Per brindare a # 5

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tra fonti, rose e gigli

Francesca è giornalista, Andrea medico. Attorno ai quarant’anni, vogliono avere un figlio, che non arriva, a dispetto di molti e svariati tentativi. Stefano Zecchi, professore di estetica, racconta i pensieri di questa coppia comune come se di questi due fosse amico, con precisione, candore e discrezione. I temi (pardon: i nuclei tematici) sono di peso: l’adozione, la fecondazione assistita, il riconoscimento della vita come dono. Zecchi tiene sullo sfondo riferimenti che a volte cita (D. H. Lawrence, uno dei suoi autori), altri che sottintende (Ernst Bloch del “Principio speranza”, Joseph Ratzinger della “Donum vitae”) e scrive un romanzo d’amore e nascita in due lunghi dialoghi – dei due sposi con un’amica e un amico – e pas de deux finale, a chiudere il cerchio. Si crede a questi dialoghi, la storia appassiona, non è difficile identificarsi nell’uno o l’altro protagonista. Gran libro, in fede mia, e anche per questa ragione qui Antonio Silva è grande.
(dopo la presentazione al Casinò, aperitivo con l’autore da Per Bacco di Dino, Gaetano e Lella, sotto le foto in blanco y negro di Roberto Bolìvar Chavez Coggiola , e poi cena alle 4 Stagioni. Spettacolari gli gnocchi di farina di castagne in salsa di Castelmagno e il cheesecake ai mirtilli di Larissa e Luca Diano, ovviamente ottimo il Monica offerto da Gaetano)

42 pensieri su “Per brindare a # 5

  1. antonella1

    .

    Nella grande ipercoop c’è anche il reparto libri con la torretta delle ultime uscite (ma anche penultime, volendo) così c’era di che guardare con il carrello della spesa che intralciava l’accesso.
    Che noia.
    Vicino a Vespa questo Zecchi dalla bella copertina poi no, prevenuta come sono ho pensato che non avrei tollerato una storia sulle frustrazioni di una coppia in cerca di figli che non arrivano. No e poi no. Allora l’occhio si è lasciato tentare dalla copertina rosseggiante de La sovversiva di Eugenia Almeida che lasciava presagire una bella storia.
    “Non ce l’ha un sacchetto a parte per il libro?” ho chiesto alla cassiera.
    Ma una volta a casa anche la sovversiva di copertina si è rivelata un bluff per me, che dopo due pagine, non capivo nulla dell’andamento.
    Un vero peccato.
    Peccato avere anche così tanti limiti nell’approccio verso un libro. Qualsiasi.

    Poi peccato è anche non aver potuto degustare il resto, ovviamente.

    .

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  2. giovannichoukhadarian

    Questo romanzo è fra i più approcciabili della fine d’anno, scorre via veloce ma lascia sapori buoni, alla maniera, per dirne una, del Bruciato di Antinori che da Per Bacco, cioè nel wine bar sopracitato, è tra i vini d’aperitivo più richiesti, vero)

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  3. nina berberova

    La vita come dono, mai richiesto. Nessuno è mai venuto al mondo di sua volontà, è in questo inizio che si può scorgere la prima delle ingiustizie. Questo è un paradosso che dà il tormento a meno che non ci si converta all’amore, l’amore che è dono e allora il cerchio si chiude, chi vuole sta dentro gli altri, spesso io sono fra gli altri, avranno la tendenza a ribellarsi, allo stare molto sopra o molto sotto la vita ma mai dentro. Perché dovrei gettare nel mondo un altro essere umano? perché dovrei condannare qualcuno a vivere forse, a soffrire e a morire di sicuro? Tanto, e sono felice di questo, ci sarà sempre chi non si porrà domande, chi vorrà procreare al di là di ogni interrogativo.

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  4. beatrice

    col cognome che ha, quando sarà stanca di stare sopra o sotto (molto? bah!), potrà sempre fare una bella frittata mia cara, ma la prego, continui a pensare che sia meglio non procreare che di gente piagnona ne abbiamo piene le tasche e,non si sa mai,la cosa potrebbe essere genetica …

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  5. nina berberova

    Gentile Beatrice,
    lei è una mente raffinata a profonda e si vede da come si esprime. Di sopra e di sotto come intende lei forse le richiama alla mente quel che lei è solita fare sul grande raccordo anulare o su qualsivoglia strada statale di questo belpaese. L’ignoranza invece non è genetica, vero. Questo fa sì che lei nemmeno sia degna di compassione.

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  6. nina berberova

    Gentile signora al comm6 allora prima di offendere con affermazioni pesanti ci pensi meglio la prossima volta.

