La cosa che tu apprezzi, le uve da vino –
e l’idea che quanto di meglio c’è ancora
scavando tra i rifiuti come un cane impazzito
risalga a grandi disegni esoterici
gli scavi della città di Troia
il mondo come volontà e rappresentazione
la serietà di un titolo di libro
che non rimanda a niente e non deride niente;
la cosa che tu apprezzi, questi vini da uva –
e tener alta la bandiera dei morti, parlare
con loro come mito, anche nel futuro,
tentare di incarnare bellezze incommensurabili
mentre il pendolo rintocca e straripano
sui tuoi stivali le fogne del regime,
guardare i gatti, i gatti, i gatti e tua madre:
tutto questo io lo chiamo IL MIO SPIRITO.

Complimenti vivissimi per questo componimento davvero intenso.
Scelgo questi versi:
e tener alta la bandiera dei morti, parlare
con loro come mito, anche nel futuro,
tentare di incarnare bellezze incommensurabili
mentre il pendolo rintocca e straripano
sui tuoi stivali le fogne del regime
perche sono colmi di fede e speranza. C’è ne è bisogno, attualmente.
IL TUO SPIRITO respira forte e vive in queste parole potenti!
Da mandare a memoria.
Ti leggo da poco Anna, eppure mi sembra di farlo da molto. E ti leggo volentieri. Grazie.
bellissimo, veramente, i miei complimenti. Mi ha colpito molto.
roba forte. come un sorso di grappa letteraria di prima qualità.
saluti,
rs
Questa poesia ha la stessa delicatezza di un racconto davanti ad un camino e la stessa forza di una speranza tenace. Finalmente poesia civile, o impegnata, o sociale, o chiamatela come vi pare. Cavolo, ce n’è bisogno.
Cara Anna,
che spero di sentire presto, (fuori Milano io) è una dolce sorpresa leggerti qui, e leggerti affrontare queste cose, da sola,..come sai fare tu:
“parlare con loro (i morti) come mito”,..fino a dipanare che “tutto questo io lo chiamo il mio spirito”
non c’è commento.Ciao a presto.
MPia
“…le uve da vino –
e l’idea che quanto di meglio c’è ancora
scavando tra i rifiuti…”
mai dimenticarle, certe uve; grati come riceventi, parte di questa comunione millenaria.
Grazie, Anna, un caro saluto.
Giovanni
Anna tu e il tuo spirito non fate che crescere, mentre il pendolo rintocca. Che fortuna averti incontrata.
Come risuonano queste parole, Anna.
Patrizia che apprezza le uve da vino, i gatti, i grandi disegni esoterici…
versi “oraziani” – ah quanto belli ironici distaccati e presenti alla vita – complimenti, ciao, e.
sei meravigliosa Anna.
Davvero interessante!
Brava.
Molte grazie a tutti. La mia idea base è quella del VALORE, una costante che manda avanti dritta la testa spaccata. Da non mollare neanche un secondo. (Cosa che invece a volte mi accade, con della superficialità penosa, dei grossi limiti, forse perché sono della Bilancia, forse perché ho bisogno di farmi perdonare). E poi l’amore incondizionato e totale. Un’utopia, e so anche che passa per negativa: amore fusionale simbiotico, per il mondo e per il mito. Le rose, sempre le rose. Eterna adolescenza non come immaturità ma come forza. Grazie ancora.