno feminino?
Ci faccia dono,la prego, della sua augusta presenza, di altri versi luminosi, dei titoli delle sue pubblicazioni.
E non dimentichi la ricetta della parmigiana.
dubito che sia una donna,
fidati, maestro!;-)
fai bene a dubitare…………..
Ho visto un post sull’argomento che ho sorvolato. Francamente preferisco intervenire qui, anche perché non mi piace lasciare le cose in sospeso. E poi non amo l’entropia… Mi sono riletto con calma i miei interventi, faccio subito un’autocritica: la mia irruenza. Ogni incazzatura è deleteria, c’è poco da fare, ti disorienta, ti avvilisce… le tue risorse culturali e umane diventano spazzatura. E non è facile ritrovare le orme di un confronto costruttivo ed efficace. D’altra parte non posso trascurare il terzo principio della dinamica: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria… Mi preme dire qualcosa a Gian Ruggero con riferimento al # 68. 68!? Mah! sarà un caso… Ovviamente mi interessa la seconda parte, quella in cui te la prendi con gli islamici e “oltre agli islamici anche gli slavi… che sono forse peggio… poi metteteci quei sornioni del ceppo cino-coreano-nipponico, altre gatte morte che scivolano nelle nostre cantine o innalzano pagode al denaro e al consumo e miscelate il tutto […] Dove ci metteranno, noi europei flaccidi, sderenati, alienati, lubrichi, unti, nevrotici, sfigati, ipocriti, senza più né credo né valori, senza più un cazzo come siamo? Dove andremo a finire?”. Volutamente ho citato i due stralci a ritroso. Dimmi, sei diventato un militante di Forza Nuova (stavo per dire Forza Italia…)? Hai intenzione di ricostituire il partito nazionalsocialista con la variante del cristianesimo al posto della razza? Personalmente non lo credo. Per lo meno, sulla base di quanto conosco della tua storia non lo penso neppure. Come sai la mia è una posizione laica: credo nelle potenzialità teoretiche del metodo scientifico, ma soprattutto nelle possibilità – uniche, insostituibili – offerte dalla scienza per migliorare la vita di tutti noi e riaccendere la speranza in chi l’ha perduta; e non sono così arido da trascurare l’aspetto etico, sull’etica Galileo può dirci poco, d’accordo: che lo crediate o no, la clonazione umana è qualcosa di aberrante anche per me: semplicemente ritengo che tali questioni debbano essere regolate dalle norme di uno Stato rigorosamente laico. Poi, se nell’ambito delle diverse religioni (non c’è soltanto quella cattolica…), qualche “teologo” stabilisce che taluni risultati scientifici non debbono essere utilizzati dai fedeli mi sta bene, ma non possono pretendere costoro di imporre tali divieti a tutti i cittadini. Punto. E se ora volete affibbiarmi l’etichetta di positivista fate pure. A me pare solo questione di buon senso… Ora, Gian Ruggero, per quanto riguarda la tua provocazione politica non credo che, nonostante le apparenze, meriti di essere liquidata come razzista. Al contrario penso che vada interpretata. Caro amico, tu affondi il dito nella piaga. Mi correggo: affondi il tuo “pugnale” nelle ferite di questa globalizzazione selvaggia così difficile da sopportare. Siamo italiani, non dimentichiamocelo, siamo quelli che fanno a botte per difendere il proprio campanile, siamo i cittadini di una nazione che non è mai nata, da decenni ci rompono l’anima col discorso dell’Europa quando ancora non riusciamo a intenderci coi nostri vicini di “podere”. Ognuno parla il proprio linguaggio, ognuno sente le proprie tradizioni ed è imbrigliato dalle sue millenarie radici. E a questo punto mi chiedo: esistono delle radici comuni, esiste una storia che ci renda fratelli per davvero dalle Alpi alla Trinacria? Cosa c’entrano i greci coi longobardi, e che “ci azzeccano” i normanni coi saraceni e i bizantini? Non avrai mica ragione, Gian Ruggero, a dire che l’unica matrice comune è quella cristiana? Basta leggere qualche libro di storia: dopo la caduta dell’impero i “barbari” ci conquistarono, ma vennero a loro volta conquistati. Ed ecco le famose radici cristiane dell’Europa. Bene. Ma a questo punto cosa propugni? Forse intendi riesumare il medioevo – magari con qualche “correzione” – perché è l’unica strada percorribile verso un’Europa culturale oltre che finanziaria? Questo auspichi? In caso affermativo, spiegami per favore quale strategia intendi adottare, tenendo conto di questa società multietnica ma soprattutto “multinazionale” che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle. Tenendo conto di questa nuova economia liberista che guarda soltanto al “margine” e a nuove terre da “colonizzare” per la gioia degli azionisti. E dimmi cosa c’entrano quei poveracci delle “razze” che hai citato, molti dei quali vengono qui per “fame”, né più né meno come i nostri connazionali che andavano a faticare all’estero nel secolo scorso, e fra le altre cose, esportarono un “prodotto” di cui non tutti gli italiani sono fieri… Ti prego di essere pragmatico.
Grazie.
Pasquale