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  7. beatrice

    gentilissima, se pensa d’avermi offesa dà troppo credito alle sue parole, io non gliene do affatto.

    buona serata

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  8. nina berberova

    Invece le sue parole mi hanno offesa, per questo ho risposto ocn durezza. e mi sono offesa perché io, a differenza sua, do credito alle parole di qualsiasi essere umano e se sono parole cattive mi feriscono.

    Buona serata a lei.

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  9. beatrice

    mi dispiace per lei, l’intenzione offensiva non c’era, ce l’ha voluta vedere lei e ha risposto di conseguenza. lei non crede nella vita e lo ha detto, io ci credo e ho risposto. stare sopra o sotto era pars pro toto della sua affermazione del #3, la malizia ce l’ha messa lei, non io.

    comunque forse sarà bene non occupare oltre questo spazio in battibecchi che non fanno bene a nessuno. se vuole le mie scuse, gliele porgo volentieri, ma ribadisco che in me non c’era ombra di malizia.

    buona serata

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  10. nina berberova

    la malizia ce l’ho messo per forzare una battuta facile e triviale.

    più che intenzione la sua è stata cattiveria pura, dire a una persona
    “è meglio che tu non faccia figli altrimenti fai figli piagnoni
    come te…”
    perché questo lei ha detto, ha dentro una dose di cattiveria che francamente mi stupisce in una donna.
    io non ho detto che non credo nella vita. ho posto questioni esistenziali sulle quali hanno scritto libri e libri di filosofia. se lei non riesce a vederci niente forse è perché le mancano gli strumenti, ma questo non le dà il diritto di dirmi le cose che mi ha detto.

    se non sa chi è la berberova se lo vada a vedere, prima di assimilarla alle uova.
    cosa farò meglio a fare è una cosa che sta a me decidere,
    si sicuro questo non è un battibecco, non per me.
    e si ricordi che è stata lei a offendere per prima, non io.

    buona serata

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  11. beatrice

    cito dal #3
    “perché dovrei condannare qualcuno a vivere forse, a soffrire e a morire di sicuro? Tanto, e sono felice di questo, ci sarà sempre chi non si porrà domande, chi vorrà procreare al di là di ogni interrogativo” = tanto ci sarà sempre qualche scriteriato che mette al mondo figli…
    se fossi come lei dovrei sentirmi offesa visto che di figli ne ho tre… come vede se uno vuole offendersi il modo lo trova, ma non è il mio caso, le ribadisco che l’acqua scivola via con più difficoltà da me che le sue parole.
    per questo le dico, io ho risposto in modo ironico alla sua patetica affermazione,questo è quanto, il resto lo ha fatto tutto da sola, se riesce a capirlo bene altrimenti va bene lo stesso come va bene che ora continui a piangersi addosso o continui questa inutile polemica, ma per quel che mi riguarda la cosa finisce qui.

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  12. beatrice

    solo un’ultima cosa
    cito dal #11
    “se lei non riesce a vederci niente forse è perché le mancano gli strumenti, ma questo non le dà il diritto di dirmi le cose che mi ha detto.

    questa è davvero divertente per me, mi creda.

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  13. nina berberova

    senta signora Beatrice,
    l’affermazione “sono felice di questo” per lei cosa significa?
    niente?
    chi ha detto che chi mette al mondo figli è scriteriato?
    dove l’ha letto?

    le nostre biografie qui non hanno importanza ma, se lo visto che tira in ballo i suoi tre figli, allora le dirò che molta parte della mia vita l’ho dedicata agli altri, a bambini che sono cresciuti col mio aiuto e che ho amato e amo più di ogni altra cosa. per loro non esiterei a buttarmi nel fuoco, proprio come una madre, anche se non li ho partoriti.

    comunque mi sembra evidente che lei non abbia mai frequentato certe questioni esistenziali, per questo la comprensione le risulta così ostica. probabilmente abbiamo fatto letture e percorsi diversi, tutto qui.

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  14. nina berberova

    Nel 2008 a proposito dei temi esistenziali tirati in ballo uscirà, di Umberto Curi:

    Meglio non essere nati. La condizione umana tra Eschilo e NIetzsche.

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  15. giovannichoukhadarian

    Beatrice e Nina Berberova mettono in scena una versione ahinoi succinta e, altrettanto ahinoi, ammodernata delle Ecclesiazuse. Un par di appunti, e di nessun rilievo stante il loro ordine lessicale. Perché Beatrice antepone di continuo l’aggettivo al sostantivo? “Inutile polemica”, “patetica affermazione”. E in luogo dell’assai desueto “pars pro toto” non era più chiaro “sineddoche”?
    Umberto Curi ultimamente notevole in quanto studioso di filosofia del diritto penale.

