Profeti

Il ragno intreccia
Fili di sangue
Nel dolore sordo del baricentro,
ma la preda non accetta trigonometrie;
la fine circostanziale
implica altri destini, resta un rebus
troppo chiaro, quasi aperto

Angelo Scandurra

Imparare a guardare. Imparare a vedere. Profondamente. Quale scuola lo esercita? Sapersi ascoltare. Pitagora aveva avvertito che l’oracolo è in noi, in ciascuno di noi. Quel parroco bonariamente robusto, divenuto poi Giovanni XXIII, pensava: “la vita è il compimento di un sogno di giovinezza”.
Se questo nuovo secolo ascoltasse gli avvertimenti dei suoi profeti (Aldos Huxley in Breve New World; del saggio Lewis Mumford, più che mai attuale è il suo “The Myth of The Machine; Martin Buber, Eric Fromm e altri) immense emorragie si eviterebbero al mondo; immense sciagure.
Se non osserviamo, ascoltiamo, rimeritiamo, la profezia non ci esiste. Ciecamente, sprechiamo anche i profeti.

3 pensieri su “Profeti

  1. Gaja

    Certi scrittori lungimiranti (purtroppo per noi) hanno percepito lo spirito del tempo che sarebbe venuto in un periodo in cui le loro distopie erano davvero considerate solo distorsioni della mente, esagerazioni, assurdità. Non siamo molto lontani dal fordismo di Huxley, dai bambini fatti nascere praticamente “in batteria”, dalla disumanizzazione del mondo.
    Lacerante e opportuna, a mio avviso, la poesia di Scandurra. Un saluto, Emanuele.

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  2. Francesca E. Magni

    leggo poesie su questo blog e molto spesso non commento perché non voglio rovinarle con le mie banalità. Anche adesso scrivo ma non so se deciderò di cliccare su “submit”.

    Ringrazio luminamenti, manderò a memoria la poesia per renderla più mia.

    fem

    (ho trovato in rete altre poesie di Angelo Scandurra, anche oggi non è una giornata persa, per fortuna: […] “il sole che taglia in due la serpe” […] )

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