Dal parlatoio
Dal parlatoio dell’altro mondo
Io sento il tuo respiro
Di visitatore.
Dalle grate
Che sfumano io avverto
Venire le parole, e la legione
Virale dissiparsi.
Non c’è più odio.
“Credimi!
E’ forte la parola che ti mando.
La guarigione
Passa per gocce
Medicamentose, per idee.
Scrivile
Tu.
E’ il ricostituente
Planetario.
Non c’è armamentario
Che ti serve. Va’ come sei.
Spargi il mio contagio.”
***
Morte di Socrate
La corda non tesa
Scorda ogni melodia.
Il basso voltaggio è la fine
Del pensiero nelle tiritere
Logiche, consequenziali
Cose da non dire.
Morire
Allora è l’atto
Unico che l’alba
Ti richiede
Per rispuntare in te, e darti
Ancora da pensare, darti da amare
Il mondo, il tuo
Essere vivente:
Questo Dio.
***
Produzione del miele
Sto al chiodo
Ora che tutto non quadra.
Sto con la forca.
Non con l’impiccato.
Faccio sfogare un fuoco dall’ingorgo
Uro-genitale
Del pianeta.
E spara in alto il cuore
tanto più in basso
Brucia la caldaia.
Spara parole.
“E a gocce
Asprissime il mio Sole
Pizzica le lingue dei più audaci“.
***
Cesello
Sono stato quindici ore su un rigo.
Per cancellarlo.
Così procede
L’arte scultorea della fede.
Toglie il superfluo
Penetrandone per anni ogni sfumatura.
***
Il vero motore
C’ho una morte in me come una morsa
D’amore, come un’avversa sorte, come un’inversa
Strategia, come una via
Per non so dove, per non so quale
Trionfo.
C’ho una morte in me come un affondo
Di lancia nel cuore, come un trapano, come una trivella
Che a tremila metri sottoterra
Trova lo schizzo cieco d’un petrolio
Che marciva per dare energia
A questa mia
Messa in moto.
C’ho una morte in me come un motore
A scoppio, come un moto
Sussultorio che la vita
Rende più allegra e ballerina.
C’ho una morte in me che è un maremoto
Che ti schianta coi tuoi draghi il sottofondo
Scaraventando a terra i simulacri
Infranti: tutto il tuo odio.
C’ho una morte in me
C’ho un motore in me
C’ho un amore in me, che è un vero
Capolavoro: la fine
Del mondo.

a me piacciono molto, caro Marco. Ancora così. (Allora il tab ha funzionato, eh?)
Belle, davvero, tutte quante. Complimenti.
molto apprezzate. l’ultima, quella del motore, mi ha ricordato dei versi di manu chao.
Grazie di cuore, carissimi Antonio, Ramona, e Alessandro.
Sì, alla fine siamo riusciti a ottenere le spaziature giuste, che per me sono davvero essenziali in alcuni casi. Il ritmo, come diceva Hoelderlin, è un po’ tutto.
Marco Guzzi
Belle poesie. E complimenti per il libro Per Donare.
Uh che belle! My compliments.
Straordinarie le tue poesie, Marco. Felice di averle lette e di averti potuto conoscere di persona.
Sparz, credo che il tab non abbia funzionato 🙁 ma per fortuna è arrivato Giovanni Nuscis! 😉
(…che si compiace, Gaja, del contributo (umile) all’eccellente risultato.)
“Così procede/L’arte scultorea della fede…” E vi si coglie infatti, leggendo, un effetto di forza e di luce.
Grazie, Marco, complimenti.
Giovanni
Molto belle queste poesie.
soprattutto “Il vero motore”.
grazie!
Francesca
Carissimi Lambertibocconi, Gaja, Giovanni, e Francesca,
grazie di cuore del vostro apprezzamento, che mi rende davvero felice.
Grazie inoltre a Luminamenti anche per aver ricordato l’ultimo mio Manuale.
Il lavoro che svolgiamo nei nostri gruppi, infatti, non è che la traduzione in cammini concreti e condivisi dei processi di trasformazione (dell’identità) che la poesia vive e annuncia.
Il lavoro dei gruppi è cioè, per me, poesia in atto, poesia che si fa azione e liberazione, e tira in avanti, tira fuori dai nostri bui, e tira verso nuove figurazioni del nostro essere, come sognava Rimbaud.
Grazie ancora e saluti affettuosi a tutte/i
Marco Guzzi
Mi sorprendi caro Marco, perché la forza che ruggisce, la litania e la spinta interiore forse cozzerebbero, ma in un ossimoro vivente no; dunque l’energia che è tanta ti assista e accompagni, poeticamente, perché c’è una scrittura nuova, buona.
Maria Pia
Grazie, carissima Maria Pia, dell’ossimoro vivente.
A me pare, infatti, che oggi più che mai la potenza della luce scaturisca dalle materie più grezze e buie e torbide, rielaborate:
portate alla luce e utilizzate secondo ordini diversi, ad altre lunghezze d’onda.
Cosa che la psicologia del profondo tenta di fare, e i processi iniziatici concreti riescono a fare.
Mi colpisce che la fonte energetica oggi più utilizzata sia proprio il petrolio: questo prodotto di putrefazioni millenarie, sepolto a migliaia di metri sottoterra.
Grazie ancora
Marco Guzzi