COLORI FONDAMENTALI di Valter Binaghi

colori

Io vi dirò che giallo è il lato est, da dove sorge il sole,
e le forme sono ancora velate nella luce discreta dell’alba,
e i pensieri come uova si schiudono a un invitante tepore.
Chi viene al lato est, a inseguire le ragazze nel cortile della scuola,
a ricevere un bacio o una sberla dietro il vecchio olmo fronzuto?

Io vi dirò che è rosso il lato sud, dove il sole picchia sulle schiene
come un fabbro cosmico ai lavoranti, e ingiunge strenui sforzi
per piegare la materia all’idea, e il corpo alla grazia.
Chi viene con me al lato sud, a combattere la buona battaglia
a svegliare i dormienti, a piantare la tenda su un monte più alto?

Io vi dirò che è verde il lato ovest, dove pomi polposi pendono dai rami,
e l’astro declinando mostra finalmente il suo sfero, compiuto e potente,
e la mensa è un groviglio di voci, finchè in esse si riconosce un canto.
Chi mi segue all’ovest, dove le ceste debordano di frutti
E non si può attendere oltre, a separare il buono e il guasto?

Io vi dirò che è blu il lato nord, come il cielo paziente e imperscrutabile,
l’oscurità invita al riposo, e la madre il bambino a deporle in grembo
i suoi sogni, e le piccole stizze di un giorno, e le grandiose attese di un Destino.
Chi viene con me a nord, a saldare il conto dell’albergo,
A restituire nuda terra alla terra e le parole al silenzio?

5 pensieri su “COLORI FONDAMENTALI di Valter Binaghi

  1. lambertibocconi

    Bello!!! Grazie Binaghi, bella questa rosa dei venti di colori, e soprattutto vera. Buon Natale.

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  2. listexxx

    binaghi, al nord ci vengo io, niente igloo, 5 stelle a stoccolma, frigobar sempre pieno, colazione svedish style, valchirie at disposal.

    bravo e saluti,

    rs

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  3. Gaja

    Valter, non mi stanco mai di leggerlo e rileggerlo.
    Sono divisa tra il rosso, il mio colore d’elezione, il verde, quello della terra della mia anima, il blu, che mi porta nel nord che amo.
    È un post splendido, da meditare. Forse perché i colori guidano i miei pensieri e i miei sentimenti e i miei sogni.
    E forse, a seconda dei momenti, mi lascio guidare dall’uno o dall’altro.
    Grazie, carissimo!

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  4. lambertibocconi

    Odio dire “mi ricorda”, però ora lo dico lo stesso con grande levità e simpatia, mi ricorda la poesia sulle vocali di Rimbaud.

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  5. vbinaghi

    Grazie a tutti.
    Non ci sono colori sulla tavolozza per corrispondere alla voce singolare, quella di ognuno di voi, che sono felice di sentire stamattina.
    Il giardino è pieno di foglie morte, il gatto è accoccolato sul cofano dell’auto, la tastiera obbedisce ai pensieri.
    Ogni giorno è nuovo, ma il cuore è antico.
    Niente di quello che ami andrà perduto.

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