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  16. beatrice

    buon anno anche a lei!
    magari festeggerà con

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    Rispondi
  17. giovannichoukhadarian

    Non consulto Wikipedia per scrivere in rete – forse per questo scrivo così poco?
    Evidente che non t’interessa il romanzo di Stefano Zecchi, sì di far conoscere il tuo stato civile e altro. Peccato: è il suo libro migliore, saggi ovviamente a parte.

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  18. nina berberova

    Zecchi è uno studioso serio che di sicuro, come già è stato detto, in questo romanzo tocca temi ben più ampi che il desiderio di maternità/paternità. Sono certa che, almeno in filigrana e per chi saprà leggerli, si troveranno alcuni riferimenti a pensatori del secolo passato e non solo. Temi etici e bioetici, dal senso dell’esistenza ai limiti dell’esistenza stessa questo romanzo sarà gradevole e ben leggibile. Oltre a questo, che non è poco, chi vuole avrà molto su cui riflettere.

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  19. beatrice

    wikipedia, come altri luoghi della rete, è comoda per il copiaincolla… il libro di zecchi è già sulla mia scrivania e non grazie alla sua recensione, c’era già prima.
    il mio stato civile è anonimo come me che sono nessuno nel web e altrove.
    la saluto cordialmente, signore, dandole del lei come le si confà.

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  20. il solmi

    zecchi è meglio ‘e pele, questo lo sanno tutti. momenti d’oro, momenti zecchi. zecchi: per un romanzo più estetico.

    per natale vi manca la strenna? zecchi, e sai cosa leggi.

    zecchi, e lo puoi leggere anche in tram!

    saluti (e grazie per il siparietto degno di carosello 64)
    rs

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  21. Aslan Mashkadov

    I commenti di R. Solmi stanno agli scritti controrivoluzionari del compagno Ohannès Tchoukhadariàn come sta il lardo alla polenta. Anch’essi sono tuttavia parte di un disegno che si oppone, irridendola, alla trasformazione della società avvenire e alla dittatura del proletariato.
    Il Soviet di questa Repubblica Democratica dell’Unione Sovietica li censura e condanna all’unanimità.

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  22. nina berberova

    Caro Aslan, capisco la sua condanna però su, sia meno severo. In fondo se il canestrello può stare all’acciuga(è successo) magari può anche il lardo alla polenta.

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  23. Mikhail Khalinin

    Compagna Berberova, mozione d’ordine!
    Neppure lei ha speso un ette conne ronne d’encomio verso il rabbi Stepàn Stepanovìch Zecchi, archimandrita di tutte le Venezie, e la di lui opera immortale. Siete forse sodale col teppista Solmi?
    Zecchi passa, di Solmi restano (se pure) solchi, tracce presso che invisibili sulla terra innovata della nostra Grande Madre Rus’.

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  24. nina berberova

    Compagno Mikhail,
    per il compagno Stepàn Stepanovìch Zecchi ho speso ben più di una parola e molti rubli, per i di lui libri, si intende. E non riampiango una singola copeca che il compagno Stepàn mai mi deluse. Anche più sopra mi sono prodigata in elogi e lodi, forse lei era intento a guardare i fiocchi scendere sulla Piazza Rossa e non mi sento di biasimarla per questo. Il Grande Spirito Russo è salvo finché la neve riempirà i solchi e finché sulla Neva ghiacciata potremo correre le nostre fughe.

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  25. Gaja

    Cara Nina Berberova, se per canestrello si intendono gli *squisiti* dolcetti liguri, posso – senza tema di smentita – affermare che i canestrelli stanno anche a gaja! 😉 (e, quindi, potremmo considerarci “assorellate” sotto questo punto di vista! :-))
    Quando si tratta di dolci, non conosco confini! 😀 (baci&abbracci)

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  26. nina berberova

    Buonasera Gaja, sa che stavo pensando proprio a lei? Sì i canestrelli sono liguri ma ormai si possono trovare anche nella Grande Russia. Magari, cara Gajusha, un giorni li mangeremo insieme. Lei mi sembra, come me, molto portata per il buon cibo questo me la rende ancor più simpatica, se è possibile. Abbracci a lei(non prenda la forma reverenziale come una diminuzione. Sono Nina Berberova, mi tocca darle minimo del “lei 😉 )

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  27. Gaja

    Ma questa è telepatia, Nina! Eppure i canestrelli che ho mangiato in Liguria non li ho mai assaggiati da nessun’altra parte, lo sa? Carissima Ninotchka (ricorda il delizioso film con Greta Garbo?), secondo me li mangeremo assieme eccome! E poi sì, lei ha perfettamente ragione, sono assai portata per il buon cibo (solo che devo trattenermi, altrimenti rischio di perdere ogni forma umana…;-)) e per la convivialità: quindi non vedo l’ora di dividere pane e companatico con lei. (p.s. Nina Berberova, sono io a doverle dare come minimo del lei! ;-))

