Avrei voluto essere a Creta
sotto Minosse, ma suo consigliere.
L’altra sera sul divano con i miei
per più volte a parlare di cose invisibili.
Con il mio cane a pascolare pecore
in Scozia o anche più a nord.
A Torino da mia nonna quando era viva.
Ridarle i fiori del cimitero come fiori vivi
a lei viva. Per la tavola magari
e invitare tutti quelli di là
e quelli di qua.
Avrei voluto essere sul monte
che sorge sul lago. Chiuso nel bosco,
nascosto come un ragno in un buco.
E cibarmi di bacche. E spaventare
le passeggiate di ignari passeggianti.
Sarei anche altrove. Ma non qui, dove
il presente scritto è già passato.

bella, ek.
è la prima volta che ti leggo in forma di poesia, ed è una piacevolissima sorpresa.
suggestiva, evocativa.
bella davvero.
com’è bella questa poesia! un po’ crepuscolare e per me questo è valore aggiunto.
grazie!
l.