L’arte è violenza, i gusti sono gusti
e colori freddi, i primari della vita, della morte
fienile sparso di amara pioggia,
laboratorio di immagini, crudo a sangue
di vita a ferita, abrasa, e atmosfere caotiche.
Senza interpretazioni, ognuno dica la sua,
ognuno veda quel che vuole vedere.
Tutto sembra crudele perchè la realtà
è crudele, non c’è scampo, il leone
è ferito e ancor di più azzanna, senza posa.
E così, l’uomo, lasciato con la disperazione
che si abbassa e si spande sulla tela
-l’ingrediente d’ogni colore e forma-
si voltola nella fuga dal mondo, diventa
cerchio magico, di fuoco, che ravviva e vivifica
su segni di morte e sofferenza.
Da ogni taglio viene fuori ciò che ci vive
come dal taglio della donna, al parto,
fuoriesce il neonato, condannato.
(Immagine: Francis Bacon – Self portrait)

Una presentazione degna di FK, per affinità elettive (da scorpio a scorpio?)
So che Bacon, grandissimo, pensa e vive l’arte esattamente così.
E così ci piace. Il suo mondo, (difatti)è anche IL mondo!
Maria Pia
Da ogni taglio viene fuori ciò che ci vive
come dal taglio della donna, al parto,
fuoriesce il neonato, condannato.
condannato a vivere in amore e odio,
in gioia e dolore
bravo Franz, su Bacon mi erudisco.
un abbraccio
Stella
sì
fem
Franz,
la tua poesia è, più che mai, adeguata
alla pittura di Bacon, al suo sentire del mondo.
Una volta un giornalista ( un po’ sciocchino) l’intervistava
e gli diceva:
“Certo che la sua pittura è molto, tanto drammatica, maestro…!
Lui rispose:
“Perchè? C’è qualcosa da ridere, qui!?”
“Perchè? C’è qualcosa da ridere, qui!?”
dipende dai punti di vista 🙂
C’è una bellissima intervista a Bacon in francese, però, ora non mi ricordo il titolo, dovrei andare a vedere, in cui lui parla della sua pittura. E si capiscono molte cose. Per esempio lo sfarfallìo delle figure è attribuito a presenze nella stanza, che però non sono spiriti, fantasmi, ma come un tremolio della materia stessa che così ha forma visibile e forma invisibile.
Sebastiano
Bacon e Krauspenhaar… Sì.
L’accostamento (proposto dai lettori di Franz) suggerisce un’inedita chiave di lettura, non solo del testo proposto qui.
Ritratti che non si lasciano inchiodare in una sola prospettiva, e che diventano quasi fluidi e attorti su se stessi a furia di girarci attorno. Sì, c’è della congenialità.
Grazie! Ultimamente sto ristudiando Bacon. E per farlo lo sto prendendo, diciamo così, da veri lati: scrivendo poesie su di lui (questa e un’altra, “Bacon portrait”, che uscirà sul mio blog a giorni) riguardando il film su di lui, “Love is the devil”, del 97, di Maybury, con un incredibile e somigliantissimo Derek Jacobi, riguardando le opere nei libri, rileggendo interviste e contributi critici. Alla fine penso che scriverò un lungo pezzo autobiografico su Bacon: come faccio su varie cose, metto me stesso in relazione con un aspetto o un personaggio, viaggiando attraverso le suggestioni che arrivano, una dopo l’altra. Inutile dire che FB è stato colui che ha unito surrealismo e cubismo, riuscendo a dipingere non solo i fantasmi, ma anche gli inferni di un’anima. Un’anima profondamente colpita, forse da violenze; un omosessuale ateo e senza speranza, che trova nell’arte il modo di esprimere la profonda violenza della vita, o meglio la violenza che in ogni circostanza si fa vita. La “poesia” di FB è quella a mio avviso della selezione naturale della specie, del leone che uccide la gazzella per cibarsene, della violenza cieca dell’uomo che esiste per una sorta di “progresso” sanguinario.
fk
Direi che Bacon è uno dei pochi che mette d’accordo tutti (me compreso).
“Je voudrais pas crever
Avant d’avoir goûté
La saveur de la mort…
(Boris Vian)
🙂
caro franz, sappi che in questo momento sto vivendo nel paesello dell’essex dove bacon si rifugiava a dipingere. il suo watering hole. se vuoi farti un giro da queste parti.
(PS: tra l’altro è anche a tre chilometri dallo studio dove dipingeva Lucian Freud, a dedham, a suo tempo pure patria di constable).
ok Franz,
attendo che tu scriva ma qual è il tuo blog se non questo?
e il libro?
un abbraccio
Stella
Tutto ben detto, caro Franz.
Ma ricordiamoci che dal taglio (be’, qualcosa più di un taglio) del leone morto veniva fuori il dolce. E viene ancora, viene sempre.
Un caro saluto,
Roberto
…Da ogni taglio viene fuori ciò che ci vive…
Vero.
abbracci
jc
Il mio blog è The FK experience (tra i link) http://www.markelo.net
Grazie per le vostre intelligenti osservazioni.
Franz
ciao FK,
ogni tanto ho tra le mani (anche per rivedermi i quadri): G. Deleuze, Francis Bacon – Logica della sensazione”. Interessante.