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  28. nina berberova

    Eh… Ninotchka, che film! Gaja cara il compagno Lubitsch ha girato tanti film meravigliosi, vorrei ricordare anche Mancia competente ma ce ne sarebbero da citare, la lista è lunga.
    E’ vero col cibo non bisogna esagerare, per fortuna non è la quantità a renderci felici ma la qualità e la compagnia. Poi ho letto che anche lei come me regge poco il vino, siamo a posto. Assorellatissime! 😉 l’abbraccio forte

    Solmi, ma cosa ha bofonchiato al 32? mica l’ho capita sa? 🙂

    Rispondi
  29. Gaja

    Ah, se cominciamo a parlare di cinema io mi esalto! 😀 Fantastico Lubitsch!
    Quanto alla sua considerazione sul cibo, è proprio vero: è la compagnia che esalta i sapori!!! E sì, reggo POCHISSIMO il vino, tanto che i miei amici quando ne bevo un goccio più del solito (il che equivale a berne, per l’appunto, solo un goccio, dato che in genere sono praticamente astemia: tale e quale al compagno Ohannes, eh? ;-)) tutti si armano di telecamera :-D! L’abbraccio forte anche io, ormai l’assorellamento è certo!

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  30. il solmi

    berberovna, al 32 non ho bofonchiato, ma declamato il mantra corrado, anzi coRado.

    cenciarelli, e lasci stare lubitsch e mance competenti! (ninoschka trattasi di momento down del regista tedesco). lei cenciarelli è come il fellini di orson welles nella pasoliniana (e krauspenhaariana, ovvio) ricotta: “danza, danza… danza”.

    saluti,
    rs

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  31. violaamarelli

    Del tutto ho apprezzato il castelmagno: lo mangiavo qualche sera fa nel cuneese.Ma anche i canestrelli hanno il loro fascino, Un saluto a tutte le Russie, V.

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  32. lambertibocconi

    Ahahah, ci godo che quella specie di voltagabbana pelato ex chesicredevastrafigo che con una mano si riempie la bocca con Nietzsche e la bellezza e con l’altra scrive le cagatine su Oggi/Gente, il cui cognome evoca tanto la lira quanto i parassiti (“zecca”), si sia beccato un dibattito come questo! Grazie!

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  33. andrea torrente

    Il voltagabbana pelato (pelato?) si è laureato con Enzo Paci, ha studiato Husserl e von Balthasar e pubblicato Goethe e Bloch, fra una cagatina (sic) su Oggi/Gente.
    Il Castelmagno è gran formaggio al cospetto del cielo e degli uòmi, sì.

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  34. beatrice

    non sapevo scrivesse su gente/oggi,che non leggo nemmeno dal parrucchiere, sapevo invece che fa parte della direzione della rivista “Estetica” dell’associazione A.I.S.E. fondata da gente come Anceschi, Assunto, Dorfles, Formaggio, Morpurgo Tagliabue, Pareyson, Vattimo

    se a qualcuno interessa

    http://www.filosofia.unibo.it/aise/Prima%20pagina.htm

    buona giornata

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  35. giovanni choukhadarian

    Quella rivista ha come direttore responsabile il collega (e scrittore) Stefano Bigazzi e ha pubblicato pezzi anche dell’Enrica Salvaneschi, comparatista esigentissima, di cui il Nuovo Melangolo ha di recente ristampato l'”Intepretatio ludica” del Cantico dei Cantici, uscito in origine nell’82 (mi’, sembra ieri, son 25 anni)

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  36. lambertibocconi

    Torrente, Beatrice, le so queste cose, ho fatto due esami con lui alla Statale, subentrò a Dino Formaggio alla cattedra di Estetica, fra l’altro mi pare di avere preso proprio con lui l’unico trenta e lode di tutta la farsa universitaria: parlo con cognizione.
    Sappiate che nella vita si può anche decadere, sia come capelli sia come spessore umano e culturale, o, per meglio dirla, come autenticità e sincerità d’animo. Se vi sporcaste un attimo l’anima bella a prendere in mano un Oggi/Gente quando andate dal barbiere, potreste seguire meglio come va il mondo, e il giorno – se mai ci sarà – che la Poesia e lo Spirito suoneranno le trombe del giudizio, forse ma forse potreste avere una speranza di salvezza.
    Copio dal Solmi: saluti, nonostante.

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  37. Lospa Larissa

    Caro Ohannès, il nome di “ragazzo cuoco” e Luca Diano non Marco…(colpa del buon’vino di Gaetano)…baci…

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